Art. 201 — Finanziamento di opere pubbliche e piano economico-finanziario
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Gli enti locali e le aziende speciali sono autorizzate ad assumere mutui, anche se assistiti da contributi dello Stato o delle regioni, per il finanziamento di opere pubbliche destinate all'esercizio di servizi pubblici, soltanto se i contratti di appalto sono realizzati sulla base di progetti "chiavi in mano" ed a prezzo non modificabile in aumento, con procedura di evidenza pubblica e con esclusione della trattativa privata. Per le nuove opere di cui al comma 1 il cui progetto generale comporti una spesa superiore al miliardo di lire, gli enti di cui al comma 1 approvano un piano economico-finanziario diretto ad accertare l'equilibrio economico-finanziario dell'investimento e della connessa gestione, anche in relazione agli introiti previsti ed al fine della determinazione delle tariffe. ((COMMA ABROGATO DAL D.L. 27 DICEMBRE 2000, N. 392, CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA L. 28 FEBBRAIO 2001, N. 26)). Le tariffe dei servizi pubblici di cui al comma 1 sono determinati in base ai seguenti criteri:
- a)la corrispondenza tra costi e ricavi in modo da assicurare la integrale copertura dei costi, ivi compresi gli oneri di ammortamento tecnico-finanziario;
- b)l'equilibrato rapporto tra i finanziamenti raccolti ed il capitale investito;
- c)l'entita' dei costi di gestione delle opere, tenendo conto anche degli investimenti e della qualita' del servizio.
Testo vigente dal 2 marzo 2001 al 12 settembre 2014 · versione 4 su Normattiva