Corte di cassazione · Massimario

Appalto (contratto di)

Voce 011 della classificazione del Massimario

35 massime classificate sotto la voce (11 nelle pagine delle sottovoci), da pronunce dal 7 gennaio 2025 al 26 marzo 2026

Sottovoci

Come il Massimario suddivide la voce, con il numero di massime. Quelle con una pagina propria raccolgono lì le loro massime.

  • Garanzia11 massime
  • Rovina e difetti di cose immobili (responsabilità del costruttore)5 massime
  • Verifica5 massime
  • Responsabilità4 massime
  • Ausiliari dell'appaltatore3 massime
  • Subappalto2 massime
  • Corrispettivo1 massima
  • Direttore e direzione dei lavori1 massima
  • Progetto1 massima
  • Scioglimento del contratto1 massima

Garanziale più recenti

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 6928/2026 · 23 marzo 2026Opere non ultimate - Applicabilità degli artt. 1667, 1668 e 1669 c.c. - Esclusione - Applicabilità dei princìpi generali in materia di inadempimento delle obbligazioni - Sussistenza - Responsabilità dei professionisti incaricati della verifica geologica, della progettazione e della direzione dei lavori - Valutazione in base ai rispettivi titoli negoziali - Necessità.
  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 34536/2025 · 29 dicembre 2025Consegna dell'opera e accettazione - Differenza - Conseguenze.
  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 28249/2025 · 24 ottobre 2025Omessa ultimazione dei lavori - Predisposizione di un verbale di consegna - Esigibilità - Esclusione - Conseguenze - Decorrenza della prescrizione dell'azione di adempimento e risarcimento dei danni - Ragioni.
  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 24002/2025 · 27 agosto 2025Vizi occulti dell'opera appaltata - Azione di garanzia – Decadenza e prescrizione ex art. 1667c.c. - Decorrenza - Individuazione - Dalla scoperta dei vizi – Nozione – Affidabile grado di conoscenza del vizio e sua riconducibilità a difetto dell'opera.
  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 22649/2025 · 5 agosto 2025Appalto - Garanzia per vizi – Decorrenza termine di prescrizione ex art. 1667, comma 3 c.c. - Vizi palesi od occulti – Differente "dies a quo" - Conseguenze - Verifica del giudice sulla natura del vizio - Necessità - Fattispecie.

Massime della Corte di cassazione

Le 24 massime che non stanno nelle pagine delle sottovoci, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 7351/2026

    Scioglimento del contratto

    Risoluzione del contratto - Esecuzione del contratto di appalto prima della domanda di risoluzione - Compimento, in tutto o in parte, dell’opera - Restituzione in natura - Impossibilità - Corrispettivo versato - Rilevanza.

    In tema di risoluzione del contratto d'appalto, ove l'esecuzione sia avvenuta, in tutto o in parte, prima della proposizione della domanda di risoluzione, il corrispettivo versato dalla committente adempiente, nella misura in cui l'opera già eseguita le sia risultata utile, non va restituito dall'impresa appaltatrice inadempiente, stante l'impossibilità di restituire a quest'ultima l'opus in natura, fermo restando l'obbligo della parte inadempiente di risarcire il danno procurato alla controparte adempiente.

    Rv. 677490-01Rassegna di marzo 2026, p. 143Art. 1458 c.c. · Art. 1655 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 6960/2026

    Responsabilità › Dei subappaltatori

    Appalto - Clausola di divieto di subappalto senza autorizzazione - Precostituzione pattizia di gravità dell’inadempimento - Esclusione - Gravità dell’inadempimento - Applicabilità dei criteri ex art. 1435 e ss. c.c. - Sussistenza.

    Responsabilità › Dell'appaltatore

    La clausola del contratto di appalto che vieta di subappaltare l'opera senza autorizzazione del committente non costituisce prova della precostituzione pattizia del rilievo di gravità dell'inadempimento, in quanto il subappalto non autorizzato non ha rilevanza diretta nei rapporti tra appaltatore e committente e, a quei fini, lo strumento idoneo è la clausola risolutiva espressa; in mancanza, la valutazione della gravità dell'inadempimento deve essere effettuata con gli ordinari criteri ex art. 1453 ss. c.c.

