Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Fallimento ed altre procedure concorsuali

Fallimento

Sottovoce della voce 081 nella classificazione del Massimario

211 massime, da pronunce dal 2 gennaio 2025 al 30 aprile 2026

Pagina 1 di 5 delle massime

Massime della Corte di cassazione

211 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente. Le prime 50 in questa pagina, le altre nelle successive.

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 11897/2026

    Apertura (dichiarazione) di fallimento › Competenza per territorio

    Art. 3, paragrafo 1, comma 2, del Regolamento UE n. 848 del 2015 - COMI e sede legale - Presunzione di coincidenza - Legittimità - Fondamento.

    In tema di insolvenza transfrontaliera, l'art. 3, paragrafo 1, comma 2, del regolamento UE n. 848 del 2015 stabilisce una presunzione relativa di coincidenza del centro degli interessi principali (c.d. "COMI") con la sede legale del debitore, atteso che tale effetto è idoneo a garantire la maggiore certezza possibile a beneficio dei terzi in ordine al luogo in cui dovrebbe essere aperta una procedura di insolvenza principale.

    Rv. 678619-01Rassegna di marzo 2026, p. 109Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, sent. n. 12096/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Ammissione al passivo › Domanda

    Art. 268, comma 3, CCII - Termine per il deposito della domanda tardiva - Applicabilità ai crediti sorti in pendenza della liquidazione giudiziale - Sussistenza - Crediti prededucibili - Decorrenza del medesimo termine - Individuazione

    Il termine di sessanta giorni dalla cessazione della causa non imputabile per la proposizione delle domande tardive di ammissione al passivo previsto, a pena di inammissibilità, dall'art. 268, comma 3, CCII (Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza) trova applicazione anche ai crediti sorti in pendenza della liquidazione giudiziale, quali che ne siano la natura e il titolo, e decorre dal giorno in cui il credito è sorto, sempre che non sussistano ulteriori impedimenti non imputabili al creditore, mentre, ove si tratti di crediti prededucibili, non può iniziare a decorrere prima che insorga una chiara contestazione tale da rendere necessaria la tutela del credito mediante insinuazione al passivo, ai sensi dell'art. 222, comma 1, CCII.

    Rv. 677620-01Rassegna di marzo 2026, p. 110Art. 268 c.c.i.i. · Art. 222 c.c.i.i. · Art. 204 c.c.i.i. · Art. 228 c.c.i.i.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 11681/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Formazione dello stato passivo

    Ammissione allo stato passivo - Motivazione del provvedimento del giudice delegato - Rinvio “per relationem” alle ragioni esposte dal curatore - Sufficienza - Condizioni.

    Il decreto di rigetto della domanda di insinuazione al passivo che operi un rinvio "per relationem" alle motivazioni esposte dal curatore fallimentare nel progetto di cui all'art. 95 l.fall. può ritenersi adeguatamente motivato a condizione che il richiamo sia univoco e che le contestazioni del curatore siano sufficientemente specifiche, in modo da garantire pienamente il diritto di difesa del creditore.

    Rv. 678501-01Rassegna di marzo 2026, p. 109Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 11423/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Formazione dello stato passivo › Rivendicazione, restituzione, separazione di cose

    Rivendica di bene immobile - Usucapione - Opponibilità al curatore - Sussistenza - Accertamento dell'usucapione in sede di verifica del passivo - Ammissibilità - Fondamento.

    L'acquisto per usucapione di beni immobili acquisiti all'attivo del fallimento può essere fatto valere nei confronti del curatore del fallimento nelle forme dell'art. 103 l.fall., costituendo l'usucapione una fattispecie acquisitiva di diritti reali a titolo originario che risulta opponibile al curatore anche nel caso in cui il rivendicante non abbia ottenuto, in epoca precedente la dichiarazione di fallimento, un titolo a questi opponibile.

    Rv. 678500-01Rassegna di marzo 2026, p. 106Art. 1158 c.c. · Art. 2643 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 11085/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Opposizione allo stato passivo

    Impianti fotovoltaici - Proprietario dell’impianto - Contributi pubblici per la gestione - Spettanza - Gestione affidata a terzi - Art. 1148 c.c. - Applicabilità.

