Sentenza n. 32/1977
Questione dichiarata infondata · depositata il 18/01/1977 · relatore Michele Rossano
Norme in gioco
applicata al caso
Epigrafe
ha pronunciato la seguente SENTENZA nel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 83, commi
settimo e ottavo, e 112 del d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo
unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni sul lavoro e le malattie professionali), promosso con
ordinanza emessa il 18 dicembre 1974 dalla Corte d'appello di Roma nel
procedimento civile vertente tra Zucchi Vincenzo e l'Azienda autonoma
delle ferrovie dello Stato, iscritta al n. 76 del registro ordinanze
1975 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 88 del
2 aprile 1975.
Visto l'atto di costituzione di Zucchi Vincenzo;
udito nell'udienza pubblica del 24 novembre 1976 il Giudice
relatore Michele Rossano;
udito l'avv. Franco Agostini, per Zucchi.
Motivazione
Ritenuto in fatto :
Nel corso del procedimento civile - promosso da Vincenzo Zucchi,
con citazione 18 novembre 1968, nei confronti dell'Azienda autonoma
delle ferrovie dello Stato, della quale era stato dipendente, al fine
di ottenere il riconoscimento del diritto alla revisione per
aggravamento e, quindi, alla rendita corrispondente alla riduzione del
30% o del 40% delle sue capacità lavorative a seguito dell'infortunio
sul lavoro verificatosi il 3 febbraio 1956 - la Corte di appello di
Roma, con ordinanza 18 dicembre 1974, sollevava, di ufficio, la
questione di legittimità costituzionale degli artt. 83, commi settimo
e ottavo, e 112 d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 (Testo unico delle
disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul
lavoro e le malattie professionali), in riferimento all'art. 38, commi
primo e secondo, della Costituzione.
L'ordinanza è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del
2 aprile 1975.
Nel giudizio davanti a questa Corte non è intervenuto il
Presidente del Consiglio dei ministri e non si è costituita l'Azienda
autonoma delle ferrovie dello Stato.
Si è costituito Vincenzo Zucchi, il quale, con atto depositato il
9 aprile 1975 e memoria depositata il 12 novembre 1976, ha affermato
che le norme denunciate sono in evidente contrasto con l'art. 38 della
Costituzione. Considerato in diritto :
1. - La Corte di appello di Roma ha sollevato, d'ufficio, le
questioni di legittimità costituzionale dell'art. 83, commi settimo e
ottavo, e dell'art. 112 d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 - nella parte
in cui stabiliscono "termini di inammissibilità, di prescrizione e di
improcedibilità per il conseguimento della rendita di inabilità
conseguente a infortunio sul lavoro o malattia professionale".
2. - La questione di legittimità costituzionale dell'articolo 112
d.P.R. 1124 del 1965 è priva di rilevanza nel giudizio di merito.
Invero, nella causa civile promossa dallo Zucchi contro l'Azienda
autonoma delle ferrovie dello Stato non è stata proposta alcuna
questione concernente il termine di tre anni - prescritto dal suddetto
art. 112 decreto n. 1124 del 1965 per la proposizione dell'azione
giudiziaria - dato che il contrasto tra le parti è sorto solo sulla
decorrenza dei termini stabiliti dall'art. 83, commi settimo e ottavo,
stesso decreto, che concerne esclusivamente il procedimento
amministrativo.
3. - La questione di legittimità costituzionale dell'articolo 83,
commi settimo e ottavo, d.P.R. n. 1124 del 1965, in riferimento
all'art. 38, commi primo e secondo, della Costituzione, non è fondata.
L'ordinanza non solleva la questione di decorrenza del termine di
dieci anni e del suo carattere perentorio o dilatorio, ma ritiene che
la norma di cui ai commi settimo e ottavo dell'art. 83 stabilisca un
termine e, pertanto, contrasti con l'art. 38, commi primo e secondo,
della Costituzione, il quale, "garantendo il diritto di ciascun
cittadino, inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per
vivere, al mantenimento e alla assistenza sociale e quindi a che siano
provveduti ed assicurati mezzi adeguati alla loro esigenza di vita in
caso di infortunio, non consente l'esistenza di termine di
prescrizione" per il conseguimento della rendita di inabilità
conseguente ad infortunio sul lavoro o malattia professionale.
Le norme denunciate non negano in modo assoluto il diritto alla
rendita, ma stabiliscono, ai fini della proponibilità dell'istanza,
che le condizioni richieste si verifichino in un dato periodo di tempo.
E ciò rientra nell'ambito di apprezzamento riservato al legislatore.
Dispositivo
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara inammissibile, per difetto di rilevanza, la questione di
legittimità costituzionale dell'art. 112 del d.P.R. 30 giugno 1965,
n. 1124 (Testo unico delle disposizioni per l'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie
professionali), sollevata dalla Corte di appello di Roma, con ordinanza
18 dicembre 1974, in riferimento all'art. 38, commi primo e secondo,
della Costituzione;
dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale
dell'art. 83, commi settimo e ottavo, del d.P.R. 30 giugno 1965, n.
1124, sollevata dalla Corte di appello di Roma, con ordinanza 18
dicembre 1974, in riferimento all'art. 38, commi primo e secondo, della
Costituzione.
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale,
Palazzo della Consulta, il 4 gennaio 1977.
F.to: PAOLO ROSSI - LUIGI OGGIONI -
ANGELO DE MARCO - ERCOLE ROCCHETTI -
ENZO CAPALOZZA - VINCENZO MICHELE
TRIMARCHI - VEZIO CRISAFULLI - NICOLA
REALE - LEONETTO AMADEI - GIULIO
GIONFRIDA - EDOARDO VOLTERRA - GUIDO
ASTUTI - MICHELE ROSSANO - ANTONINO
DE STEFANO - LEOPOLDO ELIA.
ARDUINO SALUSTRI - Cancelliere
ECLI:IT:COST:1977:32 · Testo integrale dai dati aperti della Corte costituzionale (CC BY-SA 3.0) · scheda sul sito della Corte