1. Ogni controversia in ordine alla interpretazione o esecuzione del presente Accordo che non potesse essere risolta direttamente per mezzo di negoziato tra le parti, potra' essere sottoposta - dall'una o dall'altra parte - al giudizio di un tribunale arbitrale. Se una delle parti ha intenzione di sottoporre una controversia ad un tribunale arbitrale, dovra' darne comunicazione all'altra parte. 2. L'Italia e l'Organizzazione designeranno ciascuna un membro del suddetto tribunale. I membri cosi' nominati designeranno un terzo membro che presiedera' il collegio degli arbitri. 3. Se, entro tre mesi dalla data della comunicazione di cui al paragrafo I del presente articolo, una delle parti non ha ancora designato l'arbitro alle condizioni previste al paragrafo 2 del presente articolo, la scelta dell'arbitro sara' fatta, su istanza dell'altra parte, dal Presidente della Corte Internazionale di Giustizia. Si procedera' allo stesso modo, su richiesta dell'una o dell'altra parte, se nel mese successivo alla data della nomina del secondo arbitro i primi due arbitri non riusciranno ad accordarsi sulla designazione del terzo. 4. Il tribunale stabilira' la propria procedura. Le sentenze saranno emesse a maggioranza; per tutti i casi che non potranno essere regolati in base alle disposizioni contenute nel presente Accordo, si applichera' la legge italiana. 5. La decisione del tribunale arbitrale sara' inappellabile, definitiva e irrevocabile. In caso di controversie circa il contenuto o la portata della decisione arbitrale, spettera' al tribunale arbitrale interpretarla, su istanza di una delle due parti.
Testo vigente dal 27 settembre 1978
