Il piano, in particolare, deve:

  • a)considerare le esigenze idriche di tutti gli agglomerati urbani e rurali, sulla base di adeguate dotazioni individuali, ragguagliate all'incremento demografico prevedibile tra un cinquantennio, tenendo conto del corrispondente sviluppo economico;
  • b)accertare la consistenza, delle varie risorse idriche esistenti o, correlativamente, indicare quali gruppi di risorse idriche siano, in linea di massima, da attribuire a determinati gruppi di abitati in base al criterio della migliore rispondenza dei primi a soddisfare il rifornimento idrico dei secondi;
  • c)determinare gli schemi sommari delle opere occorrenti per la costruzione di nuovi acquedotti o la integrazione e sistemazione di quelli esistenti, in relazione ai precedenti punti e redigere un preventivo generale di spesa tenendo anche conto dei progetti delle opere gia' elaborati dai Comuni, dai Consorzi di comuni o da Enti pubblici che gestiscono acquedotti gia' esistenti o in via di costituzione per la costruzione e la gestione di acquedotti;
  • d)determinare gli schemi sommari delle opere occorrenti per il corretto e razionale smaltimento dei rifiuti liquidi;
  • e)armonizzare l'utilizzazione delle acque per il rifornimento idrico degli abitati con il programma per il coordinamento degli usi congiunti delle acque ai fini agricoli, industriali e per la navigazione.

Testo vigente dal 2 marzo 1963

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Corte costituzionale

2 pronunce hanno deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Sentenza n. 119/1971

    Questione inammissibile
    9 giugno 1971

    dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale: 1) degli artt. 1, 2, 3, 4 e 5 della legge 4 febbraio 1963, n. 129, relativa al piano regolatore generale degli acquedotti ed alla delega al Governo ad emanare le relative norme di attuazione, sollevata dalla Regione degli Abruzzi, con ricorso del 10 ottobre 1970, in riferimento agli artt. 5, 76, 115, 117, 118 e 119 d…

    Art. 5 cost. · Art. 76 cost. · Art. 115 cost. · Art. 117 cost.

    Leggi la pronuncia
  • Sentenza n. 4/1964

    Questione infondata
    1 febbraio 1964

    Non è fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, 2, 3, 4 e 5 della legge 4 febbraio 1963, n. 129, intitolata "Piano regolatore generale degli acquedotti e delega al Governo di emanare le relative norme di attuazione" in riferimento agli artt. 3, 4, 6 e 14 dello Statuto speciale per la Sardegna, approvato con la legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3. Infatti, la legge n. 129 del 1963, nel presupposto che un piano generale per gli acquedotti, che si proponga di assicurare i rifornimenti idrici in tutto il territorio della Repubblica, non può essere impostato che secondo una visione generale delle necessità del Paese, ha provveduto a coordinare l'opera di intervento statale con quella regionale, per assicurare che l'attività pianificatrice dello Stato non si compia con sacrificio dell'autonomia regionale, ma nel rispetto delle competenze delle Regioni, fissate dagli Statuti.

    Art. 1 Piano regolatore generale degli acquedotti e delega al Governo ad emanare le relative norme di attuazione · Art. 2 Piano regolatore generale degli acquedotti e delega al Governo ad emanare le relative norme di attuazione · Art. 3 Piano regolatore generale degli acquedotti e delega al Governo ad emanare le relative norme di attuazione · Art. 4 Piano regolatore generale degli acquedotti e delega al Governo ad emanare le relative norme di attuazione

    Leggi la pronuncia

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Norme correlate

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Citate insieme nelle massime

Le norme che le massime della Cassazione e della Consulta indicano accanto a questa nei riferimenti normativi.

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urn:nir:stato:legge:1963-02-04;129~art2 · fonte su Normattiva