Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Successioni "mortis causa"

Disposizioni generali

Sottovoce della voce 168 nella classificazione del Massimario

26 massime, da pronunce dall’8 gennaio 2025 al 14 aprile 2026

Massime della Corte di cassazione

26 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 9539/2026

    Accettazione dell'eredità (pura e semplice) › Con beneficio di inventario › Liquidazione dell'eredità

    Declaratoria di decadenza dell'erede dal beneficio di inventario ex art. 779, comma 4, c.p.c. - Legittimazione ad agire - Prova del credito - Irrilevanza - Presentazione della preventiva dichiarazione di credito nella fase camerale - Sufficienza.

    Ai fini della legittimazione ad agire in sede contenziosa per la declaratoria di decadenza dell'erede dal beneficio di inventario, ai sensi dell'art. 779, comma 4, c.p.c., non occorre la prova del credito, essendo sufficiente la presentazione della preventiva dichiarazione di credito nella fase camerale della procedura liquidatoria.

    Rv. 678848-01Rassegna di marzo 2026, p. 160Art. 509 c.c. · Art. 779 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 7709/2026

    Accettazione dell'eredità (pura e semplice) › Con beneficio di inventario › Effetti

    Limitazione della responsabilità per debiti ereditari "intra vires" - Accertamento della qualità di erede beneficiato nel giudizio di cognizione - Necessità - Deducibilità della qualità di erede beneficiato per la prima volta in sede di giudizio di legittimità o in sede esecutiva - Esclusione.

    L'erede che abbia accettato con beneficio di inventario, ove sia convenuto dal creditore del de cuius per l'intera pretesa, deve, al fine di contenere intra vires la propria responsabilità per i debiti ereditari, far valere tale propria qualità mediante una difesa che si configura in termini di eccezione in senso lato, la quale, comportando un accertamento in fatto, è liberamente invocabile anche in appello e rilevabile d'ufficio dal giudice soltanto nel giudizio di cognizione, cosicché, una volta che la questione non sia stata sollevata dalla parte, né rilevata dal giudice, nei gradi di merito, la sua deduzione risulta preclusa sia in sede esecutiva che nel giudizio di legittimità.

    Rv. 679054-02Rassegna di marzo 2026, p. 147Art. 484 c.c. · Art. 490 c.c. · Art. 360 c.p.c. · Art. 615 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 6313/2026

    Petizione di eredità (nozione, distinzioni) › Litisconsorzio (integrazione del contraddittorio)

    Sebbene l'azione di petizione ereditaria non richieda il litisconsorzio necessario di tutti gli eredi, qualora essa sia proposta sul presupposto della falsità, nullità o annullabilità del testamento, ricorre il litisconsorzio necessario di tutti gli eventuali eredi legittimi e, ove venga in rilievo anche l'accertamento della validità di altro testamento, di tutti gli eredi testamentari ivi indicati, in quanto la pronuncia incide sul rapporto unitario dedotto in giudizio relativo allo status di erede.

    Classificata anche sotto: Procedimento civile › Litisconsorzio

    Rv. 677473-01Rassegna di marzo 2026, p. 129Art. 533 c.c. · Art. 102 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 5781/2026

    Eredità giacente › Curatore › Obblighi

    Curatore dell'eredità giacente - Cause che riguardano l'eredità - Legittimazione processuale - Sussistenza - Fondamento - Conseguenze - Provvedimento pronunciato in difetto di contraddittorio con il curatore - Nullità.

    In tema di eredità giacente, il curatore, pur non essendo rappresentante del chiamato all'eredità, è comunque legittimato, attivamente e passivamente, in tutte le cause concernenti la stessa e il cui svolgimento rientra negli scopi che la sua attività è destinata a realizzare in rapporto agli interessi che ne rappresentano il presupposto, durante il periodo di giacenza, cosicché, in tali ipotesi, va dichiarata, anche d'ufficio, la nullità, per difetto di contraddittorio, del provvedimento emesso all'esito di un giudizio a cui il curatore non sia stato chiamato a partecipare.

