Le massime del Massimario della Corte costituzionale: che cosa la Corte ha detto di questa norma, non soltanto come sono finite le questioni.
PROCEDIMENTO CIVILE - ORDINANZA INGIUNTIVA ANTICIPATORIA IN CORSO DI CAUSA (ART. 186-TER COD. PROC. CIV.) - CONCEDIBILITÀ ANCHE PER I CREDITI VANTATI DAI PROFESSIONISTI 'EX' ART. 633, PRIMO COMMA, N. 2, COD. PROC. CIV. - MANCATA PREVISIONE - ASSERITA IRRAZIONALITÀ E LESIONE DEL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA - PRETESO CONTRASTO CON LA RAGIONEVOLE DURATA DEL PROCESSO - INCIDENZA SULL’UTILITÀ SOCIALE DELL’ATTIVITÀ DEI PROFESSIONISTI DIFENSORI E SULLA REMUNERAZIONE AD ESSI PROPORZIONALMENTE DOVUTA NONCHÉ INGIUSTIFICATA DISPARITÀ DI TRATTAMENTO TRA PROFESSIONISTI E IMPRENDITORI COMMERCIALI - NON CORRETTA INDIVIDUAZIONE DELLA NORMA APPLICABILE NEL GIUDIZIO 'A QUO' NONCHÉ CARENZA DI MOTIVAZIONE IN ORDINE ALL’IMPOSSIBILITÀ DI EMETTERE L’INVOCATA ORDINANZA INGIUNTIVA - MANIFESTA INAMMISSIBILITÀ DELLA QUESTIONE.
E’ manifestamente inammissibile, per la non corretta individuazione della norma concretamente applicabile nel giudizio 'a quo' e per la carenza di motivazione in ordine all’impossibilità di emettere l’invocata ordinanza ingiuntiva, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 186-ter, primo comma, del codice di procedura civile, «nella parte in cui non prevede la concedibilità dell'ordinanza ingiuntiva anticipatoria in corso di causa anche per i crediti vantati dai professionisti 'ex' art. 633, primo comma, numero 2, cod. proc. civ.», sollevata in riferimento agli artt. 3, primo comma, 24, primo e secondo comma, 36, primo comma, 41, secondo comma, e 111, secondo comma, della Costituzione. - V., citata, per la dichiarazione di manifesta infondatezza di analoga questione di legittimità costituzionale della norma impugnata, l’ordinanza n. 545/2000.
Processo civile - Trattazione davanti al giudice istruttore - Ordinanza-ingiunzione di pagamento o di consegna - Emissione sulla base degli estratti autentici delle scritture contabili delle imprese commerciali nonché degli estratti autentici delle scritture contabili prescritte dalle leggi tributarie - Ritenuta irragionevolezza e ingiustificata equiparazione di istituti e procedimenti non confrontabili, inversione dell’onere della prova con lesione dei principi del contraddittorio e della parità delle parti - Non fondatezza della questione.
L'art. 186-ter, primo comma, del codice di procedura civile, censurato nella parte in cui, attraverso il richiamo al secondo comma dell'art. 634 cod. proc. civ., considera gli estratti autentici delle scritture contabili quale prova scritta idonea all'emissione dell'ordinanza-ingiunzione di pagamento o di consegna, non comporta alcuna inversione dell'onere della prova, ma soltanto l'attribuzione di una ben circoscritta valenza probatoria – da apprezzare comunque alla luce del quadro complessivo delle emergenze processuali – attribuita a determinati documenti in ragione della natura dei crediti sui quali si controverte, in deroga alla regola generale secondo cui le scritture in argomento fanno prova contro l'imprenditore. Non è pertanto fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 186-ter, primo comma, del codice di procedura civile, sollevata in riferimento agli articoli 3, 24, secondo comma, e 111, primo e secondo comma, della Costituzione.
Processo civile - Tutela provvisoria di crediti - Crediti vantati da professionisti - Provvedimento anticipatorio di condanna - Esclusione - Lamentata disparità di trattamento rispetto ai creditori comuni, in particolare rispetto agli imprenditori commerciali, con lesione del diritto alla tutela giurisdizionale e del principio della durata ragionevole del processo - Manifesta infondatezza della questione.
Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 186-ter, comma primo, cod. proc. civ. impugnato, in riferimento agli artt. 3, primo comma, e 24, primo e secondo comma, della Costituzione, nella parte in cui non prevede la concedibilita' dell'ordinanza ingiuntiva anticipatoria in corso di causa anche per i crediti vantati dai professionisti sulla base di parcelle di spese e prestazioni redatte dagli stessi e corredate dal prescritto parere delle competenti associazioni professionali (ai sensi degli artt. 633, primo comma, numero 3, e 636 cod. proc. civ.). Come gia' rilevato il legislatore ha, con una scelta che non puo' essere considerata irrazionale, ritenuto di limitare la concedibilita' del provvedimento anticipatorio di condanna di cui si tratta a quei casi in cui il supporto documentale prodotto negli atti processuali assume una piu' consistente valenza probatoria in termini di presumibile resistenza alle contestazioni di controparte, nell'ottica della decisione definitiva. La specificita' di tali casi rende la disciplina considerata inidonea a fungere da 'tertium comparationis' e, quindi, esclude che possa considerarsi violato il principio di eguaglianza. Altrettanto insussistente e' anche l'asserita lesione dell'art. 24 Cost. in quanto la norma denunciata lascia comunque intatta la facolta' della parte di avvalersi, per il riconoscimento dei propri crediti, sia del procedimento monitorio 'ante causam', sia del giudizio contenzioso ordinario (che e' la sede propria dell'accertamento definitivo della pretesa vantata e rispetto al quale soltanto puo' essere rapportato il principio di ragionevole durata). - V. sentenza nn. 295/1995 e 65/1996 sulla specificita' della forma di tutela prevista dall'art. 186-ter cod. proc. civ. L.T.
PROCEDIMENTO CIVILE - ORDINANZA INGIUNZIONE - CREDITI DELLO STATO E DEGLI ENTI O ISTITUTI SOGGETTI A TUTELA O VIGILANZA DELLO STATO - RICORRENZA DEI PRESUPPOSTI FISSATI DALL'ART. 635 COD. PROC. CIV. PER LA TUTELA MONITORIA - CONCEDIBILITA' DELL'ORDINANZA - MANCATA PREVISIONE - ASSERITA IRRAGIONEVOLE DISCRIMINAZIONE RISPETTO AI COMUNI CREDITORI - NATURA DELL'ORDINANZA INGIUNZIONE E FUNZIONE DEL PRESCRITTO SUPPORTO PROBATORIO NELL'ECONOMIA DEL GIUDIZIO DI MERITO - CARATTERE ECCEZIONALE DELLA PREVISIONE DELL'ART. 634, SECONDO COMMA, COD. PROC. CIV., RELATIVA AL PROCEDIMENTO MONITORIO - INIDONEITA' DELLA NORMA A FUNGERE DA 'TERTIUM COMPARATIONIS' - NON FONDATEZZA DELLA QUESTIONE.
A differenza di quanto previsto per il decreto ingiuntivo 'ante causam' - al momento dell'emissione del quale l'instaurazione del contraddittorio si presenta come meramente eventuale -, per l'ordinanza ingiunzione 'ex' art. 186 'ter' cod. proc. civ. - provvedimento anticipatorio di condanna, introdotto dalla novella del 1990, che il giudice istruttore puo' concedere in ogni stato e grado del processo, ove ricorrano i presupposti di cui all'art. 633, primo comma, n. 1, e secondo comma, e 634, cod. proc. civ., eventualmente dotandolo della provvisoria esecutivita' nei casi contemplati dall'art. 642 -, il legislatore ha circoscritto le ipotesi di concedibilita' ai casi in cui il supporto documentale prodotto assuma una piu' consistente valenza probatoria, in termini di resistenza alle contestazioni della controparte, nell'ottica della decisione definitiva, finalizzata alla verifica della effettiva sussistenza delle condizioni dell'azione e del diritto vantato. Avere escluso la concedibilita' della ordinanza ingiunzione per i crediti dello Stato e degli enti pubblici quando si avvalgono dei libri o registri, di cui all'art. 635 cod. proc. civ., da essi stessi provenienti, quindi, benche' non sia l'unica scelta di politica legislativa costituzionalmente legittima, non si appalesa