Corte di cassazione · Massimario

Circolazione stradale

Voce 040 della classificazione del Massimario

23 massime, da pronunce dal 14 gennaio 2025 al 29 aprile 2026

Sottovoci

Come il Massimario suddivide la voce, con il numero di massime. Quelle con una pagina propria raccolgono lì le loro massime.

  • Sanzioni10 massime
  • Responsabilità civile da incidenti stradali6 massime
  • Condotta dei veicoli2 massime
  • Conducente dei veicoli2 massime
  • Veicoli2 massime
  • Segnaletica stradale1 massima
  • In genere1 massima

Massime della Corte di cassazione

23 massime classificate sotto questa voce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 11768/2026

    Sanzioni

    Semaforo funzionante ad un’ora nella quale l’apparato doveva essere spento - Violazione dell’art. 169 del d.p.r. n. 495 del 1992 - Esclusione dell’illecito amministrativo dell’utente della strada - Esclusione - Responsabilità dell’autorità amministrazione - Sussistenza.

    In tema di violazioni del codice della strada, il funzionamento del semaforo in un'ora nella quale l'apparato doveva essere spento non rileva ai fini della violazione di cui all'art. 146, comma 3, c.d.s., poiché l'eventuale violazione della disposizione di cui all'articolo 169 del d.P.R. n. 495 del 1992 - che disciplina il periodo di funzionamento dell'impianto - può determinare la responsabilità dell'autorità amministrativa, ma non escludere l'illecito amministrativo dell'utente della strada.

    Rv. 677931-01Rassegna di marzo 2026, p. 185Art. 169 Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della stradaDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 6388/2026

    Responsabilità civile da incidenti stradali

    Tabella di ripartizione della responsabilità allegata al d.P.R. n. 254 del 2006 - Funzione - Valore vincolante o presuntivo - Esclusione - Conseguenze.

    In tema di risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione stradale, la tabella di ripartizione della responsabilità contemplata - in attuazione dell'art. 150, comma 1, lett. a, c.ass. - dal d.P.R. n. 254 del 2006 rappresenta un parametro di riferimento volto a uniformare le liquidazioni in sede stragiudiziale, privo di valore vincolante in sede processuale, e non assurge a presunzione legale, restando riservata al giudice di merito la ricostruzione della dinamica del sinistro, sulla base delle circostanze del caso concreto, in conformità alla norma di rango superiore di cui all'art. 2054 c.c..

    Rv. 678222-01Rassegna di marzo 2026, p. 214Art. 2054 c.c. · Art. 2727 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 5562/2026

    Responsabilità civile da incidenti stradali › Colpa › Presunzione agli effetti civili › Proprietario e usufruttuario del veicolo

    Circolazione stradale - Furto del veicolo - Responsabilità del proprietario ex art. 2054, comma 3, c.c. - Sussistenza - Condizioni - Scioglimento del contratto di assicurazione - Esclusione - Fondamento.

    In tema di responsabilità da circolazione stradale, il proprietario del veicolo risponde dei danni anche in caso di furto del mezzo che sia stato colposamente agevolato da una sua negligente custodia (evenienza, quest'ultima, il cui accertamento integra questione di fatto insindacabile in sede di legittimità), restando, in tal caso, efficace il contratto di assicurazione, con conseguente inconfigurabilità dell'obbligo risarcitorio in capo all'impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada.

    Rv. 678336-02Rassegna di marzo 2026, p. 205Art. 2054 c.c. · Art. 122 Codice delle assicurazioni private · Art. 283 Codice delle assicurazioni privateDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 3273/2026

    Condotta dei veicoli › Transito › Fermata, sosta e parcheggio

    Sosta in aree sottoposte a parcheggio a pagamento con ticket esposto scaduto - Inadempimento contrattuale - Esclusione - Illecito amministrativo - Sussistenza - Fondamento - Modifiche introdotte dall’art. 1, comma 901, della l. n. 208 del 2015 - Abrogazione della norma sanzionatoria - Esclusione - Mancato adeguamento alle modalità di pagamento elettronico - Conseguenze.