    Gli importi corrisposti dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) al soggetto responsabile a titolo di tariffa incentivante e di ritiro dedicato spettano al proprietario dell'impianto fotovoltaico, costituendo la prima un'equa remunerazione dei costi di investimento e di esercizio dell'impianto e il secondo il corrispettivo della cessione al Gestore dell'energia generata dall'impianto, laddove, ove il proprietario dell'impianto sia diverso dal soggetto responsabile titolare del rapporto concessorio con il gestore, il soggetto responsabile è tenuto a corrispondere tali importi al proprietario dell'impianto a titolo di frutti civili ex art. 1148 c.c. dal giorno della domanda, quale possessore di buona fede.

    Rv. 677836-01Rassegna di marzo 2026, p. 102Art. 1 Riordino del settore energetico · Art. 1148 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 10701/2026

    Apertura (dichiarazione) di fallimento › Procedimento

    Istruzione probatoria - Poteri officiosi d'indagine - Contenuto - Limitazione ai fatti dedotti dalle parti quali allegazioni difensive - Necessità - Presupposti vincolanti - Esclusione - Fondamento.

    In tema di procedimento per l'apertura della liquidazione giudiziale, i poteri di indagine officiosa del tribunale - che si esplicano nell'acquisizione di informazioni, nell'utilizzazione dei dati rilevanti e nell'assunzione dei mezzi di prova ritenuti necessari - hanno natura integrativa e suppletiva e sono limitati ai fatti oggetto di allegazioni difensive delle parti, per cui non sono subordinati a presupposti vincolanti, ma postulano una valutazione discrezionale del giudice di merito circa l'incompletezza del materiale probatorio e la concreta acquisibilità nonché rilevanza degli elementi da acquisire; ne consegue che il loro mancato esercizio non determina di per sé l'illegittimità della decisione e, ove adeguatamente motivato, non è sindacabile in cassazione.

    Rv. 678494-01Rassegna di marzo 2026, p. 96Art. 2697 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, sent. n. 10708/2026

    Apertura (dichiarazione) di fallimento › Rigetto dell'istanza di fallimento

    Ricorso straordinario per cassazione - Decreto di rigetto o di conferma della dichiarazione di fallimento - Giudicato - Esclusione - Inammissibilità.

    Il decreto di rigetto dell'istanza di fallimento, al pari di quello che lo conferma in sede di reclamo, non sono idonei alla formazione di un giudicato, trattandosi di provvedimenti non definitivi, oltreché privi di natura decisoria su diritti soggettivi, per cui non possono essere invocati nell'ambito di un diverso giudizio promosso nei confronti del destinatario della medesima istanza, non configurando detto rigetto una preclusione da cosa giudicata, bensì una mera preclusione di fatto in ordine al credito fatto valere, alla qualità di soggetto fallibile in capo al debitore e allo stato di insolvenza dello stesso; ne consegue che è possibile, dopo il rigetto, dichiarare il fallimento fondato sulla medesima situazione, su istanza di un diverso creditore, ovvero su quella dello stesso creditore, sulla scorta di elementi sopravvenuti, preesistenti ma non dedotti, anche secondo una prospettazione identica a quella respinta.

    Rv. 678496-01Rassegna di marzo 2026, p. 97Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 10712/2026

    Apertura (dichiarazione) di fallimento › Sentenza dichiarativa › Opposizione

    Giudizio di reclamo - Natura giuridica del procedimento - Oralità della trattazione - Unica udienza - Conseguenze.

    Nel procedimento di reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, disciplinato dall'art. 18 della l.f., il rito, da coordinarsi con la precedente fase di natura contenziosa e a trattazione camerale, è caratterizzato da una struttura semplificata funzionale alle esigenze di snellezza e celerità, articolandosi in una fase di costituzione delle parti che si esaurisce in un'unica udienza a trattazione orale, nella quale ciascuna parte, secondo una sequenza semplificata, è ammessa a illustrare le proprie difese e a replicare a quelle avverse, senza che la dialettica processuale comporti la facoltà di depositare ulteriori memorie difensive né l'applicabilità degli artt. 189 e 190 c.p.c., restando assicurato il contraddittorio mediante l'interlocuzione orale; ne consegue che non è dovuta la concessione di termini per il deposito di memorie, potendo il giudice, nell'ambito della flessibilità del modello camerale e secondo un temperato principio inquisitorio, acquisire d'ufficio eventuali informazioni per integrare il quadro istruttorio e modulare la scansione procedimentale.

