Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Competenza civile

Incompetenza

Sottovoce della voce 044 nella classificazione del Massimario

13 massime, da pronunce dal 9 gennaio 2025 al 27 aprile 2026

Massime della Corte di cassazione

13 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 11242/2026

    Per territorio

    In tema di giudizio per la dichiarazione di adottabilità, non trovando applicazione le disposizioni di cui agli artt. 473-bis e ss. c.p.c., la competenza per l'accertamento dello stato di abbandono spetta inderogabilmente, ai sensi dell'art. 8 della l. n. 184 del 1983, al Tribunale per i minorenni del luogo in cui si trova il minore quando viene segnalato l'abbandono o a quello che disponga d'ufficio i relativi accertamenti, restando irrilevante, ai sensi dell'art. 5 c.p.c., ogni successivo trasferimento del minore.

    Classificata anche sotto: Adozione

    Rv. 678194-01Rassegna di marzo 2026, p. 104Art. 473-bis c.p.c. · Art. 473-bis.11 c.p.c. · Art. 5 c.p.c. · Art. 8 adozioneDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 8563/2026

    Rilevabilità d'ufficio

    Decisione sulla sola competenza - Qualificazione del rapporto - Giudicato - Esclusione - Fondamento - Effetti sul successivo giudizio di merito davanti al giudice competente.

    In presenza di una decisione sulla sola competenza, la qualificazione del contratto contenuta nella relativa pronuncia non è coperta da giudicato, in quanto costituisce un accertamento meramente strumentale e funzionale alla sola individuazione del giudice competente, restando impregiudicata la possibilità per il giudice del merito di procedere a diversa qualificazione del rapporto - ancorché in contrasto con le premesse della pronuncia sulla competenza -mediante l'esame e l'applicazione delle relative norme di diritto sostanziale.

    Classificata anche sotto: Cosa giudicata civile

    Rv. 677502-01Rassegna di marzo 2026, p. 153Art. 2909 c.c. · Art. 324 c.p.c. · Art. 42 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, sent. n. 6649/2026

    Per territorio

    Apertura della liquidazione giudiziale - Incompetenza territoriale - Eccezione o rilievo non oltre l'udienza di comparizione - Necessità - Conseguenze.

    In tema di apertura della liquidazione giudiziale, l'incompetenza territoriale ex art. 27 CCII deve essere eccepita o rilevata non oltre l'udienza di comparizione, con la conseguenza che l'eccezione sollevata per la prima volta in sede di reclamo contro la sentenza dichiarativa di liquidazione giudiziale è tardiva, essendosi già verificata una decadenza nel corso del giudizio di primo grado.

    Classificata anche sotto: Fallimento ed altre procedure concorsuali › Fallimento

    Rv. 677884-01Rassegna di marzo 2026, p. 61Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 3121/2026

    Per territorio

    Eccezione di incompetenza territoriale - Onere di proposizione dell'eccezione gravante sul convenuto - Riferimento a tutti i criteri concorrenti - Necessità.

    In tema di competenza territoriale derogabile, grava sul convenuto che eccepisce l'incompetenza del giudice adito l'onere di contestare specificamente il profilo della competenza con riferimento a tutti i criteri concorrenti facoltativi previsti dagli artt. 18, 19 e 20 c.p.c., a pena di inefficacia dell'eccezione per incompletezza.

    Rv. 677634-01Rassegna di febbraio 2026, p. 27Art. 18 c.p.c. · Art. 19 c.p.c. · Art. 20 c.p.c. · Art. 38 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 32171/2025

    Rilevabilità d'ufficio

    Art. 38, comma 3, c.p.c., come modificato dal d.lgs. n. 164 del 2024 - Applicabilità ai giudizi introdotti prima della modifica normativa - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.

    L'art. 38, comma 3, c.p.c. (come modificato dall'art. 3, comma 1, lett. a, del d.lgs. n. 164 del 2024) - a norma del quale l'incompetenza per materia, per valore e per territorio inderogabile sono rilevate d'ufficio con il decreto ex art. 171-bis c.p.c. - non si applica ai giudizi introdotti prima della modifica normativa, essendo contraria al canone della ragionevolezza, desumibile dall'art. 3 Cost., un'interpretazione della suddetta disposizione nel senso che una decadenza processuale possa avverarsi in virtù di una norma inesistente al momento in cui matura la preclusione. (Nella specie, la S.C., pronunciandosi in sede di regolamento di competenza, ha ritenuto inapplicabile la nuova formulazione dell'art. 38 c.p.c. a un giudizio in cui il decreto ex art. 171-bis c.p.c. era intervenuto prima della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del d.lgs. n. 164 del 2024, nonostante il processo fosse stato instaurato dopo il 28 febbraio 2023, data considerata dall'art. 7, comma 1, del citato d.lgs. ai fini dell'efficacia temporale della novella sopra richiamata).