    In tema di sanzioni amministrative connesse alla sosta dei veicoli, il parcheggio a pagamento su suolo pubblico che si protragga oltre l'orario per il quale è stata corrisposta la tariffa non costituisce inadempimento contrattuale, bensì illecito amministrativo, sanzionato dall'art. 7, comma 15, del c.d.s. - trattandosi di evasione tariffaria in violazione delle prescrizioni della "sosta regolamentata", introdotte per incentivare la rotazione e la razionalizzazione dell'offerta delle aree -, anche a seguito delle modifiche introdotte dall'art. 1, comma 901, della l. n. 208 del 2015; queste ultime, pur estendendo anche ai dispositivi di controllo di durata della sosta la disciplina relativa al pagamento anche mediante strumenti diversi dal contante, non hanno comportato né l'abrogazione della norma sanzionatoria, né l'inapplicabilità delle sanzioni nel caso di mancato adeguamento delle apparecchiature alle modalità di pagamento elettronico (rilevando tale mancato adeguamento esclusivamente nel senso della possibilità da parte del sanzionato di provare la mancanza di colpa in ordine all'inosservanza dell'obbligo).

    Rv. 676969-01Rassegna di febbraio 2026, p. 52Art. 7 c.d.s.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 2363/2026

    Responsabilità civile da incidenti stradali

    Attraversamento pedonale da parte di ciclista - Obbligo di condurre a mano il velocipede - Condizioni.

    Ai sensi degli artt. 182, comma 4, c.d.s. e dell'art. 377, comma 2, del suo regolamento di esecuzione, il ciclista che impegni un attraversamento pedonale è tenuto a condurre a mano, e non in sella, il velocipede, a meno che detto attraversamento non sia situato allo sbocco di un percorso promiscuo pedonale e ciclabile, dovendo, comunque, anche in questo caso, condurre il veicolo a mano allorché, per le condizioni della circolazione, la sua andatura risulti di intralcio o di pericolo per i pedoni.

    Rv. 677803-01Rassegna di febbraio 2026, p. 70Art. 47 c.d.s. · Art. 182 c.d.s. · Art. 143 c.d.s. · Art. 2054 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 34585/2025

    Responsabilità civile da incidenti stradali › Colpa › Presunzione agli effetti civili › Proprietario e usufruttuario del veicolo

    Furto del veicolo - Negligente custodia da parte del proprietario - Responsabilità ex art. 2043, comma 3, c.c. - Sussistenza - Copertura assicurativa - Persistenza - Fondamento - Art. 122, comma 3, c.ass. - Ambito di applicazione.

    Il furto del veicolo coinvolto in un incidente stradale non esime il proprietario dello stesso, che sia stato negligente nella relativa custodia, dalla responsabilità ex art. 2054, comma 3, c.c., né esclude la permanente efficacia della copertura assicurativa, riferendosi l'art. 122, comma 3, c.ass. alla sola ipotesi di circolazione avvenuta prohibente domino.

    Rv. 677099-01Rassegna di dicembre 2025, p. 133Art. 2054 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 33836/2025

    Conducente dei veicoli › Patente di abilitazione alla guida › Sospensione

    Sospensione della patente di guida - Misura di carattere cautelare - Termine prescrizionale di cinque anni - Applicabilità - Fondamento.

    Il provvedimento di sospensione della patente previsto dall'art. 126-bis, comma 6, del d.lgs. n. 285 del 1992 non ha natura afflittiva ma costituisce misura di carattere cautelare, in quanto - conseguendo alla verifica della mancata persistenza dei requisiti di idoneità psicofisica alla guida - ha la funzione di impedire la circolazione a soggetti potenzialmente privi dell'idoneità richiesta, a tutela della sicurezza pubblica, con conseguente applicabilità, ai fini della sua adozione, del termine generale di prescrizione quinquennale stabilito dall'art. 28 della l. n. 689 del 1981. (Affermando tale principio, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza con cui il Tribunale aveva applicato in via analogica i termini di decadenza previsti per i provvedimenti sanzionatori dall'art. 204 del d.lgs. n. 285 del 1992).