    Rv. 677466-01Rassegna di marzo 2026, p. 125Art. 529 c.c. · Art. 101 c.p.c. · Art. 102 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 3267/2026

    Accettazione dell'eredità (pura e semplice) › Modi › Tacita

    La mancata impugnazione della sentenza notificata collettivamente e impersonalmente ai chiamati all'eredità nell'ultimo domicilio del defunto, ai sensi dell'art. 303, comma 2, c.p.c., non integra accettazione tacita dell'eredità, trattandosi di un comportamento meramente inerte, dal quale non può desumersi in alcun modo una manifestazione di volontà.

    Classificata anche sotto: Procedimento civile › Interruzione del processo

    Rv. 677828-01Rassegna di febbraio 2026, p. 81Art. 303 c.p.c. · Art. 476 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 2645/2026

    Petizione di eredità (nozione, distinzioni) › Effetti

    Il principio della presunzione di buona fede di cui all'art. 1147 c.c. ha portata generale e non limitata all'istituto del possesso in relazione al quale è enunciato; pertanto, poiché l'art. 535 cod. civ. stabilisce che le disposizioni in materia di possesso si applichino anche al possessore dei beni ereditari, chi agisce, con l'azione di petizione, per la rivendicazione dei beni ereditari - eventualmente previo annullamento del testamento in base al quale è stato chiamato all'eredità il possessore di buona fede - non può pretendere da quest'ultimo il risarcimento dei danni, ma soltanto i frutti indebitamente percepiti, nei limiti fissati dall'art. 1148 c.c.

    Classificata anche sotto: Possesso

    Rv. 677302-01Rassegna di febbraio 2026, p. 44Art. 1147 c.c. · Art. 1148 c.c. · Art. 535 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 1551/2026

    Accettazione dell'eredità (pura e semplice) › Con beneficio di inventario › Chiamato possessore di beni ereditari

    Coniuge superstite - Permanenza nell’abitazione familiare dopo l'apertura della successione ab intestato - Qualificazione quale legittimo esercizio del diritto di abitazione ex art. 540, comma 2, c.c. - Possesso di beni ereditari - Configurabilità - Esclusione - Conseguenze - Effetti di cui all'art. 485, comma 2, c.c. - Inapplicabilità.

    La permanenza del coniuge superstite nella casa familiare dopo l'apertura della successione ab intestato costituisce legittimo esercizio del diritto d'abitazione ex art. 540, comma 2, c.c., con conseguente impossibilità di attribuire, alla relazione materiale fra il coniuge e l'immobile, la qualifica di possesso dei beni ereditari da parte di un chiamato all'eredità, agli effetti di cui all'art. 485 c.c..

    Rv. 677556-01Rassegna di gennaio 2026, p. 55Art. 485 c.c. · Art. 540 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 1551/2026

    Accettazione dell'eredità (pura e semplice) › Con beneficio di inventario › Chiamato possessore di beni ereditari

    Successione ab intestato - Chiamata in concorso del coniuge e dei figli conviventi - Permanenza nell'abitazione familiare dei figli con il coniuge superstite titolare del diritto di abitazione ex art. 540, comma 2, c.c. - Fondamento - Possesso di beni ereditari ex art. 485 c.c. in capo ai figli - Configurabilità - Esclusione - Fondamento - Relazione familiare.

    In tema di successione ab intestato, la permanenza dei figli nell'abitazione familiare unitamente al genitore superstite non costituisce espressione del possesso dei beni ereditari agli effetti di cui all'art. 485 c.c., in quanto la relazione familiare con i genitori, che giustificava tale permanenza prima dell'apertura della successione, prosegue nel rapporto con il genitore superstite titolare del diritto d'abitazione.

    Rv. 677556-02Rassegna di gennaio 2026, p. 56Art. 485 c.c. · Art. 540 c.c. · Art. 649 c.c. · Art. 1140 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 32703/2025

    Rappresentazione (nozione) › Effetti › Estensione

    Successioni mortis causa - Rinuncia all'eredità da parte di un chiamato e convenzione tra i chiamati della medesima eredità - Efficacia della rinuncia nei rapporti interni - Condizioni - Fondamento.

