La norma della legge 10 dicembre 1975, n. 724 (artt. 1, 3 e 7) che assoggetta l'importazione di tabacchi lavorati provenienti da Paesi CEE ad una "sovraimposta di confine" e che istituisce, per essi, depositi di distribuzione all'ingrosso soggetti ad autorizzazione dell'Amministrazione finanziaria, non contrasta direttamente con il fondamentale principio del Trattato 25 marzo 1957 istitutivo della CEE (ricavabile, in particolare, dagli artt. 12, 37 e 95), secondo cui il fine principale della Comunità è quello di promuovere, mediante l'instaurazione di un Mercato Comune ed il graduale avvicinamento delle politiche degli Stati aderenti, lo sviluppo armonioso dell'attività economica nell'ambito coperto dal Trattato stesso. Ciò perché, contrariamente al presupposto interpretativo comune alle anzidette questioni, la "sovraimposta di confine" non è un dazio doganale, ma corrisponde esattamente all'imposta di consumo gravante sui tabacchi di produzione nazionale (cfr. l'art. 2, l. n. 825 del 1965, nonché la l. n. 76 del 1985) ed ha lo scopo di uniformare al trattamento fiscale di questi ultimi quello dei tabacchi di produzione CEE, evitando così diversità di trattamento. Non sussistendo violazione dell'invocato principio del Trattato, risulta, pertanto, inconferente il richiamo all'art. 11 Cost.. (Non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 1, 3 e 7 l. 10 dicembre 1975, n. 724, in riferimento agli artt. 11 e 3 Cost.).
Art. 3 cost. · Art. 11 cost. · Art. 1 Disposizioni sull'importazione e commercializzazione allo ingrosso dei tabacchi lavorati e modificazioni alle norme sul contrabbando di tabacchi esteri · Art. 3 Disposizioni sull'importazione e commercializzazione allo ingrosso dei tabacchi lavorati e modificazioni alle norme sul contrabbando di tabacchi esteri