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[1]Allegato C.
[2]CONVENZIONE fra il Regio Governo, il Comune di Firenze e la Cassa di risparmio e depositi di Firenze, per la costruzione di un palazzo ad uso di uffici delle poste, dei telegrafi e dei telefoni in Firenze.
[3]L'anno millenovecentonove, addi' 19 del mese di aprile in Firenze.
[4]Si premette:
[5]che iniziatasi la costruzione del palazzo per le poste ed i telegrafi in Firenze, sulla base del progetto compilato da quell'ufficio tecnico comunale in data 9 maggio 1905 ed approvato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici - al quale progetto si riferiva la convenzione intervenuta il 7 dicembre 1903 fra il Regio Governo, il Comune di Firenze e la Cassa di risparmio e depositi di' Firenze, approvata con la legge 6 marzo 1904, n. 84 - venne riconosciuta la opportunita' e convenienza di approfittare della residua area di proprieta' comunale, tuttora libera fra il lato nord dell'iniziato edificio e la via degli Anselmi, per ampliare il detto progetto in modo da poter riunire in una unica sede gli uffici amministrativi e tecnici del servizio telefonico, che ora sono frazionati in diversi locali di affitto assolutamente insufficienti ed inadatti, ed anche per poter assegnare un maggiore spazio ai servizi della posta e del telegrafo in previsione di futuri bisogni; che, nel desiderio di contribuire alla effettuazione del nuovo progetto, il comune di Firenze si dichiaro' disposto a cedere gratuitamente l'area residua summenzionata, che misura mq. 1508 ed e' valutata a L. 181,000; e la Cassa di risparmio e depositi di Firenze acconsenti' a sua volta, ad anticipare la somma occorrente per la maggiore spesa, verso rimborso rateale e con lo stesso mite interesse del 2.75 per cento concesso per il mutuo relativo al primo progetto; che, in seguito a cio', venne dall'ufficio tecnico comunale preparato e concordato, coi competenti funzionari delle poste, dei telegrafi e dei telefoni e con l'ingegnere capo del genio civile di Firenze, il nuovo progetto suddetto, il quale e' stato definitivamente approvato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici nell'adunanza del 15 febbraio 1909.
[6]Tutto cio' premesso: fra il R. Governo, rappresentato dal commendatore Giovanni Santoni, direttore superiore delle poste e dei telegrafi di Firenze; il comune di Firenze, rappresentato dal suo sindaco signor avvocato Francesco Sangiorgi; e la Cassa di risparmio e depositi di Firenze, per la quale interviene il signor cavaliere Niccolo' del fu Alessandro Martelli, direttore di essa; ed in conformita', per parte del Comune, colla deliberazione d'urgenza della Giunta in data 2 dicembre 1908, ratificata dal Consiglio nelle adunanze del 15 dicembre 1908 e 31 gennaio 1909, e resa esecutiva nei modi di legge; e per parte della Cassa di risparmio e depositi colla deliberazione del Consiglio di amministrazione in data 7 novembre 1908, viene convenuto e stipulato quanto segue:
[7]Art. 1.
[8]Il comune di Firenze si obbliga a costruire in questa citta', sopra l'area di sua proprieta' compresa fra via Pellicceria, piazza Davanzati, via degli Anselmi e via Porta Rossa, di forma quadrangolare, di metri quadrati 3,818.99, nonche' sulla zona annessavi di forma rettangolare, sull'attraversamento di via degli Anselmi, della superficie di metri quadrati 57.60, e cosi' su una superficie complessiva di metri quadrati 3,876.59, un palazzo per uso delle poste, dei telegrafi e dei telefoni.
[9]Per la costruzione del suddetto palazzo il Comune cede gratuitamente la superficie di metri quadrati 1508.59, in aumento a quella di metri quadrati 2368 che con l'art. 4 della convenzione 7 dicembre 1903, approvata con la legge 6 marzo 1904, n. 84, aveva gia' ceduto al prezzo di favore di L. 100,000.
Testo in vigore dal 13 giugno 1910 al 16 dicembre 2009