    Rv. 678497-01Rassegna di marzo 2026, p. 97Art. 189 c.p.c. · Art. 190 c.p.c. · Art. 24 cost.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 9759/2026

    Liquidazione dell'attivo › Vendita di immobili

    Vendita di azienda appartenente ad imprenditore fallito - Aggiudicazione al prelazionario ex art. 104-bis l.fall. - Interesse al reclamo - Sussistenza.

    Nell'ambito della procedura di vendita di un'azienda appartenente ad un imprenditore fallito, l'aspirante aggiudicatario non ha un onere di impugnazione del provvedimento con il quale il giudice delegato riconosca in favore dell'affittuario dell'azienda il diritto di prelazione ex art. 104- bis l.fall., in quanto è solo l'aggiudicazione del bene posto in vendita ad incidere sul diritto del concorrente escluso, non il provvedimento che prima dell'incanto abbia riconosciuto o negato il diritto di prelazione vantato dall'interessato.

    Classificata anche sotto: Impugnazioni civili › Cassazione (ricorso per)

    Rv. 678278-01Rassegna di marzo 2026, p. 88Art. 100 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 9783/2026

    Passività fallimentari (accertamento del passivo) › Ammissione al passivo

    In tema di mutuo ipotecario, nel vigore della legge fallimentare, l'accollo, da parte del terzo acquirente del bene ipotecato, del debito del mutuatario non produce l'effetto di rendere il titolare dell'ipoteca, che non vi abbia aderito, creditore dell'acquirente-accollante; ne consegue che, in caso di fallimento dell'acquirente del bene e di espropriazione forzata portata a termine ex art. 41, comma 2, del T.U.B., il creditore ipotecario, non aderente all'accollo, ha diritto di trattenere la somma ricavata dalla vendita del bene, o la quota di sua spettanza di tale somma, anche se non si è insinuato al passivo del fallimento.

    Classificata anche sotto: Esecuzione forzata · Mutuo · Obbligazioni in genere

    Rv. 678486-01Rassegna di marzo 2026, p. 89Art. 1273 c.c. · Art. 1333 c.c. · Art. 1372 c.c. · Art. 1411 c.c. e altri 5Dove leggere la sentenza

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per voce da RatioLegis.

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da RatioLegis.

  • Sentenza n. 39/2008Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 142 fallimento

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale degli articoli 50 e 142 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), nel testo anteriore all'entrata in vigore del decreto legislativo 9 gennaio 2006, n. 5 (Riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali a norma dell'…

  • Sentenza n. 41/2006Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 102 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale del combinato disposto degli articoli 38 e 102 del codice di procedura civile, nella parte in cui, in ipotesi di litisconsorzio necessario, consente di ritenere improduttiva di effetti l'eccezione di incompetenza territoriale derogabile proposta non da tutti i litisconsorti convenuti. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo del…

  • Sentenza n. 162/2001Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 54 fallimento

    Dispositivo: Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 54, terzo comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), nella parte in cui non richiama, ai fini dell'estensione del diritto di prelazione agli interessi, l'art. 2749 del codice civile. Così deciso in Ro…

  • Sentenza n. 408/1989Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 54 fallimento

    Dispositivo: Dichiara l'illegittimità costituzionale degli artt. 54, comma terzo, e 55, comma primo, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, della amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), nonché dell'art. 169 dello stesso regio-decreto là dove richiama l'art. 55, nella parte in cui, nelle procedure di falli…

  • Sentenza n. 300/1986Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 54 fallimento

    Dispositivo: riuniti gli incidenti iscritti ai nn. 346, 571, 592 R.O. 1984, dichiara l'illegittimità costituzionale del combinato dispisto degli artt. 59 richiamato dall'art. 169 r.d. 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata, della liquidazione coatta amministrativa) nella parte in cui esclude la rivalutazione dei crediti di…

  • Sentenza n. 220/1986Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 300 c.p.c.

