Art. 30

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[1]Attivita' ammesse a copertura delle riserve matematiche

[2]Regio decreto-legge 29 aprile 1923, n. 966, conv. nella legge 17 aprile 1925, a. 473, art. 27. Regio decreto-legge 5 aprile 1925, n. 440, conv. nella legge 11 febbraio 1926, a. 254, art. 1 (VII). Regio decreto-legge 27 ottobre 1927, n. 2100, conv. nella legge 20 maggio 1928, n. 1133, art. 3.

[3]Le riserve matematiche debbono essere costituite con una o piu' delle seguenti specie di attivita': 1° titoli emessi o garantiti dallo Stato italiano; 2° cartelle emesse dagli Istituti autorizzati ad esercitare il credito fondiario in Italia; 3° annualita' dovute dallo Stato ed acquistate dalle imprese mediante cessione o surrogazione; 4° beni immobili situati nel territorio della Repubblica, liberi da ipoteche; 5° mutui garantiti da prima ipoteca sopra beni immobili situati nel territorio della Repubblica, per una somma che non ecceda la meta' del valore degli immobili stessi, debitamente accertato; 6° mutui sopra proprie polizze di assicurazione sulla vita nei limiti del corrispondente valore di riscatto; 7° depositi in numerario presso la Cassa depositi e prestiti o casse di risparmio ordinarie o postali, nei limiti del cinque per cento delle riserve;4

  • 8)quote della Banca d'Italia, dell'Istituto italiano di credito fondiario, dell'Istituto mobiliare italiano, dell'Istituto di credito per le imprese di pubblica utilita', del Consorzio di credito per le opere pubbliche; mutui debitamente garantiti per lo sviluppo dell'edilizia economica e popolare, pubblica e sovvenzionata e, nei limiti del 15 per cento della riserva matematica, titoli azionari ed obbligazionari dell'ISVEIMER, dell'IRFIS, del CIS, dell'IRI, dell'ENEL, dell'ENI, dell'EFIM, dell'EGAM e di societa' a queste collegate, nonche' di societa' per azioni nazionali quotate in borsa da almeno cinque anni; 9° altri modi di impiego autorizzati dal Ministro per l'industria e il commercio, di concerto col Ministro per il tesoro. Le riserve suddette debbono essere costituite con attivita' proprie delle imprese e senza deduzione delle quote cedute in riassicurazione, salvo quelle cedute all'Istituto nazionale delle assicurazioni e alla Unione italiana di riassicurazione di cui all'art. 50.
Gli interventi su questo articolo(1)

Non fanno parte del testo della norma: dicono quale atto l’ha modificata e che cosa ha disposto. Quale versione sia nata da quale intervento il testo non lo dice, e non lo deduciamo.

L. 26 gennaio 1980, n.13

4

con decorrenza dal 1 gennaio 1975

La L. 26 gennaio 1980, n.13 ha disposto (con l'art. 1) che "A decorrere dal 1 gennaio 1975 e fino al 31 dicembre 1981 la percentuale del cinque per cento di cui all'articolo 30, n. 7°, del testo unico delle leggi sull'esercizio delle assicurazioni private approvato con decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 1959, n. 449, e' elevata al quindici per cento."

Testo vigente dal 21 febbraio 1980 al 1 gennaio 2006 · versione 6 su Normattiva

Spiegazione

Che cosa dice, in parole semplici

Spiegazione generata

Un modello riformula il testo della norma. Si avvia solo se lo chiedi.

urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:1959-02-13;449~art30 · fonte su Normattiva