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[1]Allegato B.
[2]CONVENZIONE fra il R. Governo ed il municipio di Torino, a modificazione di quella precedente stipulata in Roma addi' 8 dicembre 1903, per la costruzione di un palazzo ad uso degli uffici della posta o del telegrafo in Torino.
[3]L'anno millenovecentonove, addi' tre del mese di aprile in Torino.
[4]Fra l'Amministrazione dello Stato, rappresentata dal signor Baggio comm. Carlo, direttore superiore poste e servizi elettrici, ed il municipio di Torino, rappresentato dal sindaco comm. avv. Secondo Frola, senatore del regno, all'uopo autorizzato con deliberazione della Giunta municipale in data venti marzo millenovecentonove, in via di urgenza in luogo e vece del Consiglio comunale a norma dell'art. 136 della legge comunale e provinciale, debitamente approvata dalla Giunta provinciale amministrativa il tre aprile stesso, viene convenuto e stipulato quanto segue:
[5]1.
[6]Il municipio di Torino si obbliga di eseguire i seguenti maggiori lavori, non contemplati nel progetto esecutivo del nuovo palazzo delle poste e dei telegrafi che, a cura del Municipio stesso, si sta costruendo in questa citta', a norma della convenzione in data 8 dicembre 1903, approvata con la legge del 6 marzo 1904, n. 84:
- a)formare il sotterraneo anche per tutta la estensione corrispondente al grande salone centrale del pubblico, e che abbia la altezza identica a quella degli altri ambienti sotterranei circostanti, coi quali dovra' essere posto in comunicazione, con pavimento, intonacato, soffitto, ecc., e cioe':
[7]pianta rettangolare di metri 23.70 x 17.50;
[8]profondita', rispetto al pavimento del salone, metri 5;
[9]copertura con solaio in cemento armato poggiato ai muri di ambito ed a quattro pilastri pure di cemento armato;
[10]pavimento del grande salone sopra il sotterraneo formato di lastre di marmo, tranne due scomparti a vetri costituenti due lucernari in lastroni speciali a dadi in rilievo, di lati centimetri 40 e spessore centimetri 4, sorretti da intelaiature in ferro;
[11]pavimento del sotterraneo in battuto di cemento;
[12]chiusura delle quattro arcate centrali del sotterraneo con cancellate in ferro, e formazione di 12 finestre nei tramezzi chiudenti le rimanenti arcate;
- b)munire di vetrate le aperture degli sportelli nel detto salone del pubblico, in conformita' del disegno approvato dall'Ufficio del Genio civile di Torino;
- c)provvedere i ventilatori elettrici per l'aspirazione artificiale forzata dell'aria viziata, perfettamente corrispondenti allo scopo.
[13]2.
[14]In corrispettivo di tali maggiori oneri l'Amministrazione dello Stato rinunzia alla economia della somma di lire quattordicimila (L. 14,000) realizzata dal comune di Torino nella spesa delle espropriazioni, la quale somma s'intende percio' conglobata con quella relativa alla costruzione del palazzo; e si obbliga inoltre di rimborsare al Comune, in piu' del prezzo totale di lire un milione trecentocinquantamila (L. 1,350,000) stabilito con la precedente Convenzione, la somma di lire ventottomila (L. 28,000) all'uopo assegnata con la legge del 28 giugno 1908, n. 310. Il costo totale dell'edificio viene cosi' fissato in lire un milione trecentosettantottomila (L. 1,378,000), e costituira' l'onere massimo a carico dello Stato, restando confermato che ogni eventuale eccedenza, sempre quando non venissero richiesti altri lavori oltre quelli contemplati nella presente o nella precedente Convenzione, dovra', qualsiasi ragione od eccezione rimossa, essere accollata al comune di Torino.
[15]3.
[16]La somma di lire ventottomila di cui nel precedente articolo verra' pagata al comune di Torino, quando, da certificato dell'Ufficio del genio civile, risulteranno eseguiti i maggiori lavori di cui all'art. 1.
[17]4.
[18]Per tutto quanto non viene modificato con la presente, rimane di pieno effetto la precedente convenzione dell'8 dicembre 1903.
[19]5.
[20]La presente convenzione sara' stesa su carta libera e registrata gratuitamente. Non sara' pero' esecutiva per lo Stato se non dopo approvata con legge.
[21]Per l'Amministrazione delle poste e dei telegrafi
[22]Il direttore superiore Carlo Baggio.
[23]Per il municipio di Torino Il sindaco S. Frola
Testo in vigore dal 13 giugno 1910 al 16 dicembre 2009
