Art. 723 c.p.p.Poteri del Ministro della giustizia

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Il ministro di grazia e giustizia dispone che si dia corso alla rogatoria di un'autorita' straniera per comunicazioni, notificazioni e per attivita' di acquisizione probatoria, salvo che ritenga che gli atti richiesti compromettano la sovranita', la sicurezza o altri interessi essenziali dello Stato. Il ministro non da' corso alla rogatoria quando risulta evidente che gli atti richiesti sono espressamente vietati dalla legge o sono contrari ai principi fondamentali dell'ordinamento giuridico italiano. Il ministro non da' altresi' corso alla rogatoria quando vi sono fondate ragioni per ritenere che considerazioni relative alla razza, alla religione, al sesso, alla nazionalita', alla lingua, alle opinioni politiche o alle condizioni personali o sociali possano influire negativamente sullo svolgimento o sull'esito del processo e non risulta che l'imputato abbia liberamente espresso il suo consenso alla rogatoria. Nei casi in cui la rogatoria ha ad oggetto la citazione di un testimone, di un perito o di un imputato davanti all'autorita' giudiziaria straniera, il ministro di grazia e giustizia non da' corso alla rogatoria quando lo stato richiedente non offre idonea garanzia in ordine all'immunita' della persona citata. Il ministro ha inoltre facolta' di non dare corso alla rogatoria quando lo stato richiedente non dia idonee garanzie di reciprocita'.

Testo vigente dal 24 ottobre 1988 al 31 ottobre 2017 · versione 0 su Normattiva

Spiegazione

Che cosa dice, in parole semplici

Spiegazione generata

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urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:1988-09-22;447~art723 · fonte su Normattiva