Le domande per conseguire i benefici di cui alla presente legge verranno sottoposte all'esame di una commissione, nominata con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con i Ministri dell'interno, della giustizia, del tesoro e del lavoro e della previdenza sociale, la quale sara' composta:

  • a)di un rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con funzioni di presidente, e di uno per ciascuno dei Ministeri sopra indicati;
  • b)di tre rappresentanti dell'Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti. La composizione della commissione e' integrata con l'inclusione di un segretario, senza diritto di voto, scelto tra i funzionari della carriera direttiva del ruolo centrale del Ministero del tesoro e nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro del tesoro. Al presidente, ai membri e al segretario della commissione predetta spettano i compensi previsti per il comitato di liquidazione per le pensioni di guerra. Per la validita' delle deliberazioni della commissione e' richiesta la presenza del presidente e di almeno la meta' degli altri componenti. Le deliberazioni della commissione sono adottate a maggioranza. A parita' di voti prevale quello del presidente.6
Gli interventi su questo articolo(1)

Non fanno parte del testo della norma: dicono quale atto l’ha modificata e che cosa ha disposto. Quale versione sia nata da quale intervento il testo non lo dice, e non lo deduciamo.

Corte Costituzionale

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La Corte Costituzionale con sentenza 7 - 17 luglio 1998 n. 268 ( in G.U. 1a s.s. 22.07.1998 n. 29) ha dichiarato "l'illegittimita' l'illegittimita' costituzionale dell'art. 8 della legge 10 marzo 1955, n. 96 (Provvidenze a favore dei perseguitati politici antifascisti o razziali e dei loro familiari superstiti) - nel testo sostituito prima dall'art. 4 della legge 8 novembre 1956, n. 1317, e poi dall'art. 4 della legge 22 dicembre 1980, n. 932 - nella parte in cui non prevede che, della commissione istituita per esaminare le domande per conseguire i benefici che la stessa legge prevede, faccia parte anche un rappresentante dell'Unione delle comunita' ebraiche italiane."

Testo vigente dal 23 luglio 1998

Versioni nel tempoStampa / PDF

Corte costituzionale

Questa norma è stata dichiarata illegittima. La declaratoria la rimuove con effetto retroattivo: vale anche per i rapporti sorti prima, se non esauriti.

  • Sentenza n. 268/1998

    Ha colpito questo articolo
    17 luglio 1998

    È costituzionalmente illegittimo, per violazione dell'art. 3 della Costituzione, l'art. 8 della legge 10 marzo 1955, n. 96 - nel testo sostituito prima dall'art. 4 della legge 8 novembre 1956, n. 1317, e poi dall'art. 4 della legge 22 dicembre 1980, n. 932 -, nella parte in cui non prevede che, della commissione istituita per l'esame delle domande dirette ad accertare la sussistenza delle situazioni, di perseguitato politico antifascista o per motivi razziali, che danno titolo alla concessione di un assegno vitalizio di benemerenza, faccia parte, accanto ai rappresentanti dell'Associazione nazionale perseguitati politici antifascisti, anche un rappresentante dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane, ente rappresentativo degli ebrei in Italia, di cui tutela gli interessi generali. Rispecchiando la composizione della commissione l'esigenza - avvertita dal legislatore e soddisfatta inserendo in essa componenti rappresentativi di quanti hanno subito le persecuzioni - di acquisire il contributo della diretta conoscenza delle vicende persecutorie, costituisce un'irragionevole disparità di trattamento l'omesso inserimento nella commissione di una rappresentanza dei perseguitati razziali, perché apporti, analogamente a quanto avviene per i perseguitati politici, il particolare contributo di esperienza e conoscenza delle specifiche situazioni lesive dei perseguitati razziali, per i quali sono differenti le cause e le finalità degli atti lesivi che danno titolo all'indennizzo, mancando ogni collegamento con l'attività politica contro il fascismo, mentre assume rilievo l'appartenenza alla minoranza ebraica (e del resto il legislatore, in analogo contesto normativo - istituzione di una commissione per la concessione di un assegno vitalizio a favore degli ex detenuti nei campi di sterminio nazisti: art. 3 della legge 18 novembre 1980, n. 791 - ha previsto, accanto ai rappresentanti delle associazioni dei deportati politici e dei perseguitati politici antifascisti, anche un rappresentante dell'Unione delle Comunità israelitiche, oggi Unione delle Comunità ebraiche italiane). red.: S. Evangelista

    Art. 8 Provvidenze a favore dei perseguitati politici antifascisti o razziali e dei loro familiari superstiti · Art. 4 Aggiunte, e modifiche alla legge 10 marzo 1955, n. 96, concernente provvidenze a favore dei perseguitati politici italiani antifascisti o razziali e dei loro familiari superstiti · Art. 4 Integrazioni e modifiche alla legislazione

    Leggi la pronuncia

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

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Citate insieme nelle massime

Le norme che le massime della Cassazione e della Consulta indicano accanto a questa nei riferimenti normativi.

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Che cosa è cambiato dal 23 luglio 1998

Confronto con la versione in vigore dal 27 gennaio 1981 al 23 luglio 1998.

Il testo dell’articolo è rimasto uguale. La nuova versione è stata registrata con la nota ufficiale qui sotto.

La nota di aggiornamento ufficiale

  • Corte Costituzionale

    La Corte Costituzionale con sentenza 7 - 17 luglio 1998 n. 268 ( in G.U. 1a s.s. 22.07.1998 n. 29) ha dichiarato "l'illegittimita' l'illegittimita' costituzionale dell'art. 8 della legge 10 marzo 1955, n. 96 (Provvidenze a favore dei perseguitati politici antifascisti o razziali e dei loro familiari superstiti) - nel testo sostituito prima dall'art. 4 della legge 8 novembre 1956, n. 1317, e poi dall'art. 4 della legge 22 dicembre 1980, n. 932 - nella parte in cui non prevede che, della commissione istituita per esaminare le domande per conseguire i benefici che la stessa legge prevede, faccia parte anche un rappresentante dell'Unione delle comunita' ebraiche italiane."

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urn:nir:stato:legge:1955-03-10;96~art8 · fonte del testo