    Rv. 677168-01Rassegna di dicembre 2025, p. 76Art. 126-bis c.d.s. · Art. 204 c.d.s. · Art. 28 Modifiche al sistema penaleDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 31665/2025

    Segnaletica stradale

    Accertamento della violazione di cui all’art. 142 cds - Presupposti per l’applicazione della regola del chilometro - Presenza di segnale di limite massimo di velocità che costituisce mera ripetizione del precedente - Rilevanza - Limiti - Fattispecie.

    In tema di accertamento di violazioni delle norme sui limiti di velocità a mezzo di apparecchiatura di controllo, l'applicabilità della "regola del chilometro", quale distanza minima tra il segnale di limite massimo di velocità e l'autovelox, sancita dall'art. 25, comma 2, della l. n. 120 del 2010, è condizionata al duplice presupposto che il dispositivo di rilevamento della velocità sia fisso e non mobile e che lungo il tratto di strada tra il segnale e la postazione di controllo non vi siano intersezioni. Pertanto, solo laddove vi siano una o più intersezioni il segnale deve essere ripetuto dopo ciascuna di esse e la distanza minima di un chilometro deve essere misurata dal segnale ripetuto dopo l'ultima intersezione; in caso contrario la presenza, entro il detto chilometro, di un segnale di limite massimo di velocità che costituisce mera ripetizione del precedente resta irrilevante ai fini della regolarità dell'accertamento.(Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione che aveva ritenuto illegittimo l'accertamento per non essere stata rispettata la regola del chilometro tra l'autovelox fisso ed il secondo segnale, ripetitivo del primo correttamente posizionato, senza accertare se vi fosse o meno un'intersezione).

    Rv. 676406-01Rassegna di dicembre 2025, p. 60Art. 25 Disposizioni in materia di sicurezza stradaleDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 31015/2025

    Sanzioni

    Accertamento mediante sistemi elettronici di rilevazione automatizzata delle violazioni - Obbligo di informazione - Violazione - Nullità della contestazione della sanzione - Esclusione - Fondamento.

    In materia di circolazione stradale, l'obbligo di preventiva informazione del trattamento dei dati personali, operato a mezzo di dispositivi elettronici per la rilevazione delle violazioni al codice della strada, introdotto a carico dei Comuni dalla delibera del Garante per la protezione dei dati personali dell'8 aprile 2010, in attuazione dell'art. 13 del d.lgs. n. 196 del 2003, è correlato funzionalmente al rispetto di un obbligo di riservatezza e non mira, invece, a disciplinare la condotta di guida, sicché la sua inosservanza, a differenza della violazione degli obblighi di informazione previsti dal codice della strada circa la presenza delle dette apparecchiature che costituiscono norme di garanzia per l'automobilista, non incide sulla legittimità dell'accertamento e l'irrogazione della sanzione.

    Rv. 676954-01Rassegna di novembre 2025, p. 61Art. 13 codice privacyDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 29113/2025

    Cessionario del credito risarcitorio - Azione ex art. 149 c.ass. - Legittimazione attiva - Sussistenza.

    Il cessionario del credito avente ad oggetto il risarcimento dei danni conseguenti a sinistro stradale (nella specie, quello relativo al costo del noleggio di un'automobile sostitutiva) è legittimato ad esercitare l'azione prevista dall'art. 149 c.ass. nei confronti dell'impresa assicuratrice del veicolo utilizzato dal danneggiato.