    Rv. 677094-01Rassegna di dicembre 2025, p. 98Art. 38 c.p.c. · Art. 171-bis c.p.c. · Art. 183 c.p.c. · Art. 3 cost.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 31604/2025

    Per territorio

    Competenza per territorio derogabile - Decreto ingiuntivo europeo - Formulazione dell'eccezione - Omessa contestazione della sussistenza di tutti i criteri di collegamento con i fori concorrenti ivi incluso quello di cui all’ articolo 7, punto 1, del Regolamento Ue n. 1215 del 2012 - Conseguenze.

    Il principio per cui l'eccezione di incompetenza per territorio derogabile deve contenere la specifica contestazione di tutti i criteri di collegamento con i fori concorrenti comporta che, in tema di decreto ingiuntivo europeo, debba essere contestato anche quello ex art.7, punto 1, Reg. Ue n. 1215 del 2012 quanto al luogo di esecuzione dell'obbligazione, che costituisce deroga al criterio di cui all'art. 4, punto 1, del citato regolamento (foro del convenuto) ed è volto a garantire la prossimità fra il contratto e il giudice che deve conoscerne. Ne consegue che in mancanza della detta contestazione, l'eccezione deve essere considerata d'ufficio tamquam non esset.

    Rv. 676473-01Rassegna di dicembre 2025, p. 58Art. 20 c.p.c. · Art. 38 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 30761/2025

    Rilevabilità d'ufficio

    Facoltà discrezionale ed esclusiva del giudice della causa riassunta - Mancato esercizio - Incensurabilità - Ragioni.

    Le parti non sono legittimate a dolersi della mancata proposizione del regolamento di competenza d'ufficio, ex art. 45 c.p.c., da parte del giudice dinanzi al quale la causa sia stata tempestivamente riassunta a seguito di pronuncia d'incompetenza, trattandosi di uno strumento discrezionale nell'esclusiva disponibilità del giudice non volto a supplire al mancato utilizzo del mezzo d'impugnazione messo a disposizione della parte dall'art. 42 c.p.c.

    Rv. 676976-01Rassegna di novembre 2025, p. 55Art. 45 c.p.c. · Art. 42 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 27054/2025

    Per territorio

    Applicabilità dell'art. 20 c.p.c. anche alle obbligazioni extracontrattuali - Onere di eccepire l'incompetenza in ragione di entrambi i criteri di collegamento previsti dalla norma - Omissione - Conseguenze - Inammissibilità dell'eccezione - Rilevabilità d'ufficio anche in sede di legittimità.

    In tema di competenza territoriale l'art. 20 c.p.c. si applica a tutte le obbligazioni, da qualunque fonte esse provengano, e, quindi, anche a quelle di origine extracontrattuale; ne consegue che il convenuto in una causa per responsabilità aquiliana, il quale eccepisca l'incompetenza per territorio, ha l'onere di contestare la competenza del giudice adito con riferimento, tra l'altro, ad entrambi i criteri di collegamento previsti dalla norma (ovvero, quello del "forum commissi delicti" e quello del "forum destinatae solutionis"), dovendo, in mancanza, ritenersi la competenza radicata presso il giudice adito, per inammissibilità della sollevata eccezione, rilevabile d'ufficio anche in sede di legittimità.

    Rv. 676041-01Rassegna di ottobre 2025, p. 52Art. 2043 c.c. · Art. 20 c.p.c. · Art. 38 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 25245/2025

    Sentenza (efficacia)

    Incompetenza dichiarata dal giudice adito - Omessa proposizione o declaratoria di inammissibilità del regolamento di competenza - Conseguenze - Contestazioni sulla competenza svolte nei successivi gradi dello stesso giudizio - Ammissibilità - Esclusione per intervenuto giudicato interno.

    L'incompetenza (anche per materia) dichiarata dal giudice adito, ove non impugnata con regolamento ex art. 42 c.p.c., o nel caso in cui questo sia dichiarato inammissibile, non può più essere rimessa in discussione né dalle parti, né dal giudice procedente, nei successivi gradi del procedimento, giacché la relativa declaratoria acquista efficacia di giudicato interno, sia nella parte relativa alla statuizione sull'incompetenza del giudice che l'ha pronunciata, sia con riguardo alla competenza dell'autorità giudiziaria dinanzi alla quale la causa è stata tempestivamente riassunta.

    Classificata anche sotto: Cosa giudicata civile

    Rv. 676027-01Rassegna di settembre 2025, p. 37Art. 38 c.p.c. · Art. 42 c.p.c. · Art. 44 c.p.c. · Art. 45 c.p.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 22343/2025

    Per territorio

    Forum destinatae solutionis - Individuazione - Presupposto - Liquidità dell’obbligazione - Requisiti - Contestazioni del debitore - Rilevanza - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.

    La liquidità dell'obbligazione pecuniaria - da accertarsi allo stato degli atti ex art. 38, comma 4, c.p.c., ai fini dell'individuazione del forum destinatae solutionis - ricorre allorquando il titolo ne quantifichi l'entità oppure indichi criteri determinativi senza lasciare margine di discrezionalità, non assumendo rilievo, al riguardo, eventuali contestazioni riferite all'an o al quantum né l'eccezione del convenuto che neghi l'esistenza dell'obbligazione, attesa la natura di principio generale della norma dettata dall'art. 10 c.p.c. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che, ai fini della determinazione della competenza territoriale, aveva escluso la liquidità del credito restitutorio derivante dalla riforma della sentenza in forza della quale erano state corrisposte le somme, per il sol fatto che sul relativo ammontare vi erano contestazione dei debitori)

    Classificata anche sotto: Obbligazioni in genere › Adempimento

    Rv. 676207-02Rassegna di luglio 2025, p. 246Art. 38 c.p.c. · Art. 19 c.p.c. · Art. 20 c.p.c. · Art. 1182 c.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per voce da RatioLegis.

