Ordinanza n. 36/1963
Questione dichiarata infondata · depositata il 16/03/1963 · relatore Giovanni Cassandro
Norme in gioco
usata come parametro
citata
- art. 26legge 87/1953
Epigrafe
ha deliberato in camera di consiglio la seguente ORDINANZA nel giudizio di legittimità costituzionale della legge 14 luglio
1959, n. 741, promosso con ordinanza emessa il 25 giugno 1962 dal
Pretore di Gradisca d'Isonzo nel procedimento penale a carico di
Celotti Franco, iscritta al n. 163 del Registro ordinanze 1962 e
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 273 del 27
ottobre 1962.
Udita nella camera di consiglio del 5 marzo 1963 la relazione del
Giudice Giovanni Cassandro;
Ritenuto che nel corso di un procedimento penale davanti al Pretore
di Gradisca d'Isonzo è stata sollevata la questione di legittimità
costituzionale della legge 14 luglio 1959, n. 741, in riferimento alle
norme contenute negli artt. 39 e 76 della Costituzione;
che il Pretore ha ritenuto la questione rilevante e non
manifestamente infondata e in conseguenza ha sospeso il giudizio e
trasmesso gli atti a questa Corte con l'ordinanza citata in epigrafe;
che nel giudizio è intervenuto il Presidente del Consiglio dei
Ministri mediante deposito delle deduzioni il 30 luglio 1962,
concludendo per la dichiarazione di non fondatezza della proposta
questione di legittimità costituzionale;
Considerato che la questione di legittimità costituzionale della legge
14 luglio 1959, n. 741, è stata già esaminata dalla Corte
costituzionale che l'ha dichiarata non fondata con sentenza n. 106
dell'il dicembre 1962;
che l'ordinanza non apporta alcun argomento a sostegno della non
manifesta infondatezza della detta questione;
che, pertanto, la decisione deve essere confermata;
Dispositivo
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
visto l'art. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87;
dichiara manifestamente infondata la questione di legittimità
costituzionale della legge 14 luglio 1959, n. 741, in riferimento alle
norme contenute negli artt. 39 e 76 della Costituzione.
Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della
Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 5 marzo 1963.
GASPARE AMBROSINI - GIUSEPPE CASTELLI
AVOLIO - ANTONINO PAPALDO - GIOVANNI
CASSANDRO - BIAGIO PETROCELLI -
ANTONIO MANCA - ALDO SANDULLI -
GIUSEPPE BRANCA - MICHELE FRAGALI -
COSTANTINO MORTATI - GIUSEPPE
CHIARELLI - GIUSEPPE VERZÌ.
ECLI:IT:COST:1963:36 · Testo integrale dai dati aperti della Corte costituzionale (CC BY-SA 3.0) · scheda sul sito della Corte