Disciplina dell'attivita' di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto

Art. 3 — Autorizzazione all'esercizio dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto

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Nel quadro dello sviluppo programmato del settore di cui all'articolo 2, l'autorizzazione all'esercizio dell'attivita' di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto e' rilasciata, dalla provincia, al titolare dell'impresa che sia in possesso dei seguenti requisiti:

  • a)sia cittadino italiano o cittadino di uno degli Stati membri della Comunita' economica europea residente in Italia;
  • b)abbia raggiunto la maggiore eta';
  • c)non abbia riportato condanne per delitti contro la pubblica amministrazione, contro l'amministrazione della giustizia, contro la fede pubblica, contro l'economia pubblica, l'industria e il commercio, ovvero per i delitti di cui agli articoli 575, 624, 628, 629, 630, 640, 646, 648 e 648- bis del codice penale, per il delitto di emissione di assegno senza provvista di cui all'articolo 2 della legge 15 dicembre 1990, n. 386, o per qualsiasi altro delitto non colposo per il quale la legge preveda la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni, salvo che non sia intervenuta sentenza definitiva di riabilitazione;
  • d)non sia stato sottoposto a misure amministrative di sicurezza personali o a misure di prevenzione;
  • e)non sia stato interdetto o inabilitato o dichiarato fallito, ovvero non sia in corso, nei suoi confronti, un procedimento per dichiarazione di fallimento;
  • f)sia in possesso dell'attestato di idoneita' professionale di cui all'articolo 5;
  • g)disponga di locali idonei e di adeguata capacita' finanziaria valutati alla stregua di criteri definiti, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, dal Ministro dei trasporti con proprio decreto, sentite le associazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello nazionale. Nel caso di societa', l'autorizzazione di cui al comma 1 e' rilasciata alla societa'. A tal fine, i requisiti di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del comma 1 devono essere posseduti:
  • a)da tutti i soci, quando trattasi di societa' di persone;
  • b)dai soci accomandatari, quando trattasi di societa' in accomandita semplice o in accomandita per azioni;
  • c)dagli amministratori, per ogni altro tipo di societa'. Nel caso di societa', il requisito di cui alla lettera f) del comma 1 deve essere posseduto da almeno uno dei soggetti di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2 e il requisito di cui alla lettera g) del comma 1 deve essere posseduto dalla societa'. Il rilascio dell'autorizzazione di cui al comma 1 e' subordinato al contestuale deposito, presso l'amministrazione provinciale, di una cauzione pecuniaria di entita' determinata, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dei trasporti di concerto con i Ministri della marina mercantile e delle finanze, nonche' al versamento del contributo una tantum di cui al comma 4 dell'articolo 8.

Testo in vigore dal 21 agosto 1991 al 31 dicembre 1999

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Corte costituzionale

1 pronuncia ha deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Ordinanza n. 253/1999

    Questione infondata
    23 giugno 1999

    È manifestamente infondata, con riferimento agli artt 3, 4 e 35 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, primo comma, lett. c) l. 8 agosto 1991, n. 264 (Disciplina dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto), nella parte in cui preclude, senza limite temporale, lo svolgimento dell'attività di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto nei confronti di chi abbia riportato condanna per il delitto di emissione di assegno a vuoto, sia perché non risulta illegittima, di per sé, la previsione legislativa della condanna penale quale requisito negativo, atto a fungere da filtro per l'ammissione all'impiego; sia perché non si può evocare il principio di gradualità e articolazione con riguardo all'accertamento dei requisiti soggettivi di accesso, che devono essere definiti in termini univoci dal legislatore sia per l'impiego pubblico, sia per il lavoro privato soggetto ad autorizzazione amministrativa; sia, infine, perché un intervento della Corte costituzionale, volto a limitare nel tempo la preclusione dell'attività professionale in esame, quale consegue alla condanna per il delitto di emissione di assegni a vuoto, è impedito dal rilievo che il suo oggetto implica una ponderazione di merito riservata alla discrezionalità del legislatore. - S. nn.- 203 e 326/1995, 226, 249 e 405/1997.

    Art. 3 cost. · Art. 4 cost. · Art. 35 cost. · Art. 3 Disciplina dell'attivita' di consulenza per la circolazione dei mezzi di trasporto

    Leggi la pronuncia

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

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