Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Tributi (in generale)

Repressione delle violazioni delle leggi finanziarie

Sottovoce della voce 177 nella classificazione del Massimario

36 massime, da pronunce dal 19 gennaio 2025 al 29 aprile 2026

Massime della Corte di cassazione

36 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 11824/2026

    Sanzioni civili e amministrative › Prescrizione

    Il termine di prescrizione delle sanzioni tributarie - indipendentemente dal fatto che siano state comminate contestualmente all'atto impositivo - è quinquennale, ai sensi della speciale disposizione di cui all'art. 20, comma 3, del d.lgs. n. 472 del 1997, non trovando applicazione, invece, l'art. 24 del medesimo d.lgs. che attiene alla sola fase esecutiva.

    Classificata anche sotto: Riscossione delle imposte › Riscossione delle imposte sui redditi (disciplina posteriore alla riforma tributaria del 1972)

    Rv. 678708-01Rassegna di marzo 2026, p. 422Art. 2946 c.c. · Art. 20 Sanzioni tributarieDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 11038/2026

    Sanzioni civili e amministrative

    Contributo unificato - Omesso pagamento - Sanzione - Atto di irrogazione ex art. 16 del d.P.R. n. 115 del 2002 - Necessità - Fondamento.

    Nel caso di omesso o insufficiente pagamento del contributo unificato, l'irrogazione, da parte dell'Ufficio competente al recupero, della sanzione amministrativa, commisurata al numero dei giorni di ritardo, deve avvenire, ai sensi dell'art. 16, comma 1-bis, del d.P.R. n. 115 del 2002, con atto separato rispetto all'invito di pagamento.

    Rv. 677960-01Rassegna di marzo 2026, p. 413Art. 16 Testo unico spese di giustizia. (Testo A) · Art. 71 Testo unico l'imposta di registro · Art. 17 Sanzioni tributarieDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 9268/2026

    Sanzioni civili e amministrative

    Sanzioni tributarie - Cumulo giuridico - Applicabilità alle ipotesi di infedele denuncia e insufficiente versamento delle imposte ICI e IMU - Sussistenza - Ragioni.

    In tema di sanzioni tributarie, ai sensi dell'art. 12, comma 5, del d.lgs. n. 472 del 1997, come modificato dall'art. 2, comma 1, lett. a), del d.lgs. n. 99 del 2000, l'istituto del cumulo giuridico si applica anche tra illeciti accertati per infedele denuncia e insufficiente versamento relativi all'ICI e i medesimi illeciti relativi all'IMU, potendo ritenersi della medesima indole le violazioni delle rispettive normative fiscali, in ragione dell'identità di ratio e di presupposti della pretesa impositiva.

    Rv. 677577-01Rassegna di marzo 2026, p. 392Art. 12 Sanzioni tributarieDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 9236/2026

    Sanzioni civili e amministrative › Prescrizione

    Accise - Art. 15 del d.lgs. n. 504 del 1995 ratione temporis applicabile - Spostamento del dies a quo della prescrizione - Comportamenti omissivi - Nozione - Omesso versamento dell’accisa dovuta o mancata dichiarazione - Esclusione - Specifica attività idonea ad impedire i controlli - Necessità.

    In tema di accise, i "comportamenti omissivi", cui l'art. 15 del d.lgs. n. 504 del 1995, nel testo vigente ratione temporis, fa richiamo al fine di ancorare la decorrenza della prescrizione al momento della scoperta del fatto illecito, non consistono nel mancato versamento dell'imposta dovuta né nella mera mancata dichiarazione - i quali, in quanto comportamenti omissivi tipici, rientrano nell'ambito della previsione generale di cui al comma 1 del medesimo art. 15 - bensì nel mancato compimento di una specifica attività, prevista per legge, idonea ad impedire all'Amministrazione di procedere ai conseguenti controlli, solo in tal caso legittimandosi lo spostamento del dies a quo del termine di prescrizione.

    Classificata anche sotto: Tributi erariali diretti

    Rv. 677644-01Rassegna di marzo 2026, p. 390Art. 15 Testo unico le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrativeDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 9079/2026

    Sanzioni civili e amministrative

    Accise – Energia Elettrica – Omesso o tardivo versamento - Indennità di mora di cui all'art. 3, comma 4, T.U. accise - Sanzione di cui all'art. 13 del d.lgs. n. 471 del 1997 - Applicabilità cumulativa - Fondamento.