    Rv. 677483-01Rassegna di marzo 2026, p. 137Art. 1453 c.c. · Art. 1456 c.c. · Art. 1655 c.c. · Art. 1656 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 6211/2026

    Subappalto

    Subappalto - Distinzione dall'appalto principale - Regime privatistico - Applicabilità - Disposizioni normative sulle opere pubbliche - Condizioni.

    Il contratto di subappalto, stipulato dall'appaltatore di un'opera pubblica, è strutturalmente distinto dal contratto principale, restando sottoposto alla disciplina del codice civile e del negozio voluto dalle parti, con la conseguenza che non sono applicabili ad esso, se non attraverso gli eventuali richiami espressi inseriti nell'accordo, le disposizioni pubblicistiche tipiche dell'appalto di opere pubbliche.

    Rv. 678479-01Rassegna di marzo 2026, p. 55Art. 1655 c.c. · Art. 1656 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 3855/2026

    Responsabilità

    Appalto - Inesatto adempimento del fornitore dell’appaltatore - Responsabilità aquiliana del fornitore nei confronti del committente per lesione del credito - Esclusione - Fondamento.

    In tema di appalto, l'inesatto adempimento del fornitore dell'appaltatore non è di per sé di per sé fonte di una responsabilità aquiliana verso il committente per lesione del suo diritto di credito verso l'appaltatore, non determinando l'impossibilità assoluta della prestazione di quest'ultimo.

    Classificata anche sotto: Responsabilità civile

    Rv. 677447-01Rassegna di febbraio 2026, p. 59Art. 2043 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 2752/2026

    Corrispettivo

    Contratto d’appalto - Fermo tecnico del cantiere - Compenso - Onere della prova del fatto generatore - A carico dell’appaltatore - Fondamento.

    In tema di contratto d'appalto, ove il committente contesti il ricorrere delle condizioni per l'applicazione della clausola negoziale sul compenso da fermo tecnico del cantiere, l'onere di allegare e provare il fatto generatore del diritto di fermo grava sull'appaltatore, giacché questo è l'unico a esserne a conoscenza e, quindi, in grado di darne la prova.

    Rv. 677432-02Rassegna di febbraio 2026, p. 47Art. 1218 c.c. · Art. 1655 c.c. · Art. 2697 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 1996/2026

    Rovina e difetti di cose immobili (responsabilità del costruttore)

    Edificazioni interrate - Garage, box e cantine - Realizzazione di opere valevoli alla piena impermeabilizzazione - Necessità - Difetto - Infiltrazioni - Conseguenze - Responsabilità del costruttore ex art. 1669 c.c. - Responsabilità solidale del progettista e del direttore dei lavori - Sussistenza - Limiti.

    Nelle edificazioni interrate, ancorché destinate solo alla presenza non continuativa dell'uomo, come nel caso di garage, box e cantine, particolarmente curata deve essere la realizzazione di opere che ne assicurino la piena impermeabilizzazione secondo la migliore tecnica del momento, cosicché, in assenza di esse, in caso di infiltrazioni, sussiste la responsabilità del costruttore ex art. 1669 c.c., nonché quella solidale del progettista e del direttore dei lavori, per quanto a costoro imputabile.

    Rv. 676801-01Rassegna di gennaio 2026, p. 61Art. 1669 c.c. · Art. 2055 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 34536/2025

    Verifica › Accettazione dell'opera

    Obbligo di consegna dell'opera - Sussistenza - Natura giuridica di obbligazione accessoria rispetto all'esecuzione dell'opera - Finalità - Completamento dell'adempimento della prestazione dell'appaltatore - Conseguenze - Accettazione dell'opera da parte del committente e corresponsione del compenso all'appaltatore - Sufficienza ai fini dell'adempimento della prestazione di quest'ultimo - Esclusione.

    In tema di appalto di opere, sussiste l'obbligo di consegna della res che, pur avendo natura accessoria rispetto all'obbligazione principale di esecuzione dell'opera, si distingue da quest'ultima che è un'obbligazione di facere, mentre la prima è un'obbligazione di dare e, segnatamente, di tradere, senza la cui attuazione l'opera realizzata non produrrebbe alcun beneficio a vantaggio dell'appaltante, cosicché non è sufficiente, per l'adempimento delle obbligazioni dell'appaltatore, che l'opera sia stata accettata e che eventualmente il compenso sia stato corrisposto, in quanto, successivamente all'accettazione, l'appaltatore è tenuto altresì a consegnare l'opera al committente o a un suo incaricato, completando l'adempimento della prestazione.

