Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Tributi locali (comunali, provinciali, regionali)

Tributi locali posteriori alla riforma tributaria del 1972

Sottovoce della voce 181 nella classificazione del Massimario

74 massime, da pronunce dal 4 gennaio 2025 al 28 aprile 2026

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Massime della Corte di cassazione

74 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente. Le prime 50 in questa pagina, le altre nelle successive.

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 11430/2026

    Immobili abusivi - Ordine di demolizione rimasto ineseguito - Acquisizione di diritto al patrimonio comunale - Presupposto d'imposta - Insussistenza - Condizioni.

    In tema di IMU, il presupposto d'imposta individuato nel possesso di unità immobiliari deve ritenersi insussistente per i periodi successivi all'ordine di demolizione emesso nei confronti del contribuente ai sensi dell'art. 31 del d.P.R. n. 380 del 2001 e rimasto ineseguito nel termine di novanta giorni, poiché, alla scadenza di tale termine, si produce l'acquisizione di diritto al patrimonio del Comune della titolarità del fabbricato e dell'area di sedime; ne consegue che la mera detenzione del bene da parte dell'originario proprietario, ove non riconducibile ad altra ipotesi di godimento normativamente qualificato, non conserva rilevanza ai fini impositivi.

    Rv. 678656-01Rassegna di marzo 2026, p. 416Art. 31 Testo unico in materia edilizia. (Testo A)Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 11633/2026

    Emersione del classamento ex art. 1, comma 337, della l. n. 311 del 2004 - Effetti fiscali delle nuove rendite - Decorrenza retroattiva - Limiti - Termine quinquennale di decadenza dell’accertamento.

    In tema di tributi locali, la rendita catastale dichiarata o attribuita a seguito della richiesta comunale di aggiornamento del classamento ex art. 1, comma 336, della l. n. 311 del 2004 produce effetti fiscali, ai sensi del successivo comma 337, dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello cui riferire la mancata denuncia catastale, ovvero, in mancanza di tale indicazione, dal 1° gennaio dell'anno di notifica della richiesta; tuttavia, detta retroattività riguarda solo la decorrenza dell'obbligazione tributaria e non incide sul termine di decadenza quinquennale dell'azione accertatrice, che resta regolato dall'art. 1, comma 161, della l. n. 296 del 2006.

    Rv. 678659-01Rassegna di marzo 2026, p. 421Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 10247/2026

    e IMU - Beni di interesse storico, artistico, archeologico o etnoantropologico - Appartenenza a enti religiosi - Regime agevolato - Completamento del procedimento per l'accertamento dell'interesse - Necessità - Esclusione.

    In tema di ICI e IMU, i beni di interesse storico, artistico, archeologico o etnoantropologico appartenenti a enti religiosi (come le Comunità ebraiche) possono beneficiare del regime agevolato, previsto dall'art. 13, comma 3, lett. a), del d.l. n. 201 del 2011 (conv. con modif. dalla l. n. 214 del 2011), anche se il procedimento diretto ad ottenere il provvedimento dichiarativo di tale interesse non è ancora concluso nell'anno di riferimento.

    Rv. 678128-01Rassegna di marzo 2026, p. 403Art. 10 codice dei beni culturali · Art. 12 codice dei beni culturali · Art. 13 codice dei beni culturali · Art. 18 Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e l'Unione delle Comunita' ebraiche italianeDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 8236/2026

    Esenzione per l'abitazione principale - Presupposti - Locazione parziale dell'immobile - Compatibilità - Limiti.

    In tema di IMU, l'esenzione prevista dall'art. 13, comma 2, del d.l. n. 201 del 2011 (conv. con modif. dalla l. n. 214 del 2011, ratione temporis vigente) per l'abitazione principale - intesa, a seguito della sentenza della Corte cost. n. 209 del 2022, quale immobile nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente - non è esclusa dalla locazione parziale dell'unità immobiliare, ove il possessore continui a mantenervi la residenza anagrafica e la dimora abituale, salve le ipotesi speciali in cui la legge esclude espressamente il beneficio dell'esenzione in ragione della locazione dell'immobile a terzi.

    Rv. 678364-01Rassegna di marzo 2026, p. 377Art. 1571 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 7507/2026

    Istanza di rimborso - Termine quinquennale di decadenza - Decorrenza - Passaggio in giudicato della sentenza che accerta la rendita catastale - Estensione del rimborso ad annualità anteriori - Esclusione - Limiti.

    In tema di ICI, il termine quinquennale di decadenza per la richiesta di rimborso delle somme indebitamente versate decorre, ai sensi dell'art. 1, comma 164, della l. n. 296 del 2006, dal passaggio in giudicato della sentenza che accerta la rendita catastale dell'immobile, quando il diritto alla restituzione trova titolo in tale pronuncia; ne consegue che il rimborso non può estendersi alle annualità anteriori a quelle oggetto della decisione giurisdizionale qualora, per esse, il contribuente non abbia presentato una distinta e tempestiva istanza di rimborso nei termini di legge, restando in tal caso definitivamente preclusa la ripetizione delle somme versate, in conseguenza della definitività della pretesa impositiva.

    Rv. 678324-01Rassegna di marzo 2026, p. 364Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 6451/2026

    Immobili strumentali - Riduzione d’imposta ex art. 13, comma 3, lett. b), d.l. n. 201 del 2011 - Presupposto - Conoscenza da parte dell’ente impositore - Sufficienza - Omessa dichiarazione da parte del contribuente - Irrilevanza - Fondamento - Fattispecie.

