Istituzione del giudice di pace

Art. 7 — Durata dell'ufficio e conferma del giudice di pace

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In attesa della complessiva riforma dell'ordinamento dei giudici di pace, il magistrato onorario che esercita le funzioni di giudice di pace dura in carica quattro anni e puo' essere confermato per un secondo mandato di quattro anni e per un terzo mandato di due anni. I giudici di pace confermati per un ulteriore periodo di quattro anni in applicazione dell'articolo 20 della legge 13 febbraio 2001, n. 48, al termine del biennio possono essere confermati per un ulteriore mandato di due anni, salva comunque la cessazione dall'esercizio delle funzioni al compimento del settantacinquesimo anno di eta'. 18 Per la conferma non e' richiesto il requisito del limite massimo di eta' previsto dall'articolo 5, comma 1, lettera f). Tuttavia l'esercizio delle funzioni non puo' essere protratto oltre il settantacinquesimo anno di eta'. Una ulteriore nomina non e' consentita se non decorsi quattro anni dalla cessazione del precedente incarico. In deroga a quanto previsto dagli articoli 4 e 4-bis, alla scadenza del primo quadriennio il consiglio giudiziario, integrato ai sensi del comma 2 dell'articolo 4, nonche' da un rappresentante dei giudici di pace del distretto, esprime un giudizio di idoneita' del giudice di pace a svolgere le funzioni per il successivo quadriennio. Tale giudizio costituisce requisito necessario per la conferma e viene espresso sulla base dell'esame a campione delle sentenze e dei verbali di udienza redatti dal giudice onorario oltre che della quantita' statistica del lavoro svolto. La conferma viene disposta con decreto del Ministro della giustizia, previa deliberazione del Consiglio superiore della magistratura. Le domande di conferma ai sensi del presente articolo hanno la priorita' sulle domande previste dagli articoli 4 e 4-bis e sulla richiesta di trasferimento prevista dall'articolo 10-ter. 9

Gli interventi su questo articolo(2)

Non fanno parte del testo della norma: dicono quale atto l’ha modificata e che cosa ha disposto. Quale versione sia nata da quale intervento il testo non lo dice, e non lo deduciamo.

L. 13 febbraio 2001, n. 48

9

La L. 13 febbraio 2001, n. 48 ha disposto (con l'art. 20, comma 1) che "Anche in deroga a quanto previsto dall'articolo 7 della legge 21 novembre 1991, n. 374, e successive modificazioni, il magistrato onorario che, dopo essere stato confermato, esercita le funzioni di giudice di pace alla data di entrata in vigore della presente legge puo' essere ulteriormente confermato per un periodo di altri due anni dopo il termine dell'incarico."

L. 24 dicembre 2012, n. 228

18

La L. 24 dicembre 2012, n. 228 ha disposto (con l'art. 1, comma 395) che "I giudici onorari e i vice procuratori onorari il cui mandato scade il 31 dicembre 2012 e per i quali non e' consentita un'ulteriore conferma secondo quanto previsto dall'articolo 42-quinquies, primo comma, dell'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, nonche' i giudici di pace il cui mandato scade entro il 31 dicembre 2013 e per i quali non e' consentita un'ulteriore conferma secondo quanto previsto dall'articolo 7, comma 1, della legge 21 novembre 1991, n. 374, e successive modificazioni, sono ulteriormente prorogati nell'esercizio delle rispettive funzioni a fare data dal 1° gennaio 2013, fino alla riforma organica della magistratura onoraria e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2013".

Testo in vigore dal 1 gennaio 2013 al 1 marzo 2014

Corte costituzionale

1 pronuncia ha deciso una questione su questo articolo. Una questione respinta non modifica la norma.

  • Ordinanza n. 23/2023

    Altra decisione
    14 febbraio 2023

    Quando le modifiche normative sopravvenute incidono profondamente sull'ordito logico che sta alla base della censura avanzata o apportano al quadro normativo considerevoli cambiamenti, è necessario restituire gli atti al giudice a quo , spettando a quest'ultimo effettuare una nuova valutazione circa la rilevanza e la non manifesta infondatezza della questione sollevata. ( Precedenti: O. 227/2022 - mass. 45139; O. 97/2022 - mass. 44823; S. 125/2018 - mass. 41329; O. 200/2017 - mass. 39445; O. 145/2017 - mass. 40054; O. 163/2016 - 38959 ). (Nel caso di specie, è ordinata la restituzione degli atti al Tribunale di Brescia, in funzione di giudice del lavoro, per una nuova valutazione, alla luce dello ius superveniens , circa la rilevanza e la non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 7 della legge n. 374 del 1991 e dell'art. 1 del d.lgs. n. 92 del 2016 - sollevata in riferimento all'art. 117, primo comma, Cost. - nella parte in cui consentono il conferimento, senza soluzione di continuità, di incarichi quadriennali ai giudici di pace per un periodo complessivo anche ultraventennale. Le sopravvenienze di cui alla legge n. 234 del 2021, art. 1, commi da 629 a 633 e alla sentenza della Corte di giustizia 7 aprile 2022, in causa C-236/20, PG, incidono profondamente sull'ordito logico che sta alla base della censura avanzata e, comunque, apportano al quadro normativo considerevoli cambiamenti).

    Art. 117 cost. · Art. 3 cost. · Art. 24 cost. · Art. 36 cost.

    Leggi la pronuncia
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Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

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Citate insieme nelle massime

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