Sentenza n. 78/1964
Illegittimità costituzionale dichiarata · depositata il 12/11/1964 · relatore Costantino Mortati
Norme in gioco
usata come parametro
- art. 76Costituzione
- art. 77Costituzione
- art. 1legge 741/1959
Epigrafe
ha pronunciato la seguente SENTENZA nel giudizio di legittimità costituzionale del D.P.R. 11 dicembre
1961, n. 1642, promosso con ordinanza emessa il 14 dicembre 1963 dal
Pretore di Termini Imerese nel procedimento penale a carico di Genovese
Giuseppe, iscritta al n. 53 del Registro ordinanze 1964 e pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica, n. 108 del 2 maggio 1964.
Udita nella camera di consiglio del 22 ottobre 1964 la relazione
del Giudice Costantino Mortati.
Motivazione
Ritenuto in fatto :
Nel corso di un processo penale avanti il Pretore di Termini
Imerese a carico di Genovese Giuseppe, imputato del reato previsto
dall'art. 8 della legge 14 luglio 1959, n. 741, per non avere
provveduto ad accantonare presso la Cassa edile per la Provincia di
Palermo, costituita con il contratto integrativo provinciale del 30
settembre 1959 le somme relative al trattamento economico dovute al
personale da lui dipendente per ferie non godute, gratifica natalizia e
festività, nonché i relativi contributi paritetici per il
funzionamento della Cassa stessa per n. 28 lavoratori previsto dalle
clausole 6, 9 e 13 del contratto stesso, è stata sollevata questione
di legittimità costituzionale dell'art. 1 del D.P.R. 11 dicembre 1961,
n. 1642, per la parte in cui rende obbligatori erga omnes gli articoli
per ultimo richiamati, in relazione all'art. 76 della Costituzione
perché viziata per eccesso della delega conferita con la legge su
menzionata.
Il Pretore constatata la rilevanza della questione sollevata e la
sua non manifesta infondatezza, provvedeva in data 14 dicembre 1963 ad
emettere, previa sospensione del giudizio, ordinanza di rinvio a questa
Corte.
L'ordinanza debitamente notificata e comunicata è stata pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale, n. 108 del 2 maggio 1964. Nessuna delle parti
si è costituita avanti alla Corte e pertanto il giudizio, ai sensi
dell'art. 9 delle Norme integrative 16 marzo 1956, si è svolto in
camera di consiglio. Considerato in diritto :
Questa Corte, con sentenza 13 luglio 1963, n. 129, ha statuito che
gli artt. 1 e 4 della legge 14 luglio 1959, n. 741, nell'imporre al
Governo di uniformarsi, nell'esercizio del potere delegato ad esso
conferito, a tutte le clausole dei contratti collettivi nonché dei
contratti integrativi, stipulati dalle associazioni sindacali, non ha
inteso includere quelle fra esse che rendono obbligatori, anche per i
non appartenenti alle associazioni stipulanti, l'obbligo
dell'iscrizione alle Casse edili, istituite per gestire i contributi
dovuti ai lavoratori edili a titolo di compenso per gratifiche, ferie e
festività, nonché per prestazioni previdenziali e assistenziali, ed
ha quindi dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo
unico del D.P.R. 14 luglio 1960, n. 1032, nella parte in cui rende
obbligatori per tutti i lavoratori edili gli artt. 34 (per il
riferimento alle Casse edili ivi contenute) e 62 (che disciplina
l'istituzione e il funzionamento di tali Casse) del contratto
collettivo nazionale di lavoro relativo a detti lavoratori, e
conseguentemente l'articolo unico del D.P.R. 9 maggio 1961, n. 865, per
la parte in cui rende obbligatoria l'iscrizione alla Cassa edile
costituita con l'art. 6 del contratto collettivo integrativo per la
Provincia di Salerno, che era oggetto della controversia allora decisa.
Nella specie il D.P.R. 11 dicembre 1961, n. 1642, denunciato
dall'ordinanza in esame, rende obbligatorio l'accordo collettivo
stipulato per la Provincia di Palermo il 30 settembre 1959 fra le
associazioni di imprenditori e di lavoratori edili, in ogni sua parte,
e perciò pure in quella relativa alla costituzione di una Cassa edile,
consacrata nelle clausole 9 e 13, in riferimento all'art. 62 del citato
contratto collettivo nazionale 24 luglio 1959, sicché deve
dichiararsene l'invalidità, sulla base delle stesse considerazioni
svolte nella precedente sentenza n. 129 del 1963.
Non può ritenersi che l'annullamento effettuato con la sentenza n.
129 della parte del D.P.R. n. 1032 del 1960, che estendeva ai
lavoratori non iscritti ai sindacati stipulanti l'art. 62 di detto
contratto nazionale, abbia fatto, di per sé, cadere anche le clausole
di tutti i contratti integrativi provinciali emesse sulla base
dell'art. 62 medesimo. Infatti questo si limita a conferire il potere
di istituire, laddove si rendesse possibile, le Casse edili, mentre
ogni contratto collettivo provinciale, espressione della potestà
normativa propria delle relative organizzazioni locali, presenta una
sua propria autonomia, ed assume di fatto aspetti differenti da
Provincia a Provincia. Trattandosi pertanto di norme diverse, (sia pure
a contenuto in tutto o in parte identico) si rende necessaria una
apposita pronuncia di illegittimità costituzionale che faccia venire
meno la efficacia erga omnes delle norme stesse. Tale pronuncia deve
però essere limitata alle clausole 9 e 13 che disciplinano
l'istituzione della Cassa edile ed i versamenti alla medesima dei
contributi, e non può estendersi alla clausola 6, per la quale
l'ordinanza ha pure sollevato questione, poiché essa riguarda solo le
percentuali dovute per ferie, gratifica e festività, che sono da
considerare integrative del salario.
Dispositivo
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo unico del
D.P.R. 11 dicembre 1961, n. 1642, per la parte in cui dichiara
obbligatorie erga omnes le clausole 9 e 13 dell'accordo di lavoro del
30 settembre 1959 per la Provincia di Palermo, in relazione all'art. 1
della legge 14 luglio 1959, n. 741, per violazione degli artt. 76 e 77,
primo comma, della Costituzione.
Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della
Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 ottobre 1964.
GASPARE AMBROSINI - GIUSEPPE CASTELLI
AVOLIO - ANTONINO PAPALDO - NICOLA
JAEGER - GIOVANNI CASSANDRO - BIAGIO
PETROCELLI - ANTONIO MANCA - ALDO
SANDULLI - GIUSEPPE BRANCA - MICHELE
FRAGALI - COSTANTINO MORTATI -
GIUSEPPE CHIARELLI - GIUSEPPE VERZÌ
- GIOVANNI BATTISTA BENEDETTI -
FRANCESCO PAOLO BONIFACIO.
ECLI:IT:COST:1964:78 · Testo integrale dai dati aperti della Corte costituzionale (CC BY-SA 3.0) · scheda sul sito della Corte