    In tema di accisa sull'energia elettrica, in caso di mancato o ritardato pagamento, è dovuto il pagamento tanto della sanzione amministrativa, ai sensi dell'art. 13 del d. lgs. n. 471 del 1997, quanto dell'indennità di mora e degli interessi per il ritardato pagamento, di cui all'art. 3, comma 4, del d. lgs. n. 504 del 1995, atteso che tale ultima somma, avendo una distinta e autonoma natura risarcitoria, è cumulabile con la citata sanzione tributaria generale. (Nel caso di specie, la S.C. ha cassato il provvedimento impugnato che aveva qualificato come sanzionatoria la previsione di debenza di indennità di mora ed interessi, ritenendola pertanto non cumulabile con la prevista sanzione per il medesimo titolo).

    Rv. 677640-01Rassegna di marzo 2026, p. 386Art. 3 Testo unico le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrativeDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 8960/2026

    Sanzioni civili e amministrative

    Ravvedimento operoso - Art. 13, comma 1-ter del d.lgs. n. 472 del 1997, come modificato dal d.l. n. 193 del 2016 - Applicazione retroattiva - Limiti.

    In tema di sanzioni per violazione delle norme doganali o sulle accise, l'art. 13, comma 1-ter, del d.lgs. n. 472 del 1997, come modificato dal d.l. n. 193 del 2016, conv. con modif. dalla l. n. 225 del 2016 - che ha reso possibile, anche per i tributi doganali e le accise, avvalersi del ravvedimento operoso nonostante l'inizio dei controlli da parte dell'Ufficio, purché non siano già stati notificati avvisi di pagamento o atti di accertamento - non è applicabile ove l'atto di contestazione ed irrogazione della sanzione sia stato notificato prima dell'entrata in vigore della suddetta modifica, essendosi, in tal caso, già realizzato l'effetto preclusivo stabilito dal comma 1 del medesimo art. 13.

    Rv. 678247-01Rassegna di marzo 2026, p. 386Art. 13 Sanzioni tributarie · Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 6441/2026

    Sanzioni civili e amministrative

    Concorso di violazioni e continuazione - Avvisi contenenti irrogazioni di sanzioni della stessa indole - Impugnazione in distinti giudizi - Determinazione della sanzione complessiva - Competenza - Giudice dell'ultimo processo - Limiti.

    In tema di sanzioni amministrative per violazione di norme tributarie, ai sensi dell'art. 12, comma 5, del d.lgs. n. 472 del 1997, in caso di giudizi separati relativi ad avvisi contenenti irrogazione di sanzioni della stessa indole, commesse in periodi di imposta diversi, l'ultimo giudice è competente a rideterminare la "sanzione complessiva" fino a che le precedenti sentenze non siano passate in giudicato.

    Rv. 678157-01Rassegna di marzo 2026, p. 348Art. 12 Sanzioni tributarieDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., sent. n. 5986/2026

    Sanzioni civili e amministrative

    Anche nel regime anteriore all'entrata in vigore dell'art. 10 del d.lgs. n. 173 del 2024, l'intrasmissibilità ai soci delle sanzioni amministrative tributarie irrogate alla società estinta, discendente dall'art. 7 del d.l. n. 269 del 2003 (conv. con modif. dalla l. n. 326 del 2003) e dai principi di personalità e proporzionalità che le assistono, è rilevabile d'ufficio dal giudice, trattandosi di elemento conformativo della fattispecie astratta e non di fatto estintivo o impeditivo della pretesa sanzionatoria, dovendosi, peraltro escludere tale intrasmissibilità laddove difetti un'effettiva terzietà o l'alterità soggettiva tra ente e socio, per avere quest'ultimo posto in essere un abuso dello schermo della personalità giuridica.

    Classificata anche sotto: Società › Di capitali

    Rv. 677693-01Rassegna di marzo 2026, p. 346Art. 2495 c.c. · Art. 10 Testo unico sanzioni tributarie amministrative e penaliDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 6077/2026

    Sanzioni civili e amministrative

    Sanzioni amministrative tributarie - Omissione della dichiarazione dei redditi da parte di professionista incaricato - Responsabilità del contribuente - Limiti - Prova della vigilanza sull'operato del professionista - Necessità.

    In tema di sanzioni per violazioni di disposizioni tributarie, la prova dell'assenza di colpa grava, secondo le regole generali dell'illecito amministrativo, sul contribuente, il quale risponde per l'omessa presentazione della dichiarazione dei redditi da parte del professionista incaricato della relativa trasmissione telematica, qualora non dimostri di aver vigilato su quest'ultimo.

    Rv. 678153-01Rassegna di marzo 2026, p. 346Art. 5 Sanzioni tributarie · Art. 2697 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 5635/2026

    Sanzioni civili e amministrative

    Commercialista consulente tributario di una società - Trasmissione telematica di dichiarazioni da lui non redatte - Concorso ex art. 9 d.lgs. n. 472 del 1997 - Sussistenza - Fondamento.