    Rv. 676977-01Rassegna di dicembre 2025, p. 82Art. 1453 c.c. · Art. 1665 c.c. · Art. 1666 c.c. · Art. 1667 c.c. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 34536/2025

    Verifica › Accettazione dell'opera

    Mera consegna dell'opera - Accettazione tacita della stessa - Esclusione - Previsione pattizia della facoltà del committente di ritirare l'opera presso l'appaltatore successivamente all'accettazione - Ammissibilità - Conseguenze - Obbligo di compensare l'appaltatore per le spese di custodia sostenute - Fondamento - Norme sul deposito.

    In tema di appalto di opere, la mera consegna della res, in assenza di comportamenti successivi idonei a dare fondamento alla volontà di accettarla, non può essere intesa come accettazione tacita dell'opera, giacché le parti possono stabilire anche che la consegna avvenga decorso un determinato termine dall'accettazione dell'opera, ovvero che questa rimanga, anche dopo l'accettazione, presso l'appaltatore a disposizione del committente, il quale può decidere, a suo piacimento, quando ritirarla; in tale evenienza l'appaltatore deve essere compensato per le spese di custodia sostenute per l'affidamento della res alla sua fiducia e tale rapporto è regolato dalle norme sul deposito, con riferimento all'obbligo della diligenza nella custodia e alla responsabilità dell'appaltatore in caso di perimento della cosa per sua colpa.

    Rv. 676977-03Rassegna di dicembre 2025, p. 82Art. 1453 c.c. · Art. 1665 c.c. · Art. 1666 c.c. · Art. 1667 c.c. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 28770/2025

    Ausiliari dell'appaltatore › Diritti verso il committente

    Azione ex art. 1676 c.c. - Oggetto e natura - Procedura esecutiva promossa da altri dipendenti dell'appaltatore contro il committente quale terzo pignorato - Irrilevanza - Limiti.

    Quella prevista dall'art. 1676 c.c. è un'azione diretta di cognizione con cui i dipendenti dell'appaltatore fanno valere, nei confronti del committente, un credito ex lege fino alla concorrenza del debito di questi verso l'appaltatore, e non è preclusa dalla procedura esecutiva contestualmente o anteriormente promossa da altri dipendenti dell'appaltatore contro il medesimo committente quale terzo pignorato, rilevando quest'ultima unicamente sul piano esecutivo e del concorso nella distribuzione delle somme pignorate presso il terzo, sempre che non sia intervenuta l'ordinanza di assegnazione (che segna il momento a partire dal quale il committente non è più debitore dell'appaltatore).

    Classificata anche sotto: Esecuzione forzata › Mobiliare

    Rv. 676806-01Rassegna di ottobre 2025, p. 133Art. 1676 c.c. · Art. 543 c.p.c. · Art. 553 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 28249/2025

    Contratto concluso tra privati per il soddisfacimento di interessi privati - Recepimento delle clausole contenute nel capitolato generale delle opere pubbliche - Limiti - Trasformazione in appalto pubblico - Esclusione.

    In tema di appalto concluso tra privati per il soddisfacimento di interessi privati, il recepimento delle clausole del capitolato generale delle opere pubbliche non trasforma il rapporto in appalto pubblico, con la conseguenza che le clausole suddette sono applicabili solo se e in quanto non in contrasto con le specifiche pattuizioni da loro formulate, restando il contratto regolato dagli artt. 1655 ss. c.c.

    Rv. 676930-01Rassegna di ottobre 2025, p. 66Art. 1332 c.c. · Art. 1655 c.c. · Art. 1664 c.c.Dove leggere la sentenza

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per voce da RatioLegis.

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa voce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da RatioLegis.

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    Questione giudicata su: Art. 2935 c.c.

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  • Sentenza n. 192/1983Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2697 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 1 legge 23 ottobre 1960, n. 1369, 414, n. 4, cod. proc. civ. e 2697 cod. civ., sollevata in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione con l'ordinanza del Pretore di Torino indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da RatioLegis. Le Rassegne raccolte sono 11, da gennaio 2025 a marzo 2026. Fonti e metodologia