Corte di cassazione · Massimario

Possesso

Voce 125 della classificazione del Massimario

17 massime, da pronunce dal 9 gennaio 2025 al 30 aprile 2026

Sottovoci

Come il Massimario suddivide la voce, con il numero di massime. Quelle con una pagina propria raccolgono lì le loro massime.

  • Effetti9 massime
  • Azioni a difesa del possesso3 massime
  • Acquisto2 massime
  • Atti di tolleranza (prova mancanza "animus domini")1 massima
  • Buona o mala fede1 massima
  • Detenzione (dell'appaltatore, del conduttore, del custode, del magazziniere)1 massima

Massime della Corte di cassazione

17 massime classificate sotto questa voce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 12029/2026

    Azioni a difesa del possesso › Reintegrazione da spoglio › Oggetto della tutela › Servitù

    Servitù di parcheggio - Tutela possessoria ex art. 1168 c.c. - Spoglio - Modalità.

    Ai fini della tutela possessoria ex art. 1168 c.c., lo spoglio può avere ad oggetto anche l'esercizio di una signoria di fatto sul bene corrispondente ad una servitù di parcheggio e, dunque, può realizzarsi anche con modalità tali da precludere al possessore la possibilità di transito attraverso un passaggio a ciò destinato, indipendentemente dalla sussistenza o meno della titolarità del corrispondente diritto reale.

    Classificata anche sotto: Servitù

    Rv. 677934-01Rassegna di marzo 2026, p. 187Art. 1027 c.c. · Art. 1028 c.c. · Art. 1063 c.c. · Art. 1065 c.c. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 11403/2026

    Effetti › Usucapione

    Servitù altius non tollendi - Usucapione - Individuazione del dies a quo - Trasformazione dell’opera - Conseguenze - Fattispecie.

    In materia di servitù altius non tollendi ed ai fini di individuare il dies a quo per l'usucapione del diritto di mantenere un manufatto in violazione della stessa, deve farsi riferimento al momento nel quale il manufatto viene ad esistenza, in forza della realizzazione di elementi strutturali ed essenziali: in caso di successiva trasformazione dell'opera, in forza del principio "tantum praescriptum quantum possessum", decorre un nuovo termine per l'usucapione in corrispondenza con la realizzazione della diversa opera. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso l'usucapione del diritto al mantenimento di un manufatto in muratura e legno da ultimo realizzato, per non essere trascorsi venti anni dal momento nel quale lo stesso era venuto ad esistenza, risultando irrilevante - e, quindi, non cumulabile - il periodo di mantenimento in loco di diversa e precedente struttura, rimuovibile, con tamponature in alluminio e vetro).

    Classificata anche sotto: Servitù

    Rv. 677924-01Rassegna di marzo 2026, p. 181Art. 1031 c.c. · Art. 1127 c.c. · Art. 1158 c.c. · Art. 1165 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 3736/2026

    Effetti › Usucapione › Interversione del possesso

    Prova dell'usucapione - Fondi destinati ad un utilizzo diverso da quello agricolo - Recinzione del fondo - Elemento dirimente dell’animus rem sibi habendi - Esclusione.

    In tema di usucapione, quando la domanda di accertamento dell'intervenuta usucapione riguardi fondi funzionalmente o strutturalmente destinati ad un utilizzo diverso da quello agricolo, la recinzione non può ritenersi un elemento dirimente ai fini della prova dell'animus rem sibi habendi.

    Rv. 677309-01Rassegna di febbraio 2026, p. 58Art. 1140 c.c. · Art. 1158 c.c. · Art. 2697 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 2645/2026

    Buona o mala fede › Presunzione di buona fede

    Azione di petizione ereditaria - Disposizioni in materia di possesso - Applicabilità - Conseguenze - Diritto al risarcimento del danno - Esclusione - Diritto ai frutti indebitamente percepiti - Sussistenza - Limiti.

    Il principio della presunzione di buona fede di cui all'art. 1147 c.c. ha portata generale e non limitata all'istituto del possesso in relazione al quale è enunciato; pertanto, poiché l'art. 535 cod. civ. stabilisce che le disposizioni in materia di possesso si applichino anche al possessore dei beni ereditari, chi agisce, con l'azione di petizione, per la rivendicazione dei beni ereditari - eventualmente previo annullamento del testamento in base al quale è stato chiamato all'eredità il possessore di buona fede - non può pretendere da quest'ultimo il risarcimento dei danni, ma soltanto i frutti indebitamente percepiti, nei limiti fissati dall'art. 1148 c.c.

