Sentenza n. 210/1993
Illegittimità costituzionale dichiarata · depositata il 03/05/1993 · relatore Vincenzo Caianello
Epigrafe
ha pronunciato la seguente SENTENZA nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 19, commi 7, 8
e 9, della legge della Regione Puglia 20 dicembre 1984, n. 54 (Norme
per l'assegnazione e la determinazione dei canoni di locazione degli
alloggi di edilizia residenziale pubblica), promosso con ordinanza
emessa il 21 agosto 1992 dal Pretore di Brindisi nel procedimento
civile vertente tra Ruggiero Ugo ed il Comune di Brindisi, iscritta
al n. 706 del registro ordinanze 1992 e pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica n. 47, prima serie speciale, dell'anno
1992;
Udito nella camera di consiglio del 24 febbraio 1993 il Giudice
relatore Vincenzo Caianiello;
Motivazione
Ritenuto in fatto
1. - Con ordinanza del 21 agosto 1992 il Pretore di Brindisi ha
sollevato, in riferimento agli artt. 108 e 117 della Costituzione,
questione di legittimità costituzionale dell'art. 19, commi 7, 8 e
9, della legge della Regione Puglia 20 dicembre 1984 n. 54 (Norme per
l'assegnazione e la determinazione dei canoni di locazione degli
alloggi di edilizia residenziale pubblica), che, disponendo in
materia di decadenza dall'assegnazione di alloggio di edilizia
residenziale pubblica, prevede il ricorso al pretore avverso i
relativi provvedimenti amministrativi. Le norme impugnate, ad avviso
del giudice a quo, avrebbero regolato una materia non compresa tra
quelle attribuite alla competenza regionale e riservata invece alla
legge statale, così violando i parametri costituzionali invocati.
Non si sono costituite in giudizio le parti, né ha spiegato
intervento il Presidente del Consiglio dei ministri. Considerato in diritto Il giudice a quo dubita della legittimità costituzionale
dell'art. 19, commi 7, 8 e 9 della legge della Regione Puglia 20
dicembre 1984 n. 54, che dispone il ricorso al Pretore avverso il
provvedimento di decadenza dall'assegnazione di alloggio di edilizia
residenziale pubblica adottato dal Sindaco in determinati casi e
prevede la facoltà del Pretore adito di sospendere l'esecuzione del
provvedimento impugnato; l'illegittimità costituzionale delle norme
impugnate deriverebbe dalla violazione degli artt. 108 e 177 della
Costituzione.
Le questioni sono fondate.
Secondo la costante giurisprudenza costituzionale le norme che,
come quelle impugnate, prevedono rimedi giurisdizionali o dispongono
in ordine a poteri o facoltà dell'autorità giudiziaria, in quanto
aventi natura strettamente processuale sono riservate dall'art. 108
della Costituzione alla esclusiva competenza del legislatore statale
ed esulano pertanto dalle materie che l'art. 117 della Costituzione
affida alla competenza delle Regioni (v. ex plurimis sentenze nn. 113
del 1993, 505 e 489 del 1991, 594 del 1990, 727 del 1988, 81 del
1976).
La violazione dei suddetti parametri costituzionali non potrebbe
nemmeno essere esclusa sulla base del rilievo che le norme regionali
impugnate hanno riprodotto la normativa statale contenuta nell'art.
11, commi 13, 14 e 15 del d.P.R. 30 dicembre 1972 n. 1035 (la cui
applicabilità, nella specie, spetta al giudice a quo di verificare),
essendo in ogni caso preclusa alle regioni la possibilità di emanare
leggi in materie soggette a riserva di legge statale, perché ciò
comporterebbe un'indebita novazione della fonte con la forza e le
conseguenze che ne derivano (sentenze nn. 615 e 203 del 1987, 128 del
1963).
Dispositivo
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
Dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 19, commi 7, 8
e 9, della legge della Regione Puglia 20 dicembre 1984, n. 54 (Norme
per l'assegnazione e la determinazione dei canoni di locazione degli
alloggi di edilizia residenziale pubblica).
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale,
Palazzo della Consulta, il 22 aprile 1993.
Il Presidente: GRECO
Il redattore: CAIANIELLO
Il cancelliere: DI PAOLA
Depositata in cancelleria il 3 maggio 1993.
Il direttore della cancelleria: DI PAOLA
ECLI:IT:COST:1993:210 · Testo integrale dai dati aperti della Corte costituzionale (CC BY-SA 3.0) · scheda sul sito della Corte