Art. 184 c.p.c.
ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 10 OTTOBRE 2022, N. 149, COME MODIFICATO DALLA L. 29 DICEMBRE 2022, N. 197
Testo vigente dal 28 febbraio 2023, tuttora in vigore · versione 177 su Normattiva
Apro la norma…
ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 10 OTTOBRE 2022, N. 149, COME MODIFICATO DALLA L. 29 DICEMBRE 2022, N. 197
Testo vigente dal 28 febbraio 2023, tuttora in vigore · versione 177 su Normattiva
Spiegazione
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Corte di cassazione
Dalle Rassegne dell’Ufficio del Massimario e dalle pronunce segnalate.
PROVA CIVILE - PROVE RACCOLTE IN GIUDIZIO PENALE Prove assunte in processo penale - Sentenze penali prive di efficacia ex art. 651 e 652 c.p.p. - Prove documentali atipiche - Ammissibilità - Poteri delle parti - Poteri del giudice civile.
Le prove assunte in un precedente processo penale (anche tra parti diverse) e le sentenze ivi pronunciate, ancorché prive di formale efficacia di giudicato ex artt. 651 e 652 c.p.p., sono liberamente valutabili nel giudizio civile di danno quali prove precostituite e atipiche - se ritualmente prodotte e sottoposte al contraddittorio tra le parti (le quali, oltre alla ritualità della produzione, possono contestare pure i fatti accertati in sede penale) - ai fini dell'accertamento dell'illecito civile e il giudice, potendo scegliere le prove ritenute più idonee a dimostrare la verità dei fatti, ha anche facoltà escludere la concreta inferenza probatoria di talune di esse (nella specie, la sentenza di non luogo a procedere per non aver commesso il fatto).
Riguarda ancheart. 116 Codice di procedura civileart. 651 Codice di procedura penaleart. 652 Codice di procedura penale
Precedenti: 667489-02, 656811-03, 667202-02
PROVA CIVILE - DOCUMENTALE (PROVA) - SCRITTURA PRIVATA - VERIFICAZIONE - PROVVEDIMENTI ISTRUTTORI Apertura di un sub-procedimento istruttorio distinto dalla ordinaria fase istruttoria - Esclusione - Fondamento - Conseguenze.
urn:nir:stato:regio.decreto:1940-10-28;1443~art184 · fonte su Normattiva
Il giudice di merito che ha acquisito e ritenuto rilevante l'istanza di verificazione della scrittura privata disconosciuta deve, ai sensi dell'art. 217 c.p.c., disporre l'apertura della fase istruttoria, non essendo invece necessario ricorrere ad un sub-procedimento istruttorio distinto per il giudizio di verificazione, posto che il principio del libero convincimento del giudice ex art. 116 c.p.c. non impone alcuna graduatoria fra le varie fonti di accertamento della verità.
Precedenti: 662406-01, 671723-01
Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db — Synthos Logic (CC BY 4.0).
Le massime del Massimario della Corte costituzionale: che cosa la Corte ha detto di questa norma, non soltanto come sono finite le questioni.
Procedimento civile - Deduzioni istruttorie - Preclusioni - Inammissibilità di produzioni documentali successive alla scadenza del termine assegnato dal giudice - Lamentata, irrazionale e ingiustificata, disparità di trattamento del regime delle prove documentali nel rito abbreviato, rispetto al rito del lavoro, nonché violazione del diritto di difesa - Manifesta infondatezza della questione.
Manifesta infondatezza, in riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione, della questione di legittimita' costituzionale dell'articolo 184 del codice di procedura civile, nella parte in cui considera inammissibili produzioni documentali successive all'inutile scadenza del termine assegnato dal giudice, salva l'ipotesi in cui la parte che vi sia incorsa possa invocare la rimessione in termini 'ex' art. 184-bis del codice di procedura civile, diversamente da quanto previsto per il processo del lavoro nel quale le prove documentali possono essere prodotte in qualsiasi momento del giudizio di primo grado, fino a quando non si sia aperta la discussione orale. Non esiste, infatti, un principio costituzionale di necessaria uniformita' di regolamentazione tra diversi tipi di processo, ferma l'intrinseca ragionevolezza della disciplina di ognuno; e non e' irragionevole, nel rito ordinario, il regime delle preclusioni in tema di attivita' probatoria e di produzione documentale nel giudizio di primo grado, introdotto dalle disposizioni denunciate nella prospettiva acceleratoria di quella fase che ha ispirato la riforma del codice di procedura civile; mentre la possibilita' che l'attivita' probatoria rimasta preclusa nel giudizio di primo grado sia esperibile in appello (secondo la non implausibile interpretazione data dal rimettente al nuovo art. 345 di detto codice) non puo' dirsi in contrasto con l'art. 24 Costituzione - sotto il profilo dell'asserita costrizione alla instaurazione del gravame per produrre il documento non tempestivamente depositato - poiche' il diritto di difesa, ben puo' essere assoggettato a limitazioni e condizioni, entro il limite della ragionevolezza che, nella specie, non e' valicato, dipendendo il condizionamento al suo esercizio, da una libera scelta della parte che, pur potendo produrre il documento entro il termine 'ex' art. 184 cod. proc. civ., non lo ha fatto. Precedenti: - Sentenze nn. 82/1996, 18/2000, 165/2000, e ordinanze nn. 191/1999, 217/2000 sulla non necessaria uniformita' dei riti entro il limite di ragionevolezza.
Massime dai dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0. Della Cassazione non ci sono: il suo archivio non è riutilizzabile.