    Rinunzia all'eredità

    In tema di successioni, la regolamentazione degli effetti della rinuncia all'eredità di uno dei chiamati - stabilita con convenzione tra gli stessi nei loro rapporti interni - presuppone che il rinunciante non abbia già acquisito la qualità di erede; una volta avvenuto l'acquisto, opera il principio semel heres, semper heres, che rende inefficace ogni rinuncia successiva.

    Rv. 676532-01Rassegna di dicembre 2025, p. 67Art. 459 c.c. · Art. 470 c.c. · Art. 474 c.c. · Art. 519 c.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 30820/2025

    Accettazione dell'eredità (pura e semplice) › Con beneficio di inventario › Liquidazione dell'eredità

    Procedura concorsuale ex art. 499 c.c. - Natura solo esecutiva - Sussistenza - Reclamo ex art. 501 c.c. - Funzioni - Funzione di accertamento del credito - Sussistenza - Ragioni - Conseguenze.

    In tema di liquidazione dell'eredità beneficiata, la natura solo esecutiva della procedura concorsuale dettata dall'art. 499 c.c. non esclude che il reclamo di cui all'art. 501 c.c. possa assolvere alla duplice funzione di controllo dello stato di graduazione formato dal notaio all'esito della presentazione delle dichiarazioni di credito, al quale anche i creditori che non ne hanno inoltrate hanno interesse, e di accertamento del credito, poiché l'atto redatto dal notaio ha natura meramente ricognitiva, e dalla proposizione di detto reclamo mediante atto di citazione deriva l'instaurazione di un autonomo processo di cognizione, dal cui esito non può conseguire di per sé l'inserimento di creditori e legatari nello stato di graduazione, il quale è condizionato dalla tempestiva presentazione della dichiarazione di credito, avuto riguardo alla distinzione fra creditori prevista dall'art. 502, comma 3, c.c.

    Rv. 676980-01Rassegna di novembre 2025, p. 57Art. 498 c.c. · Art. 499 c.c. · Art. 501 c.c. · Art. 502 c.c.Dove leggere la sentenza

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per voce da RatioLegis.

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da RatioLegis.

  • Sentenza n. 41/2006Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 102 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale del combinato disposto degli articoli 38 e 102 del codice di procedura civile, nella parte in cui, in ipotesi di litisconsorzio necessario, consente di ritenere improduttiva di effetti l'eccezione di incompetenza territoriale derogabile proposta non da tutti i litisconsorti convenuti. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo del…

  • Sentenza n. 177/2022Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 269 c.c.

    Dispositivo: dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 269, primo comma, del codice civile sollevate - in riferimento agli artt. 2, 3, 24, 29, 30, 111 e 117, primo comma, della Costituzione, quest'ultimo in relazione all'art. 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata…

  • Ordinanza n. 113/2012Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 303 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 303, secondo comma, del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli articoli 3, primo comma, 24, primo comma e 111, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Napoli con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Pal…

  • Ordinanza n. 39/1998Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 269 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 269, secondo comma, del codice civile e 118 del codice di procedura civile sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3, 13, 30 e 32 della Costituzione, dal giudice istruttore del tribunale per i minorenni di Salerno con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede dell…

  • Sentenza n. 310/1989Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 540 c.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 565 e 582 del codice civiile, sollevata, in riferimento agli artt. 2 e 3 della Costituzione, dal Tribunale di Roma con l'ordinanza indicata in epigrafe; Dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 540, secondo comma, del codice civile, sollevata, in riferimento ai citati ar…

  • Sentenza n. 192/1983Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2697 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 1 legge 23 ottobre 1960, n. 1369, 414, n. 4, cod. proc. civ. e 2697 cod. civ., sollevata in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione con l'ordinanza del Pretore di Torino indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da RatioLegis. Le Rassegne raccolte sono 11, da gennaio 2025 a marzo 2026. Fonti e metodologia