Art. 28-bis

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[1]((La sottrazione dello spirito al pagamento della tassa, mediante simulata adulterazione, o con qualsiasi altro atto fraudolento, inteso a far figurare come sottoposto all'adulterazione spirito che, in fatto, non sia stato adulterato, e' punita con le pene stabilite dall'art. 23, ragguagliando la multa alla quantita' di spirito sottratta o che siasi tentato sottrarre al pagamento della tassa.

[2]La fabbrica o l'opificio di rettificazione in cui sia stato commesso il reato, incorre, inoltre, nella sospensione dallo esercizio per un periodo di due anni.

[3]Qualora i reati, di cui nel presente articolo e nell'art. 23, siano commessi col mezzo di corruzione degli impiegati o agenti della finanza, la pena della detenzione comminata dal medesimo art. 23 e' portata a un minimo di tre e a un massimo di cinque anni.

[4]Gli impiegati e agenti della finanza che abbiano partecipato ai detti reati, sono puniti col massimo della pena teste' indicata e ad essi sono applicate le sanzioni portate dall'art. 105, secondo comma, della legge doganale)).

Testo vigente dal 30 dicembre 1915 al 17 settembre 1919 · versione 10 su Normattiva

Spiegazione

Che cosa dice, in parole semplici

Spiegazione generata

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urn:nir:stato:regio.decreto:1909-09-16;704~art28bis · fonte su Normattiva