    Classificata anche sotto: Successioni "mortis causa" › Disposizioni generali

    Rv. 677302-01Rassegna di febbraio 2026, p. 44Art. 1147 c.c. · Art. 1148 c.c. · Art. 535 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 34222/2025

    Azioni a difesa del possesso › Azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) › Giudizio possessorio e petitorio (rapporto) › Limiti dell'indagine possessoria › Feci, sed iure feci

    Spoglio e manutenzione - Assenza di contestazione del compossesso e contestuale deduzione di esercizio in proprio danno - Eccezione feci sed iure feci - Dovere del giudice di considerare sia la deduzione relativa al diritto di proprietà che quella del contenuto del titolo - Sussistenza - Fondamento.

    In tema di compossesso, nell'ipotesi in cui l'attore, pur riconoscendo l'esistenza di un compossesso del convenuto, assuma che questi ne abbia esteso la sfera in suo danno, e, correlativamente, il convenuto, anziché contestare il fatto attribuitogli, assume di averlo compiuto nel legittimo esercizio di un suo diritto, il giudice è tenuto a prendere in considerazione, sia pure ai soli fini del possesso, non soltanto le deduzioni delle parti relative alla proprietà, ma anche il contenuto del titolo dal quale si assume derivare la liceità del comportamento denunciato con l'azione possessoria, onde stabilire, attraverso l'accertamento della consistenza del compossesso, se il comportamento asserito lesivo abbia o no esorbitato dai limiti consentiti dal titolo stesso.

    Rv. 677539-02Rassegna di dicembre 2025, p. 79Art. 1170 c.c. · Art. 1117 c.c. · Art. 1140 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 33074/2025

    Azioni a difesa del possesso › Azioni possessorie (nozione, differenza con le azioni di nunciazione, distinzioni) › Termine utile

    Spoglio o turbativa posti in essere con una pluralità di atti - Termine per proporre l'azione possessoria - Decorrenza.

    Nel caso di spoglio o turbativa posti in essere con una pluralità di atti, il termine utile per l'esperimento dell'azione possessoria decorre dal primo di essi soltanto se quelli successivi, essendo strettamente collegati e connessi, devono ritenersi prosecuzione della stessa attività; altrimenti, quando ogni atto - presentando caratteristiche sue proprie - si presta ad essere considerato isolatamente, il termine decorre dall'ultimo atto.

    Rv. 676533-01Rassegna di dicembre 2025, p. 72Art. 1168 c.c. · Art. 1170 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 32186/2025

    Effetti › Usucapione › Di beni immobili e diritti reali immobiliari

    Fatto costitutivo - Non contestazione o puntuale ammissione - Da parte di uno solo dei litisconsorti necessari - Valenza ex art. 115, comma 1, c.p.c. - Esclusione - Fattispecie in tema di possesso ad usucapionem.

    In tema di litisconsorzio necessario, la mancata specifica contestazione di un fatto costitutivo del diritto dedotto da uno dei contendenti, o anche la puntuale ammissione di tale fatto, ove provenienti solo da alcuni dei litisconsorti, non sono idonee a rendere incontroverso e non più bisognoso di prova il fatto medesimo, ai sensi dell'art. 115, comma 1, c.p.c.. (Fattispecie in cui la non contestazione concerneva il possesso utile ad usucapionem).

    Classificata anche sotto: Prova civile › Poteri (o obblighi) del giudice

    Rv. 676482-01Rassegna di dicembre 2025, p. 65Art. 2697 c.c. · Art. 102 c.p.c. · Art. 115 c.p.c. · Art. 1158 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 31573/2025

    Effetti › Usucapione

    Possesso idoneo ad usucapire - Acquisizione a seguito di atto traslativo di immobile nullo perché privo della forma scritta - Ammissibilità - Fondamento - Fattispecie.

    Ai fini dell'usucapione, il possesso del bene può essere acquisito anche a seguito di atto traslativo della proprietà che sia nullo, in quanto, anche dopo l'invalido trasferimento della proprietà, l'accipiens può possedere il bene animo domini, ed anzi proprio la circostanza che la traditio sia stata eseguita in virtù di un contratto che, pur invalido, era comunque volto a trasferire la proprietà del bene, costituisce elemento idoneo a far ritenere che il rapporto di fatto instauratosi tra l'accipiens e la res tradita sia sorretto dall'animus rem sibi habendi. (Fattispecie in materia di compravendita nulla perché conclusa a trattativa privata in violazione dell'art. 108 l.fall.).

    Rv. 676470-01Rassegna di dicembre 2025, p. 57Art. 1140 c.c. · Art. 1158 c.c. · Art. 1350 c.c. · Art. 108 fallimentoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 31126/2025

    Atti di tolleranza (prova mancanza "animus domini")

    Rapporti di parentela - Godimento di lunga durata - Rilevanza - Esclusione - Fattispecie.