    Dispositivo: riuniti gli incidenti 254/1979 e 277/1983, dichiara l'illegittimità costituzionale degli artt. 75 e 300 c.p.c. nella parte in cui non prevedono, ove emerga una situazione di scomparsa del convenuto, la interruzione del processo e la segnalazione, ad opera del giudice, del caso al Pubblico Ministero perché promuova la nomina di un curatore, nei cui confronti debba l'attore riassum…

  • Sentenza n. 156/1986Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 26 fallimento

    Dispositivo: a) dichiara l'illegittimità costituzionale degli artt. 26 e 23 comma primo, r.d. 16 marzo 1942 n. 267 (disciplina del fallimento del concordato preventivo dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa) in relazione all'art. 188 dello stesso decreto, nella parte in cui assoggettano al reclamo al tribunale nel termine di tre giorni decorrente dalla data d…

  • Sentenza n. 120/1986Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 98 fallimento

    Dispositivo: 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 98 comma secondo r.d. 16 marzo 1942, n. 267 nella parte in cui non prevede nei confronti del creditore opponente la comunicazione, almeno quindici giorni prima della udienza di comparizione, del decreto ivi indicato, comunicazione dalla quale decorre il termine per la notificazione di esso al curatore; 2) dichiara non fondata l…

  • Sentenza n. 102/1986Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 98 fallimento

    Dispositivo: riuniti gli incidenti iscritti ai nn. 503 R.O. 1982 e 544 R. O. 1984, 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 98 comma primo r.d. 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa) nella parte in cui stabilisce che i creatori esclusi o ammessi con riserva possono fa…

  • Sentenza n. 55/1986Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 26 fallimento

    Dispositivo: riuniti gli incidenti iscritti ai nn. 438, 439, 491 R.O. 1985, dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 26 comma primo, secondo e terzo, in relazione all'art. 23 comma primo e agli artt. 188 comma secondo e terzo, 167 comma secondo e 164 r.d. 16 marzo 1942 n. 267 (disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coa…

  • Sentenza n. 302/1985Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 36 fallimento

    Dispositivo: riuniti gli incidenti iscritti ai nn. 263 R.O. 1978 e 903 R.O. 1984, dichiara non fondata la questione di illegittimità costituzionale a) dell'art. 91 comma secondo r.d. 16 marzo 1942, n. 267, sollevata, in riferimento agli artt. 23 e 36 comma primo Cost., dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con ord. 28 febbraio 1978 (n. 263/1978) nella parte in cui non prevede che il compe…

  • Sentenza n. 42/1981Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 26 fallimento

    Dispositivo: dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 26, in relazione all'art. 23, del r.d. 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), nella parte in cui assoggetta al reclamo al tribunale, disciplinato nel modo ivi previsto, i provvedimenti decisori emessi dal giudice deleg…

  • Sentenza n. 152/1980Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 99 fallimento

    Dispositivo: riuniti i procedimenti iscritti ai nn. 102/1977, 81 e 880/ 1979 e 62/1980, dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 99, quinto comma, del r.d. 16 marzo 1942, n. 267, nella parte in cui fa decorrere i termini per appellare e per il ricorso in Cassazione dalla affissione della sentenza resa su opposizioni allo stato passivo. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costit…

  • Sentenza n. 69/1982Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 99 fallimento

    Dispositivo: dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 99 ultimo comma r.d. 16 marzo 1942 n. 267, nella parte in cui sancisce l'inappellabilità delle sentenze rese su crediti di lavoro e di previdenza e assistenza obbligatorie, contemplati negli artt. 409 e 442 c.p.c.; questione sollevata dalla Corte d'appello di Milano con le ordinanze rese il 25 giugno 1980 (n. 271 R.O. 1981), il 25 s…

  • Sentenza n. 159/1971Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 305 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 305 del codice di procedura civile nella parte in cui dispone che il termine utile per la prosecuzione o per la riassunzione del processo interrotto a sensi dell'art. 299 dello stesso codice decorre dall'interruzione anziché dalla data in cui le parti ne abbiano avuto conoscenza. In applicazione dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953…

  • Sentenza n. 75/1968Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2120 c.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2120, primo Comma, del Codice civile, nella parte in cui, nel caso di cessazione del contratto di lavoro a tempo indeterminato, esclude il diritto del prestatore di lavoro ad un'indennità proporzionale agli anni di servizio, allorquando la cessazione stessa derivi dal licenziamento per colpa di lui o da dimissioni volontarie. Così…

  • Sentenza n. 139/1967Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 305 c.p.c.