    In tema di sanzioni tributarie, il concorso di persone di cui all'art. 9 del d.lgs. n. 472 del 1997, è configurabile in capo al commercialista, per violazioni tributarie relative alla società (con o senza personalità giuridica) sua cliente, allorquando, pur senza integrare la condotta tipica dell'illecito, egli compia azioni od omissioni idonee a rendere possibile o ad agevolarne la commissione, ivi compresa la trasmissione telematica di dichiarazioni dei redditi da lui non materialmente redatte, in quanto la posizione professionale di consulente tributario, ove incaricato anche della tenuta delle scritture contabili, comporta l'obbligo di controllare il contenuto delle dichiarazioni sulle stesse basate e la loro conformità alle norme di legge, dovendosi valutare la diligenza richiesta nell'adempimento in relazione alla natura dell'attività esercitata, ai sensi dell'art. 1176, comma 2, c.c.

    Rv. 678317-01Rassegna di marzo 2026, p. 340Art. 9 Sanzioni tributarie · Art. 1176 c.c.Dove leggere la sentenza

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per voce da RatioLegis.

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da RatioLegis.

  • Sentenza n. 204/2024Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 8 Disposizioni sul processo tributario

    Dispositivo: riuniti i giudizi, 1) dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 24, commi 1, lettere d) ed e), e 2-bis; 24-bis; 13; 32; da 36 a 41 e 43 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545 (Ordinamento degli organi speciali di giurisdizione tributaria ed organizzazione degli uffici di collaborazione in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 del…

  • Ordinanza n. 261/2020Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 6 Sanzioni tributarie

    Dispositivo: 1) dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 5-quater, comma 1, lettera b), e 5-quinquies, comma 10, del decreto-legge 28 giugno 1990, n. 167 (Rilevazione a fini fiscali di taluni trasferimenti da e per l'estero di denaro, titoli e valori), convertito, con modificazioni, nella legge 4 agosto 1990, n. 227, sollevate, in riferimento agli artt. 3,…

  • Ordinanza n. 187/2017Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 10 Statuto del contribuente

    Dispositivo: dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 12, comma 7, della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente), sollevata dalla Commissione tributaria regionale della Toscana in riferimento agli artt. 3, 24, 53, 111 e 117, primo comma, della Costituzione. Così deciso in Roma, nella sede della Corte cos…

  • Sentenza n. 247/2011Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 57 iva

    Dispositivo: dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto del terzo comma dell'art. 57 del decreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1972, n. 633 (Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto) - comma inserito dal comma 25 dell'art. 37 del decreto-legge del 4 luglio 2006, n. 223 (Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per…

  • Ordinanza n. 390/2005Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 57 iva

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 57 del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (Istituzione e disciplina dell'imposta sul valore aggiunto), dell'art. 43 del d.P.R. 26 settembre 1973, n. 600 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi), dell'art. 17 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 (Disposizioni sulla riscossione…

  • Ordinanza n. 141/2003Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 43 Accertamento imposte sui redditi

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 43, terzo comma, del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi), sollevata, in riferimento all'art. 97, primo comma, della Costituzione e al principio di ragionevolezza dalla Commissione tributaria regionale…

  • Ordinanza n. 53/2002Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 6 Sanzioni tributarie

    Dispositivo: Riuniti i giudizi; Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1 della legge 11 ottobre 1995, n. 423 (Norme in materia di soprattasse e di pene pecuniarie per omesso, ritardato o insufficiente versamento delle imposte), e dell'art. 6 del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472 (Disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le vi…

  • Ordinanza n. 227/1994Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 43 Accertamento imposte sui redditi

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 43, commi 1 e 2, d.P.R. 29 settembre 1973 n. 600 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 53 della Costituzione, dalla Commissione tributaria di secondo grado di Roma con l'ordinanza indicata in epigrafe. Cos…

  • Ordinanza n. 56/1992Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 43 Accertamento imposte sui redditi

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 43, primo comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi), in riferimento agli artt. 3, primo comma, 76 e 77, primo comma, della Costituzione, sollevata dalla Commissione Tributaria di primo grado di Verbania con l'ordinanz…

  • Ordinanza n. 871/1988Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 43 Accertamento imposte sui redditi

    Dispositivo: Riuniti i giudizi, dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art.43 d.P.R. 29 settembre 1973 n. 600 (Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi), sollevata, in riferimento all'art. 3 Cost., dalla Commissione tributaria di secondo grado di Milano con le ordinanze in epigrafe. Così deciso in Roma, nella camer…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da RatioLegis. Le Rassegne raccolte sono 11, da gennaio 2025 a marzo 2026. Fonti e metodologia