Art. 1 (Convenzione)
[1]Donazione del Museo Ridola in Matera e convenzione col Comune.
[2]Regnando S. M. Vittorio Emanuele III, per grazia di Dio e per volonta' della Nazione Re d'Italia, l'anno 1910 (millenovecentodieci) il giorno 21 (ventuno) del mese di giugno in Roma, in una sala del palazzo del Ministero della pubblica istruzione, in piazza della Minerva, innanzi a me dott. Enrico Vallerini, segretario dell'Amministrazione centrale della pubblica istruzione delegato ai contratti con decreto Ministeriale del 15 settembre 1909, ed alla continua presenza dei signori comm. dott. Bruto Amante fu Enrico, direttore capo della divisione 1ª del Ministero e comm. dott. Riccardo Artom di Michele, direttore capo di divisione presso la Direzione generale delle antichita' e belle arti, testi idonei a' sensi di legge ed a me noti, sono personalmente comparsi i signori:
[3]S. E. il dott. prof. Luigi Credaro, ministro segretario di Stato per la pubblica istruzione; comm. dott. Domenico Ridola fu Gregorio, deputato al Parlamento, in proprio; prof. cav. Nicola Festa fu Francesco, professore presso la R. Universita' di Roma, quale legale rappresentante del comune di Matera, giusta le deliberazioni del Consiglio comunale n. 97 - sessione straordinaria - del 14 settembre 1909 e n. 111 - sessione ordinaria - del 27 ottobre 1909, debitamente approvate dall'autorita' tutoria, che si allegano al presente atto contrassegnandole con le lettere A e B, e giusta la procura speciale 7 giugno 1910, per gli atti del notaio Luca Tortorelli di Matera, rilasciata dal signor Tommaso Giura-Longo fu Pietro, nella sua qualita' di assessore anziano funzionante da sindaco del comune di Matera che si allega al presente atto contrassegnandola con la lettera C; deliberazioni e procura di cui per espresso intendimento delle parti si omette la lettura.
[4]Premesso che l'on. Ridola e' possessore e proprietario esclusivo di una grande raccolta di oggetti antichi, che attiene all'epoca preistorica e storica della regione materana, e che fu tutta, con l'opera sua, iniziata e compiuta, raggiungendo mano mano, per lo spazio di circa trenta anni, merce' le ricerche e le sollecitazioni sue e coi mezzi finanziari da lui soltanto forniti, un'importanza tale, da costituire un vero Museo d'antichita'.
[5]Indi, per concessione municipale, egli si avviso' di trasportare questo Museo da casa sua in diversi ambienti terreni del R. liceo «Emanuele Duni» in Matera, consacrandovi sempre e tuttodi' il suo studio e le sue cure pazienti, fino a pubblicarne delle illustrazioni in riviste italiane ed estere, per cui dotti competenti in materia che visitarono il predetto Museo, non ne sconobbero il valore ed il pregio.
[6]Frattanto l'on. Ridola, nell'ambizione legittima che il suo Museo, non solo riceva sempre piu' incremento, anche quando l'opera di lui possa mancare per una ragione qualsiasi, ma che sia mantenuto integro e salvaguardato da eventuali manomissioni, si e' propeso di farne dono allo Stato. Del quale proponimento reso consapevole S. E. il ministro della pubblica istruzione da cui le amministrazioni dei musei dipendono, non ha esitato di accettare, nella designata qualita', la generosa e degna largizione dell'on. Ridola.
[7]Art. 1.
[8]Laonde, in virtu' del presente atto l'on. Domenico Ridola, titolo di donazione irrevocabile tra vivi, cede in vantaggio della Nazione per essa al suo Governo, che la rappresenta nella persona di S. E. il ministro della pubblica istruzione, on. prof. Luigi Credaro, tutto il riferito suo Museo, e come universita' e se per ciascun oggetto che concorre a costituirne l'argomento, in conformita' del qui annesso catalogo analitico, sottoscritto dai contraenti e che forma parte integrale del presente atto contrassegnandolo con la lettera D, e di cui, per volonta' delle parti si omette la lettura.
Testo vigente dal 25 febbraio 1911