    Questione giudicata anche su: Art. 301 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 305 del Codice di procedura civile per la parte in cui fa decorrere dalla data dell'interruzione del processo il termine per la sua prosecuzione e la sua riassunzione anche nei casi regolati dal precedente art. 301. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 dicembre 1967. GASPARE AMB…

  • Sentenza n. 168/2023Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 300 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 75, commi primo e secondo, e 300 del codice di procedura civile, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, 32, 111, commi primo e secondo, e 117, primo comma, della Costituzione, quest'ultimo in relazione all'art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e agli artt. 1 e 13 della Convenzione delle Nazioni Unite…

  • Sentenza n. 8/2023Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2033 c.c.

    Dispositivo: riuniti i giudizi 1) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 2033 del codice civile, sollevate, in riferimento agli artt. 11 e 117, primo comma, della Costituzione, quest'ultimo in relazione all'art. 1 del Protocollo addizionale alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, dal Tribunale ordinario di Lecce, sezione lavoro, con l'ordinanza iscritta al n. 29…

  • Sentenza n. 101/2022Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2752 c.c.

    Dispositivo: dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2752, terzo comma, del codice civile, sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Livorno, in composizione collegiale, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 9 marzo 2022. F.to: Giuliano AM…

  • Ordinanza n. 46/2016Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 5 fallimento

    Dispositivo: riuniti i giudizi, 1) dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, primo comma, e 5, primo comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, commi primo e secondo, e 41,…

  • Ordinanza n. 266/2014Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 189 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 189 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 111 della Costituzione, dal Giudice istruttore del Tribunale ordinario di Milano, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 17 novembre 2014.…

  • Sentenza n. 157/2014Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 91 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 91, ultimo comma, del codice di procedura civile, introdotto dall'art. 13, comma 1, lettera b), del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 212 (Disposizioni urgenti in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento e disciplina del processo), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 17 febbraio…

  • Ordinanza n. 261/2013Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 91 c.p.c.

    Dispositivo: riuniti i giudizi, 1) dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 9, comma 3, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività), convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, 101, 104, 107, 111 e 117…

  • Ordinanza n. 261/2010Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 305 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 305 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli articoli 24, secondo comma, e 111, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Vicenza con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, palazzo della Consulta il 7 luglio 2010. F.…

  • Ordinanza n. 59/2010Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 52 fallimento

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1917, secondo comma, del codice civile e dell'art. 52 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa), sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3 e 32 della Costituzione, dal Tribunal…

  • Sentenza n. 17/2010Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 305 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 305 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli articoli 3, 24 e 111, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Biella con l’ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 13 gennaio 2010.…

  • Sentenza n. 276/2009Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 300 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'articolo 300, quarto comma, del codice di procedura civile, nella parte in cui, non richiamando l'art. 789 del codice di procedura civile, non prevede la dichiarazione d'interruzione del processo nel caso di morte del contumace, certificata dall'ufficiale giudiziario nella relazione di notificazi…

  • Ordinanza n. 95/2009Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2729 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 621 del codice di procedura civile e 2729 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Torino, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'1 aprile 2009…

  • Ordinanza n. 314/2008Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 91 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 91 del codice di procedura civile e 75 delle disposizioni di attuazione al codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, secondo comma, e 111, secondo comma, della Costituzione, dal Giudice di pace di Milano, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Co…

Se ne mostrano 30 su 142: prima le dichiarazioni di illegittimità, poi le altre, dalle più recenti.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da RatioLegis. Le Rassegne raccolte sono 11, da gennaio 2025 a marzo 2026. Fonti e metodologia