Sentenza n. 7/1972
Questione dichiarata inammissibile · depositata il 19/01/1972 · relatore Michele Fragali
Norme in gioco
applicata al caso
Epigrafe
ha pronunciato la seguente SENTENZA nei giudizi riuniti di legittimità costituzionale dell'art. 371
del codice penale, promossi con le seguenti ordinanze:
1) ordinanza emessa il 26 novembre 1969 dal pretore di Milano nel
procedimento penale a carico di Pasquale Angelo, iscritta al n. 122 del
registro ordinanze 1970 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica n. 125 del 20 maggio 1970;
2) ordinanza emessa il 20 ottobre 1970 dal pretore di Genova nel
procedimento penale a carico di Arobba Luigi, iscritta al n. 353 del
registro ordinanze 1970 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica n. 324 del 23 dicembre 1970.
Udito nella camera di consiglio del 25 novembre 1971 il Giudice
relatore Michele Fragali.
Motivazione
Ritenuto in fatto :
Il pretore di Milano (ordinanza 26 novembre 1969) e quello di
Genova (ordinanza 20 ottobre 1970) hanno proposto questione di
legittimità costituzionale dell'art. 371 del codice penale, nella
parte in cui dichiara non punibile per ritrattazione soltanto
l'imputato che abbia prestato giuramento suppletorio e non anche colui
che abbia prestato giuramento decisorio.
Entrambi i giudici hanno invocato la violazione del principio di
eguaglianza ed hanno, all'uopo, rilevato che la norma denunziata
distingue perché il codice civile abrogato dava effetto relativo al
giuramento suppletorio mentre oggi l'articolo 2738 del codice civile
vigente dà la medesima efficacia al giuramento suppletorio e a quello
decisorio, per entrambi non ammettendo alcuna prova in contrario.
Nessuna parte si è costituita nei rispettivi processi innanzi a
questa Corte; non v'è stato nemmeno intervento del Presidente del
Consiglio dei ministri.
Le cause perciò sono state trattate in camera di consiglio, a
norma dell'art. 26, secondo comma, della legge 11 marzo 1953, n. 87. Considerato in diritto :
1. - Le cause possono riunirsi riguardando identica questione.
2. - I giudici di merito, nella limitazione al falso giuramento
suppletorio dell'impunità per ritrattazione (art. 371 cod. pen.),
hanno visto una lesione del principio di eguaglianza, ma non hanno
avvertito che, nei processi riguardo ai quali dovevano pronunciarsi,
non era in giuoco alcuna ritrattazione del giuramento prestato;
cosicché non veniva in applicazione il limite ritenuto ragione di
disparità.
È stata da essi proposta cioè una questione meramente teorica
riflettente solo in astratto il contenuto dell'art. 371 del codice
penale; ma, come è stato deciso con sentenza 2 luglio 1968, n. 101, il
controllo incidentale della legittimità costituzionale di una norma
giuridica è ammissibile se e in quanto il giudice del merito ritiene
di doverla applicare in concreto, tenendo conto cioè della rilevanza
della questione ai fini della pronunzia che egli deve emettere, e non
può fondarsi su previsioni, su ipotesi o congetture (sentenza 16
dicembre 1968, n. 134).
Dispositivo
per questi motivi
LA CORTE COSTITUZIONALE
dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale
dell'art. 371 del codice penale, proposta dal pretore di Milano con
ordinanza 26 novembre 1969 e dal pretore di Genova con ordinanza 20
ottobre 1970, in riferimento all'art. 3, comma primo, della
Costituzione.
Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della
Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 13 gennaio 1972.
GIUSEPPE CHIARELLI - MICHELE FRAGALI
- COSTANTINO MORTATI - GIUSEPPE
VERZÌ - GIOVANNI BATTISTA BENEDETTI
- FRANCESCO PAOLO BONIFACIO - LUIGI
OGGIONI - ANGELO DE MARCO - ERCOLE
ROCCHETTI - ENZO CAPALOZZA - VINCENZO
MICHELE TRIMARCHI - VEZIO CRISAFULLI
- NICOLA REALE - PAOLO ROSSI.
ECLI:IT:COST:1972:7 · Testo integrale dai dati aperti della Corte costituzionale (CC BY-SA 3.0) · scheda sul sito della Corte