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Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, adotta, secondo gli indirizzi previamente definiti entro il 30 giugno 1999 dalle Camere sulla base di una relazione presentata dal Governo, il programma di riordino delle norme legislative e regolamentari che disciplinano le fattispecie previste e le materie elencate:

  • a)nell'articolo 4, comma 4, e nell'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni;
  • b)nelle leggi annuali di semplificazione;
  • c)nell'allegato 3 della presente legge;
  • d)nell'articolo 16 delle disposizioni sulla legge in generale, in riferimento all'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;
  • e)nel codice civile, in riferimento all'abrogazione dell'articolo 17 del medesimo codice;
  • f)nel codice civile, in riferimento alla soppressione del bollettino ufficiale delle societa' per azioni e a responsabilita' limitata e del bollettino ufficiale delle societa' cooperative, disposta dall'articolo 29 della legge 7 agosto 1997, n. 266. Al riordino delle norme di cui al comma 1 si procede entro il 31 dicembre 2001 mediante l'emanazione di testi unici riguardanti materie e settori omogenei, comprendenti, in un unico contesto e con le opportune evidenziazioni, le disposizioni legislative e regolamentari. Fino alla data di entrata in vigore di una legge generale sull'attivita' normativa, nella redazione dei testi unici, emanati ai sensi del comma 4, il Governo si attiene ai seguenti criteri e principi direttivi:
  • a)delegificazione delle norme di legge concernenti gli aspetti organizzativi e procedimentali, secondo i criteri previsti dall'articolo 20 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni;
  • b)puntuale individuazione del testo vigente delle norme;
  • c)esplicita indicazione delle norme abrogate, anche implicitamente, da successive disposizioni;
  • d)coordinamento formale del testo delle disposizioni vigenti, apportando, nei limiti di detto coordinamento, le modifiche necessarie per garantire la coerenza logica e sistematica della normativa anche al fine di adeguare e semplificare il linguaggio normativo;
  • e)esplicita indicazione delle disposizioni, non inserite nel testo unico, che restano comunque in vigore;
  • f)esplicita abrogazione di tutte le rimanenti disposizioni, non richiamate, che regolano la materia oggetto di delegificazione con espressa indicazione delle stesse in apposito allegato al testo unico;
  • g)aggiornamento periodico, almeno ogni sette anni dalla data di entrata in vigore di ciascun testo unico;
  • h)indicazione, per i testi unici concernenti la disciplina della materia universitaria, delle norme applicabili da parte di ciascuna universita' salvo diversa disposizione statutaria o regolamentare. Dalla data di entrata in vigore di ciascun testo unico sono comunque abrogate le norme che regolano la materia oggetto di delegificazione, non richiamate ai sensi della lettera e) del comma 2. Lo schema di ciascun testo unico e' deliberato dal Consiglio dei ministri, valutato il parere che il Consiglio di Stato deve esprimere entro trenta giorni dalla richiesta. Lo schema e' trasmesso, con apposita relazione cui e' allegato il parere del Consiglio di Stato, alle competenti Commissioni parlamentari che esprimono il parere entro quarantacinque giorni dal ricevimento. Ciascun testo unico e' emanato, decorso tale termine e tenuto conto dei pareri delle Commissioni parlamentari, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro per la funzione pubblica, previa ulteriore deliberazione del Consiglio dei ministri. Il Governo puo' demandare la redazione degli schemi di testi unici ai sensi dell'articolo 14, 2o, del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato, approvato con regio decreto 26 giugno 1924, n. 1054, al Consiglio di Stato, che ha la facolta' di avvalersi di esperti, in discipline non giuridiche, in numero non superiore a cinque, scelti anche tra quelli di cui al comma 1 dell'articolo 3 della presente legge. Sugli schemi redatti dal Consiglio di Stato non e' acquisito il parere dello stesso previsto ai sensi dell'articolo 16, primo comma, 3o, del citato testo unico approvato con regio decreto n. 1054 del 1924, dell'articolo 17, comma 25, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e del comma 4 del presente articolo. Le disposizioni contenute in un testo unico non possono essere abrogate, derogate, sospese o comunque modificate se non in modo esplicito, mediante l'indicazione precisa delle fonti da abrogare, derogare, sospendere o modificare. La Presidenza del Consiglio dei ministri adotta gli opportuni atti di indirizzo e di coordinamento per assicurare che i successivi interventi normativi incidenti sulle materie oggetto di riordino siano attuati esclusivamente mediante la modifica o l'integrazione delle disposizioni contenute nei testi unici. Relativamente alle norme richiamate dal comma 1, lettere d), e) e f), si procede all'adeguamento dei testi normativi mediante applicazione delle norme dettate dal comma 2, lettere b), c) e d), e dal comma 4.

Testo in vigore dal 9 marzo 1999 al 9 dicembre 2000

Corte costituzionale

5 pronunce hanno deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Ordinanza n. 52/2006

    Questione infondata
    10 febbraio 2006

    dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 170 del decreto legislativo 30 maggio 2002, n. 113 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di spese di giustizia – Testo B), come riprodotto nel d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia – Testo A), sollevata, in…

    Art. 3 cost. · Art. 24 cost. · Art. 25 cost. · Art. 76 cost.

    Leggi la pronuncia
  • Ordinanza n. 334/2005

    Questione infondata
    26 luglio 2005

    riuniti i giudizi; dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 170 del decreto legislativo 30 maggio 2002, n. 113 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di spese di giustizia), come riprodotto nel decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di…

    Art. 3 cost. · Art. 24 cost. · Art. 25 cost. · Art. 76 cost.

    Leggi la pronuncia
  • Ordinanza n. 289/2005

    Questione infondata
    19 luglio 2005

    Sono manifestamente infondate la questione di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 3, 24, 25 e 76 Cost., dell'art. 170 del d. lgs. 30 maggio 2002, n. 113, come riprodotto nel d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, e la questione di legittimità costituzionale, in riferimento all'art. 76 Cost., dell'art. 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50, nella parte in cui attribuiscono al giudice in composizione monocratica la competenza a conoscere dell'opposizione avverso il decreto di pagamento delle spettanze liquidate agli ausiliari del magistrato anche nelle ipotesi in cui il provvedimento opposto sia stato emesso dal giudice in composizione collegiale, in quanto, riguardo all'art. 25 Cost., richiamato per rafforzare la dedotta violazione dell'art. 76 Cost. in riferimento a materia che, concernendo la competenza del giudice, sarebbe coperta da riserva assoluta di legge, la norma del testo unico impugnata disciplina la composizione dell'organo giudicante e non certamente la competenza, mentre, riguardo alla dedotta violazione dell'art. 3 Cost., appare anzi ragionevole il sistema di attribuzione del reclamo al giudice monocratico in rapporto ad esigenze di buona amministrazione, rapidità, economia delle risorse; la violazione dell'art. 24 Cost. è denunciata apoditticamente, senza motivazione alcuna. - La questione, in riferimento all’art. 76 Cost., è già stata dichiarata infondata con la sentenza n. 53/2005. - In tema di opposizione avverso il provvedimento di rigetto dell'istanza di ammissione al patrocinio ovvero avverso la revoca del decreto di ammissione già accordato, cfr. sentenza n. 52/2005.

    Art. 3 cost. · Art. 24 cost. · Art. 25 cost. · Art. 76 cost.

    Leggi la pronuncia
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Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

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Citate insieme nelle massime

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