irrazionale e lesivo del principio di eguaglianza, attesa la sostanziale differenza con i casi in cui il soggetto fornisce prova scritta del credito proveniente dal debitore o dal terzo. La possibilita' di emettere ordinanza ingiunzione nei casi (estratti autentici delle scritture contabili per i crediti relativi a somministrazioni di merci o di danaro fatte da imprenditori commerciali) previsti dall'art. 634, secondo comma, cod. proc. civ., d'altra parte, non costituisce un utile argomento in senso contrario, perche' fa riferimento ad una norma eccezionale, derogatoria rispetto ai principi generali sulla prova nel processo civile, come tale inidonea a fungere da 'tertium comparationis'. (Non fondatezza, in riferimento agli artt. 3, primo comma, e 24, primo e secondo comma, Cost., della questione di legittimita' costituzionale dell'art. 186-'ter', primo comma, cod. proc. civ.). - In ordine alla finalizzazione del processo civile alla pronuncia di merito ed alla verifica della sussistenza dell'azione in senso sostanziale, v. S. n. 220/1986. red.: A. Greco
Riguarda ancheart. 21 legge 353/1990
TUTELA GIURISDIZIONALE - ORDINANZA INGIUNZIONE - CREDITI DELLO STATO E DEGLI ENTI PUBBLICI - RICORRENZA DEI PRESUPPOSTI FISSATI DALL'ART. 635 COD. PROC. CIV. PER LA TUTELA MONITORIA - CONCEDIBILITA' DELL'ORDINANZA - MANCATA PREVISIONE IN RELAZIONE AD ISTANZA CONFORTATA DA IDENTICO SUPPORTO PROBATORIO - ASSERITA COMPRESSIONE DEL DIRITTO ALLA TUTELA GIURISDIZIONALE DEI DIRITTI - DISCREZIONALITA' DEL LEGISLATORE NEL CONFORMARE GLI ISTITUTI PROCESSUALI - IRRILEVANZA DELLE DIFFICOLTA' MERAMENTE FATTUALI NELL'APPLICAZIONE DELLE NORME - NON COESSENZIALITA' DEL 'SIMULTANEUS PROCESSUS' ALLA TUTELA GIURISDIZIONALE - NON FONDATEZZA DELLA QUESTIONE.
Posto che, secondo la consolidata giurisprudenza della Corte, va riconosciuta al legislatore un'ampia potesta' discrezionale nella conformazione degli istituti processuali, col solo limite della non irrazionale predisposizione di strumenti di tutela, pur se tra loro differenziati, la mancata previsione della possibilita' per lo Stato e gli enti pubblici di ottenere ordinanza ingiunzione ex art. 186 'ter' cod. proc. civ., ricorrendo i presupposti di cui all'art. 635 cod. proc. civ., lascia tuttavia intatta la loro facolta' di avvalersi degli altri mezzi di tutela giurisdizionale, e segnatamente del procedimento monitorio 'ante causam' nelle forme privilegiate previste dall'art. 635 cod. proc. civ., non rilevando in proposito eventuali possibili difficolta' di ordine procedimentale - conseguenti alla proposizione, da parte del debitore, di un giudizio di accertamento negativo del credito che precede l'istanza monitoria - le quali, risolvendosi in circostanze meramente fattuali discendenti dalla concreta applicazione degli istituti, non involgono un problema di costituzionalita'. L'esigenza del 'simultaneus processus', secondo quanto gia' affermato dalla Corte, si configura infatti come "mero espediente processuale mirato a fini di economia dei giudizi e di prevenzione del pericolo di giudicati contraddittori; sicche' la sua inattuabilita' non riguarda ne' il diritto di azione ne' il diritto di difesa, una volta che la pretesa sostanziale del soggetto interessato possa essere fatta valere nella competente, pur se distinta, sede giudiziaria con pienezza di contraddittorio e di difesa". - Sul 'simultaneus processus', v. O. n. 308/1991. In ordine al rilievo delle mere difficolta' di fatto in sede di sindacato di legittimita' costituzionale, v. S. n. 188/1995. Quanto all'ampia potesta' discrezionale del legislatore nella conformazione degli istituti processuali, v. S. nn. 253/1994, 471/1992, O. nn. 550/1987 e 170/1986. red.: A. Greco
Riguarda ancheart. 21 legge 353/1990