Il decreto-legge 4 marzo 1976, n. 31, contenente disposizioni penali in materia di infrazioni valutarie, e' convertito in legge con le seguenti modificazioni: nell'articolo 1, al primo e secondo comma, dopo le parole: "senza l'autorizzazione prevista dalle norme in materia valutaria" sono aggiunte le altre: "ovvero con autorizzazione indebitamente ottenuta"; dopo il secondo comma e' inserito il seguente: "Chiunque, in violazione delle norme valutarie, omette di cedere entro trenta giorni all'Ufficio italiano dei cambi valuta estera comunque acquisita o detenuta nel territorio nazionale, e' punito con la sanzione prevista dal comma precedente"; al terzo comma, e' soppressa la parola: "esportati"; al quarto comma, le parole: "sono concorse nel reato" sono sostituite dalle altre: "hanno concorso nel reato" e le parole: "se nel reato sono concorsi" sono sostituite con le altre: "se nel reato hanno concorso"; e' aggiunto, in fine, il seguente comma: "Se il valore dei beni ovvero delle disponibilita' o attivita' costituite all'estero ovvero della valuta estera non ceduta all'Ufficio italiano dei cambi non supera lire 500 mila, non si applicano le disposizioni dei commi precedenti ed il fatto e' punito con le sanzioni amministrative previste dalle disposizioni vigenti"; nell'articolo 3, alla fine del primo comma, sono aggiunte le parole: "purche' l'azione o l'omissione abbia favorito il compimento di uno dei reati previsti dall'articolo 1"; sono aggiunti, in fine, i seguenti commi: "Nel caso di violazioni dell'articolo 1 o del presente articolo, il rapporto deve essere inviato anche alla Banca d'Italia e al Ministero del tesoro. La Banca d'Italia puo' sospendere o revocare la concessione di esercitare le sue funzioni alla banca agente o ad una o piu' delle sue agenzie. Il Ministro per il tesoro quale presidente del Comitato interministeriale del credito e del risparmio, ha la facolta' di disporre direttamente la sospensione o la revoca, se questa non e' stata disposta dalla Banca d'Italia, entro il termine di due mesi dalla data del rapporto. L'operatore che nei moduli e nei documenti necessari al fine di ottenere le autorizzazioni concernenti il regolamento valutario di operazioni commerciali o finanziarie con l'estero non dichiari il vero, o prospetti il falso, e' punito, qualora il fatto non costituisca piu' grave reato, con l'ammenda da lire 100 mila a un milione. Se il fatto e' particolarmente grave, la pena e' dell'arresto da sei mesi ad un anno e dell'ammenda da lire un milione a lire 20 milioni"; nell'articolo 4, e' aggiunto in fine il seguente comma: "La competenza a giudicare spetta al tribunale del luogo in cui e' avvenuto l'accertamento dei reati previsti dagli articoli 1 e 3"; nell'articolo 5, il primo comma e' sostituito dal seguente: "Per i reati previsti dal presente decreto, gli atti preveduti dal secondo comma dell'articolo 340 del codice di procedura penale possono essere compiuti, in deroga al disposto dell'ultimo comma dello stesso articolo 340, dagli ufficiali di polizia giudiziaria per delegazione del giudice"; al secondo comma, sono soppresse le parole: "che siano di particolare gravita'"; dopo l'articolo 6, e' inserito il seguente: "Art. 6-bis. - Il quinto comma dell'articolo 3 del regio decreto-legge 12 maggio 1938, n. 794, convertito nella legge 9 gennaio 1939, n. 380, va inteso nel senso che i poteri concessi alla guardia di finanza, in materia finanziaria, dalla legge 7 gennaio 1929, n. 4 e dalle leggi tributarie, possono essere esercitati anche ai fini della vigilanza per la difesa valutaria"; l'articolo 8, e' sostituito dal seguente: "Art. 8. - Ai fatti previsti come reato dal presente decreto-legge, si applicano anche dal giudice penale, quale pena accessoria, le sanzioni di carattere amministrativo previste dalle disposizioni vigenti".

Testo vigente dal 4 maggio 1976

Versioni nel tempoStampa / PDF

Corte costituzionale

1 pronuncia ha deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Ordinanza n. 11/1985

    Questione infondata
    23 gennaio 1985

    Lo stabilire la qualità e la misura della pena rientra nella discrezionalità legislativa, il cui esercizio può essere censurato solo quando non sia stato rispettato il limite della ragionevolezza, di modo che la sanzione comminata risulti irrazionale ed arbitraria. Non è censurabile, sotto tale profilo, la norma che commina la medesima pena per chi acquista e detiene in territorio nazionale valuta estera e per chi esporta valuta e costituisce all'estero disponibilità valutarie, essendo le due ipotesi delittuose sostanzialmente identiche, sotto il profilo del danno sociale, perché in entrambe viene in rilievo il possesso di valuta estera sottratta al controllo dell'Ufficio Italiano Cambi. (Manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale - in riferimento agli artt. 3 e 41 Cost. - dell'art. 1, terzo comma, D.L. 4 marzo 1976, n. 31, nel testo modificato dall'art. 1 l. 30 aprile 1976, n. 159 e dall'art. 2 legge 8 ottobre 1976, n. 689 e, infine, sostituito dall'art. 2 legge 23 dicembre 1976, n. 863). - S. nn. 72/1980 e 103/1982; O. n. 270/1984.

    Art. 3 cost. · Art. 41 cost. · Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 marzo 1976, n. 31, contenente disposizioni penali in materia di infrazioni valutarie · Art. 2 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 marzo 1976, n. 31, contenente disposizioni penali in materia di infrazioni valutarie

    Leggi la pronuncia
Altre pronunce che richiamano l’articolo (1)

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Norme correlate

Ogni gruppo dice da dove viene il collegamento.

Citate insieme nelle massime

Le norme che le massime della Cassazione e della Consulta indicano accanto a questa nei riferimenti normativi.

Richiamate nel testo

Gli articoli che questa norma nomina.

Sullo stesso tema

Articoli vicini per contenuto, trovati dall’indice del sito: una somiglianza, non un rinvio.

Versioni nel tempo

Di questo articolo abbiamo una versione sola

Normattiva pubblica le versioni storiche solo per alcune raccolte, e quella da cui viene questo atto non è fra quelle. Stiamo recuperando la multivigenza atto per atto: quando arriva, qui compare la storia completa con le date.

urn:nir:stato:legge:1976-04-30;159~art1 · fonte su Normattiva