    In tema di IMU per gli immobili strumentali, il diritto alla riduzione d'imposta prevista dall'art. 13, comma 3, lett. b), del d.l. 6 dicembre 2011, n. 201, deve essere riconosciuto al contribuente anche in mancanza della specifica dichiarazione, qualora l'amministrazione abbia una conoscenza qualificata dei relativi presupposti applicativi, derivante dall'esercizio della propria attività istituzionale, non potendo, in tale ipotesi, essere imposto al contribuente un obbligo dichiarativo e probatorio avente a oggetto condizioni già note all'ente impositore. (Nel caso di specie, la S.C. ha cassato il provvedimento impugnato che aveva respinto la richiesta del contribuente di fruizione della riduzione dell'imposta senza esaminare l'allegata documentazione, asseritamente dimostrativa della precedente consapevolezza dell'ente impositore circa le caratteristiche degli immobili).

    Rv. 678158-01Rassegna di marzo 2026, p. 349Art. 6 Statuto del contribuente · Art. 10 Statuto del contribuenteDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 4605/2026

    Vincolo insuscettibile di elidere l'edificabilità dell'area - Rilevanza ai fini impositivi - Fondamento.

    In tema di IMU, la presenza di un vincolo, anche se finalizzato all'esecuzione di un'opera la cui realizzazione è del tutto ipotetica e che non priva l'area della sua edificabilità in assoluto, influisce sul valore venale del terreno, sicché di esso deve, comunque, tenersi conto al fine impositivo.

    Rv. 678299-01Rassegna di marzo 2026, p. 331Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 4502/2026

    In tema di IMU, il requisito motivazionale dell'accertamento esige, oltre alla puntualizzazione degli estremi soggettivi ed oggettivi della posizione creditoria dedotta, soltanto l'indicazione dei fatti astrattamente giustificativi di essa, che consentano di delimitare l'ambito delle ragioni adducibili dall'ente impositore nell'eventuale successiva fase contenziosa, restando affidate al giudizio di impugnazione le questioni riguardanti l'effettivo verificarsi dei fatti stessi e la loro idoneità a dare sostegno alla pretesa impositiva.

    Classificata anche sotto: Tributi (in generale) › Accertamento tributario (nozione)

    Rv. 678063-01Rassegna di febbraio 2026, p. 150Art. 7 Statuto del contribuenteDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 3918/2026

    Imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) - Esclusione dalla base imponibile ex art. 11, comma 3, d.lgs. n. 446 del 1997 (vigente ratione temporis) - Presupposti - Specifica previsione della correlazione tra il contributo e un componente negativo indeducibile - Conseguenze.

    In tema di IRAP, l'art. 11, comma 3, del d.lgs. n. 446 del 1997 (vigente ratione temporis) - secondo il quale i contributi erogati a norma di legge non concorrono alla determinazione della base imponibile quando sono correlati a componenti negativi non ammessi in deduzione - esclude l'imponibilità soltanto in presenza di una specifica previsione, nella legge istitutiva, della correlazione tra il contributo e un componente negativo indeducibile, con la conseguenza che l'assenza della specifica indicazione normativa non può essere surrogata dalla mera affermazione del contribuente di avere utilizzato il contributo per coprire spese non deducibili, quali, ad esempio, quelle per il personale.

    Rv. 678034-01Rassegna di febbraio 2026, p. 137Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 3602/2026

    e IMU - Parametri ex art. 5, comma 5, del d.lgs. n. 504 del 1992 - Criteri vincolanti e tassativi - Fondamento - Conseguenze - Fattispecie.

    In tema di ICI ed IMU, i parametri fissati dall'art. 5, comma 5, del d.lgs. n. 504 del 1992 costituiscono criteri vincolanti e tassativi, trattandosi di indici reputati ex lege come idonei alla determinazione del valore del bene; ne consegue che è incensurabile, in sede di legittimità, la valutazione del giudice del merito che, nella determinazione di tale valore, abbia assunto come parametro oggettivo il prezzo d'acquisto e abbia motivato congruamente le ragioni per cui tale importo debba considerarsi corretto, in quanto espressivo dei parametri fissati dall'art. 5 citato. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che, partendo dal prezzo di vendita del bene, fissato secondo le modalità previste dal T.U. espr., aveva utilizzato, per la valutazione della congruità di tale valore, i criteri fissati tassativamente dalla disposizione citata).

    Rv. 678082-01Rassegna di febbraio 2026, p. 130Dove leggere la sentenza

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per voce da RatioLegis.

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da RatioLegis.

  • Sentenza n. 160/2024Esito: illegittimità costituzionale

    Questione giudicata su: Art. 31 Testo unico in materia edilizia. (Testo A)

    Dispositivo: 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 7, terzo comma, della legge 28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie), nella parte in cui non fa salvo il diritto di ipoteca iscritto a favore del creditore, non responsabile dell'abuso edilizio, in data anteriore alla trascrizione nei registri…

  • Ordinanza n. 187/2017Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 10 Statuto del contribuente

    Dispositivo: dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 12, comma 7, della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente), sollevata dalla Commissione tributaria regionale della Toscana in riferimento agli artt. 3, 24, 53, 111 e 117, primo comma, della Costituzione. Così deciso in Roma, nella sede della Corte cos…

  • Ordinanza n. 377/2007Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 7 Statuto del contribuente

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 7, comma 2, lettera a), della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente), sollevata dalla Commissione tributaria regionale di Venezia, in riferimento agli articoli 3, primo comma, e 97 della Costituzione, con l'ordinanza in epigrafe. Cosi deciso in Roma,…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da RatioLegis. Le Rassegne raccolte sono 11, da gennaio 2025 a marzo 2026. Fonti e metodologia