    In tema di usucapione, per stabilire se un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o altro diritto reale sia stata compiuta con l'altrui tolleranza e sia quindi inidonea all'acquisto del possesso, la lunga durata dell'attività medesima può integrare un elemento presuntivo nel senso dell'esclusione della tolleranza solo in assenza di rapporti particolari tra le parti, quali quelli di parentela, in base ai quali è legittimo dedurre l'esistenza di una mera detenzione.(Nella specie, la S.C. ha escluso che l'avere modificato e ristrutturato l'immobile per adibirlo ad uso proprio del ricorrente e ad esercizio di attività commerciale, pur in presenza di detenzione ultraventennale dei beni, costituissero atti di interversione del possesso alla luce dello stretto legame di parentela con il proprietario dell'immobile, padre del ricorrente).

    Rv. 676320-01Rassegna di novembre 2025, p. 62Art. 1140 c.c. · Art. 1144 c.c. · Art. 1158 c.c. · Art. 2729 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 28443/2025

    Effetti › Diritti e obblighi del possessore › Restituzione della cosa › Indennità per miglioramenti ed addizioni

    Immobile adibito a casa familiare o in godimento del nucleo familiare di proprietà esclusiva dell'altro coniuge - Migliorie o ampliamenti apportati a spese del coniuge non proprietario - Diritto all'indennità per l'aumento di valore e al rimborso delle spese - Esclusione - Ragioni.

    Al coniuge che, in costanza di matrimonio, provveda a sue spese ad eseguire migliorie o ampliamenti sull'immobile di proprietà esclusiva dell'altro coniuge ed adibito a casa familiare, o comunque in godimento al nucleo familiare, non può essere riconosciuta la qualità di possessore o compossessore del bene ma, in quanto componente del nucleo familiare, la titolarità, su di esso, di un diritto personale di godimento, di natura atipica e fondato sull'esistenza dell'unione familiare, con esclusione, pertanto, del diritto al rimborso ed alle indennità previsti in favore del possessore dall'art. 1150 c.c.

    Rv. 676933-01Rassegna di ottobre 2025, p. 68Art. 1150 c.c.Dove leggere la sentenza

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per voce da RatioLegis.

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa voce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da RatioLegis.

  • Sentenza n. 25/1992Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 1168 c.c.

    Dispositivo: Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 705, primo comma, cod. proc. civ., nella parte in cui subordina la proposizione del giudizio petitorio alla definizione della controversia possessoria e all'esecuzione della decisione nel caso che ne derivi o possa derivarne un pregiudizio irreparabile al convenuto; Dichiara inammissibile la questione di illegittimità costituziona…

  • Ordinanza n. 389/2005Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 619 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli articoli 619, 163, numero 7, 164, primo comma, e combinato disposto degli artt. 166 e 167, secondo comma, del codice di procedura civile sollevata, in riferimento all'articolo 3 della Costituzione, dal Tribunale di Venezia, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzional…

  • Ordinanza n. 51/2003Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1168 c.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1168 del codice civile sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 42 della Costituzione, dal Tribunale di Ancona - sezione distaccata di Jesi - con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 febbraio 2003. F.to: Riccardo CHIEPPA, Pr…

  • Ordinanza n. 351/2001Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 115 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 4, comma ottavo, della legge 1 dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), nel testo modificato dall'art. 8 della legge 6 marzo 1987, n. 74, nonché degli articoli 115, 116, 166 e 167 del codice di procedura civile sollevata, in riferimento agli articoli 2, 3,…

  • Ordinanza n. 83/2001Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 1168 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1168 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 41, 42, 43, 44 e 97 della Costituzione, dal tribunale di Ancona, sezione distaccata di Jesi, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 19 marzo 20…

  • Ordinanza n. 219/2000Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 619 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli articoli 2909 del codice civile e 619 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione, dal giudice dell'esecuzione del Tribunale di Spoleto, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale,…

  • Ordinanza n. 158/2000Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 1168 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1168 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal pretore di Roma con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 maggio 2000. Il Presidente: Mirabelli Il redattore: Rupert…

  • Ordinanza n. 290/1996Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1170 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1170, secondo comma, del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Pretore di Lecce con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'11 luglio 1996. Il Presidente: Ferri Il redattor…

  • Ordinanza n. 151/1990Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 1170 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1170 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Pretore di Cosenza con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 marzo 1990. Il Presidente: SAJA Il redattore: M…

  • Ordinanza n. 121/1986Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 619 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 52, secondo comma, lett. b, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 e 619 c.p.c., in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., sollevata con l'ordinanza in epigrafe dal Pretore di Foggia. Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 ap…

  • Sentenza n. 192/1983Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2697 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 1 legge 23 ottobre 1960, n. 1369, 414, n. 4, cod. proc. civ. e 2697 cod. civ., sollevata in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione con l'ordinanza del Pretore di Torino indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da RatioLegis. Le Rassegne raccolte sono 11, da gennaio 2025 a marzo 2026. Fonti e metodologia