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La domanda di riparazione puo' essere proposta, a pena di decadenza, entro sei mesi dal momento in cui la decisione che conclude il procedimento e' divenuta definitiva. 5 10

Gli interventi su questo articolo(2)

Non fanno parte del testo della norma: dicono quale atto l’ha modificata e che cosa ha disposto. Quale versione sia nata da quale intervento il testo non lo dice, e non lo deduciamo.

D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 134

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Il D.L. 22 giugno 2012, n. 83, convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 134, ha disposto (con l'art. 55, comma 2) che "Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano ai ricorsi depositati a decorrere dal trentesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto".

Corte Costituzionale

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La Corte Costituzionale con sentenza 21 marzo - 26 aprile 2018, n. 88 (in G.U. 1ª s.s. 02/05/2018, n. 18) ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale dell'art. 4 della legge 24 marzo 2001, n. 89 (Previsione di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dell'articolo 375 del codice di procedura civile) - come sostituito dall'art. 55, comma 1, lettera d), del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 (Misure urgenti per la crescita del Paese), convertito, con modificazioni, nella legge 7 agosto 2012, n. 134 - nella parte in cui non prevede che la domanda di equa riparazione possa essere proposta in pendenza del procedimento presupposto".

Testo in vigore dal 3 maggio 2018 al 9 agosto 2025

Versioni nel tempoStampa / PDF

Corte costituzionale

Questa norma è stata dichiarata illegittima. La declaratoria la rimuove con effetto retroattivo: vale anche per i rapporti sorti prima, se non esauriti.

  • Sentenza n. 88/2018

    Ha colpito questo articolo
    26 aprile 2018

    È inammissibile, per difetto di alcuna argomentazione sul parametro evocato, la questione incidentale di legittimità costituzionale dell'art. 4 della legge n. 89 del 2001, sollevata in riferimento all'art. 24 Cost.

    Art. 375 c.p.c. · Art. 4 Previsione di equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo e modifica dell'articolo 375 del codice di procedura civile

    Leggi la pronuncia
  • Sentenza n. 30/2014

    Questione inammissibile
    25 febbraio 2014

    dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 55, comma 1, lettera d), del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 (Misure urgenti per la crescita del Paese), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 134, in riferimento agli artt. 3, 111, secondo comma, e 117, primo comma, della Costituzione, quest'ultimo in relazione all'art. 6,…

    Art. 3 cost. · Art. 111 cost. · Art. 117 cost. · Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83

    Leggi la pronuncia
  • Ordinanza n. 74/2005

    Questione inammissibile
    11 febbraio 2005

    È manifestamente inammissibile, perché carente di adeguata motivazione sulla non manifesta infondatezza, la questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 24 e 101 Cost., dell'art. 4 della legge 24 marzo 2001, n. 89, «nella parte in cui subordina l'ammissibilità della domanda all'osservanza del termine decadenziale di sei mesi, decorrente “dal momento in cui la decisione, che conclude il procedimento, è divenuta definitiva”», atteso che, nel processo civile, per accertare la definitività della sentenza pubblicata mediante deposito non esisterebbe alcuno strumento di verifica dell'avvenuta notificazione della sentenza e, quindi, della decorrenza del termine breve per la proposizione dell'eventuale gravame. Il giudice 'a quò, infatti, omette di farsi carico dell'onere di dare, se possibile, una lettura conforme a Costituzione della norma impugnata, non considerando gli ausilii ermeneutici desumibili dalla giurisprudenza di legittimità, secondo cui l'onere di provare la sussistenza della condizione di proponibilità della domanda di equa riparazione richiesta dalla norma censurata incombe alla parte istante, e l'eventuale decadenza è rilevabile d'ufficio dal giudice, e neppure considerando come l'art. 3, comma 5, della medesima legge n. 89 del 2001, preveda che «le parti hanno facoltà di richiedere che la corte disponga l'acquisizione in tutto o in parte degli atti e dei documenti del procedimento in cui si assume essersi verificata la violazione di cui all'articolo 2 ed hanno diritto, unitamente ai loro difensori, di essere sentite in camera di consiglio se compaiono», ed, infine, trascurando quanto disposto dall’art. 124 disp. att. cod. proc. civ.. - Manifesta inammissibilità per carenza di adeguata motivazione sulla non manifesta infondatezza: ordinanza n. 215/2004.

    Art. 375 c.p.c. · Art. 24 cost. · Art. 101 cost. · Art. 325 c.p.c.

    Leggi la pronuncia

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

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urn:nir:stato:legge:2001-03-24;89~art4 · fonte su Normattiva