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da RatioLegis.

  • Sentenza n. 41/2006Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 38 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale del combinato disposto degli articoli 38 e 102 del codice di procedura civile, nella parte in cui, in ipotesi di litisconsorzio necessario, consente di ritenere improduttiva di effetti l'eccezione di incompetenza territoriale derogabile proposta non da tutti i litisconsorti convenuti. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo del…

  • Sentenza n. 92/2026Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 45 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 45 del codice di procedura civile sollevate, in riferimento agli artt. 3, 25, 97 e 111 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Piacenza, sezione civile, in composizione monocratica, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 marzo…

  • Ordinanza n. 93/2016Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 38 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 7, comma 2, del decreto legislativo 1° settembre 2011, n. 150 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell'articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69), in combinato disposto con gli artt. 28 e 38…

  • Ordinanza n. 224/2008Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 18 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 18 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 25 della Costituzione, dal Giudice di pace di Taranto con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'11 giugno 2008. F.to: Franco BILE, Presidente Luigi…

  • Ordinanza n. 128/1999Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 38 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 38 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento all'art. 25 della Costituzione, dal giudice di pace di Cassino con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 aprile 1999. Il Presidente: Granata Il redatt…

  • Ordinanza n. 370/1998Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 20 c.p.c. · Art. 18 c.p.c. · Art. 19 c.p.c.

    Dispositivo: Riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 18, 19 e 20 del codice di procedura civile e della questione di legittimità costituzionale degli artt. da 18 a 35 del codice di procedura civile, rispettivamente sollevate - in riferimento agli artt. 3, 24, 25 e 101 della Costituzione ed agli artt. 3, 24 e 101 della Cos…

  • Sentenza n. 228/1998Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 18 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 18 del codice di procedura civile, 274 del codice civile e 38 delle disposizioni di attuazione del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, primo comma, 31, primo e secondo comma, e 24, primo comma, della Costituzione, dal Tribunale per i minorenni di Torino con l'ordinanza in epigrafe. Così…

  • Ordinanza n. 394/1996Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 38 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 637, primo comma, e 38, secondo comma, anche in relazione agli artt. 18, 19, 20, 28 e 30 del codice di procedura civile, sollevata dal giudice di pace di Napoli, con l'ordinanza in epigrafe, in riferimento agli artt. 24, primo e secondo comma, 25, primo comma, 3, secon…

  • Ordinanza n. 320/1996Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 38 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 637, primo comma, e 38, secondo comma, del codice di procedura civile sollevata, in riferimento all'art. 25 della Costituzione, dal giudice di pace di Napoli con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo de…

  • Ordinanza n. 218/1996Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 38 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 637, primo comma, e 38, secondo comma, del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento all'art. 25 della Costituzione, dal giudice di pace di Napoli, con ordinanza del 1 agosto 1995. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della…

  • Ordinanza n. 434/1993Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 38 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 38 codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 24, comma 2, 25, comma 1, e 97 della Costituzione, dal Pretore di Bergamo con l'ordinanza trascritta in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 1° dicembre 1993. I…

  • Sentenza n. 269/1992Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 20 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 20 cod. proc. civ., in riferimento all'art. 25, comma primo, della Costituzione, sollevata dal Pretore di Brescia con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte Costituzionale, Palazzo della Consulta, il 3 giugno 1992. Il Presidente: CORASANITI Il redattore: GRANATA Il cancel…

  • Ordinanza n. 361/1989Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 45 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 113, secondo comma (nel testo modificato dall'art. 3 della legge 30 luglio 1984, n. 399: Aumento dei limiti di competenza del conciliatore e del pretore), 44 e 45 del codice di procedura civile, in riferimento all'art. 25, primo comma, della Costituzione, sollevata dal Pretore di Torino c…

  • Ordinanza n. 639/1987Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 38 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 661, 38, terzo comma e 28 c.p.c., sollevata in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost. dal Pretore di Pavia con ordinanza del 3 novembre 1986 (r.o. 803/86). Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 17 dicembre 1987. Il Presidente: SAJA Il redat…

  • Sentenza n. 251/1986Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 38 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 38 comma terzo c.p.c. nella parte in cui preclude al Giudice di rilevare d'ufficio la propria incompetenza per territorio nel procedimento in contumacia del convenuto, sollevata dal Pretore di Legnano in riferimento agli artt. 24 comma secondo e 25 comma primo Cost. con le ordinanze iscritte ai nn. 420, 421 e…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da RatioLegis. Le Rassegne raccolte sono 11, da gennaio 2025 a marzo 2026. Fonti e metodologia