    Rv. 676883-01Rassegna di novembre 2025, p. 68Art. 1260 c.c. · Art. 1263 c.c. · Art. 1264 c.c. · Art. 144 Codice delle assicurazioni private e altri 1Dove leggere la sentenza

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per voce da RatioLegis.

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa voce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da RatioLegis.

  • Sentenza n. 3/1997Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 116 c.d.s.

    Dispositivo: Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 116, comma 13, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), nella parte in cui punisce con la sanzione penale, colui che, munito di patente di categoria B, C o D, guida un veicolo per il quale è richiesta patente di categoria A. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, i…

  • Sentenza n. 205/1972Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2054 c.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2054, secondo comma, del codice civile, limitatamente alla parte in cui nel caso di scontro fra veicoli esclude che la presunzione di egual concorso dei conducenti operi anche se uno dei veicoli non abbia riportato danni. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 14 dicembre 1972. COSTA…

  • Sentenza n. 154/2025Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 116 c.d.s.

    Dispositivo: 1) dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 2, e, in via consequenziale, dell'art. 5 del decreto legislativo 15 gennaio 2016, n. 8 (Disposizioni in materia di depenalizzazione, a norma dell'articolo 2, comma 2, della legge 28 aprile 2014, n. 67), sollevate, in riferimento all'art. 76 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Firenze, prima sezione pen…

  • Ordinanza n. 23/2010Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2054 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 2054, primo comma, del codice civile, sollevata, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Siracusa – sezione distaccata di Lentini – con l’ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 25 gennaio 2010. F.…

  • Ordinanza n. 429/2008Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 116 c.d.s.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 116, commi 15 e 17, del d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Giudice di pace di Ciriè con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 15 dicemb…

  • Ordinanza n. 176/2007Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 116 c.d.s.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dei commi 13 e 18 dell'art. 116 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), come rispettivamente sostituiti dalle lettere a) e b) del comma 1 dell'art. 19 del decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio, ai sensi…

  • Ordinanza n. 439/2006Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 116 c.d.s.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli articoli 136, comma 6, e 116, commi 12 e 13, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), sollevate, in riferimento agli articoli 3 e 97 della Costituzione, dal Giudice di pace di Monza con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituz…

  • Ordinanza n. 208/2004Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 116 c.d.s.

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 116, comma 13, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), sollevate, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Giudice di pace di Roma e dal Giudice di pace di Sorgono, con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede…

  • Ordinanza n. 488/2002Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 116 c.d.s.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 116, comma 13, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Giudice di pace di Sorgono, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 nove…

  • Ordinanza n. 282/2001Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 116 c.d.s.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 126, comma 7, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) come modificato dall'art. 19, comma 3, del decretolegislativo 30 dicembre 1999, n. 507 (Depenalizzazione dei reati minori e riforma del sistema sanzionatorio ai sensi dell'art. 1 della legge 25 giugno 1999, n…

  • Ordinanza n. 298/1999Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 116 c.d.s.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 116, comma 13, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal pretore di Siena, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 lug…

  • Sentenza n. 246/1995Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 116 c.d.s.

    Dispositivo: Dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 116, comma 13 e dell'art. 125, comma 3, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada) sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Pretore di Bari con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, i…

  • Sentenza n. 192/1981Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2054 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2054, terzo comma, cod. civ., sollevata con ordinanza del Tribunale di Genova del 21 aprile 1975 in relazione all'art. 3 della Costituzione. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 26 novembre 1981. F.to: LEOPOLDO ELIA - EDOARDO VOLTERRA - MICHELE ROSSANO -…

  • Sentenza n. 93/1976Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2054 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2054, commi primo e secondo, cod. civ. sollevata dal pretore di Monza, con ordinanza 19 gennaio 1974, in riferimento all'art. 3 della Costituzione. Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 aprile 1976. F.to: PAOLO ROSSI - LUIGI OGGIONI…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da RatioLegis. Le Rassegne raccolte sono 11, da gennaio 2025 a marzo 2026. Fonti e metodologia