Corte di cassazione · Massimario

Avvocato e procuratore

Voce 026 della classificazione del Massimario

71 massime classificate sotto la voce (60 nelle pagine delle sottovoci), da pronunce dal 13 gennaio 2025 al 29 aprile 2026

Sottovoci

Come il Massimario suddivide la voce, con il numero di massime. Quelle con una pagina propria raccolgono lì le loro massime.

Onorarile più recenti

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 10423/2026 · 20 aprile 2026Difesa d'ufficio - Imputato - Estensione a quest'ultimo della disciplina consumeristica - Conseguenze - Applicazione dell'art. 66-bis d.lgs. n. 206 del 2005 - Competenza territoriale inderogabile.
  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 6591/2026 · 19 marzo 2026Dichiarazione di fallimento - Opposizione - Determinazione spese processuali - Valore indeterminabile della causa - Applicabilità.
  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 5518/2026 · 11 marzo 2026Avvocato che "assiste un solo soggetto contro più soggetti" - Aumento ex art. 4, comma 2, d.l. n. 55 del 2014 - Presupposti - Pluralità di soggetti in posizione processuale contrapposta - Rilevanza - Fattispecie.
  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 5518/2026 · 11 marzo 2026Maggiorazioni ex art. 4, commi 2 e 8, d.m. 55 del 2014 - Applicazione congiunta - Criteri.
  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 4218/2026 · 25 febbraio 2026Avvocato - Compensi - Prestazioni professionali rese in ambito giudiziale davanti al Tribunale - Controversia instaurata davanti al giudice di pace - Rito previsto dall'art. 14 d.lgs. n. 150 del 2011 - Applicabilità - Esclusione.

Giudizi disciplinarile più recenti

  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 11568/2026 · 28 aprile 2026Regime più favorevole introdotto dall’art. 56 l. n. 247 del 2012 - Illeciti disciplinari commessi prima della sua entrata in vigore - Applicabilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 11575/2026 · 28 aprile 2026Illecito disciplinare degli avvocati - Prescrizione dell'azione ex art. 56 della l. n. 247 del 2012 applicabile ratione temporis - Questione posta nella memoria ex art. 378 c.p.c. - Tardività - Esclusione - Fondamento.
  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 7923/2026 · 31 marzo 2026
  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 7971/2026 · 31 marzo 2026Impugnazioni
  • Cass. civ., Sez. Un., ord. n. 5383/2026 · 10 marzo 2026Ricorso al Consiglio Nazionale Forense - Onere di corredare il ricorso di copia del provvedimento impugnato - Natura e funzione - Inosservanza - Improcedibilità automatica - Esclusione - Condizioni - Fattispecie.

Massime della Corte di cassazione

Le 11 massime che non stanno nelle pagine delle sottovoci, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 11805/2026

    Previdenza

    Avvocato - Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense - Contributi - Regolamento della Cassa forense in attuazione dell’art. 21, commi 8 e 9, della l. n. 247 del 2012 - Art. 7 del Regolamento - Contributo minimo soggettivo - Operatività - Requisiti soggettivi e oggettivi - Requisito temporale dei primi sei anni di iscrizione alla Cassa - Ambito - Fondamento.

    In tema di contributi dovuti alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense, il beneficio del pagamento in misura ridotta del contributo soggettivo minimo, previsto dall'art. 7 del Regolamento della Cassa Forense, di attuazione dell'art. 21, commi 8 e 9, della l. n. 247 del 2012, spetta - a condizione che l'iscrizione decorra da un momento antecedente al compimento al trentacinquesimo anno di età - solo per i primi sei anni d'iscrizione alla Cassa forense, e non può essere esteso a chi, pur nel rispetto del requisito anagrafico, vanti un pregresso periodo d'iscrizione e, dopo essersi cancellato, si sia nuovamente iscritto, seppure d'ufficio, in quanto la ratio delle previsioni sulle agevolazioni, che rappresentano uno ius singulare, soggetto a stretta interpretazione, è quella di favorire i nuovi iscritti, alleviandone gli obblighi contributivi con precipuo riguardo alla posizione dei giovani iscritti.

    Rv. 678767-01Rassegna di marzo 2026, p. 328Art. 1362 c.c. · Art. 1363 c.c. · Art. 21 Legge professionale forenseDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 3671/2026

    Responsabilità civile

    Diligenza professionale - Criteri di valutazione - Contesto normativo vigente al momento della prestazione - Successiva declaratoria di illegittimità costituzionale di una norma - Rilevanza - Esclusione - Fattispecie.

    La responsabilità professionale dell'avvocato dev'essere accertata sulla base delle regole e degli orientamenti interpretativi vigenti al momento della prestazione, non incidendo sulla valutazione della diligenza del difensore la dichiarazione di incostituzionalità di una norma, intervenuta successivamente al passaggio in giudicato della pronuncia che ha definito il processo cui la condotta professionale è correlata. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza d'appello che aveva escluso la responsabilità dell'avvocato per non avere proceduto a rituale notifica ad almeno uno dei controinteressati del ricorso amministrativo, sul presupposto dell'avvenuta dichiarazione di illegittimità costituzionale dell'art. 40, comma 4, c.p.a., in virtù del quale il giudice amministrativo aveva escluso potesse disporsi la rinnovazione della notificazione nulla, per non essere ascrivibile il relativo esito negativo a causa non imputabile al notificante).

    Rv. 677810-01Rassegna di febbraio 2026, p. 84Art. 136 cost. · Art. 1176 c.c. · Art. 2236 c.c. · Art. 40 c.p.a.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 2664/2026

    Responsabilità civile

    Procedure concorsuali - Prestazioni dell'avvocato nel concordato preventivo - Svolgimento dell'incarico - Competenze necessarie ed adeguate all'opera - Necessità - Contenuto - Fondamento.

    Responsabilità civile › Errori ed omissioni

    In tema di procedure concorsuali, l'avvocato, che svolge la sua prestazione in una procedura di concordato preventivo, deve adempiere l'incarico munendosi delle competenze necessarie ed adeguate all'opera per affrontare anche questioni di particolare complessità ex art. 2236 c.c., insite all'interno di una procedura concorsuale che, inevitabilmente, involge anche problematiche di natura contabile e fiscale.

    Rv. 677287-01Rassegna di febbraio 2026, p. 17Art. 2236 c.c. · Art. 1176 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 32000/2025

    Responsabilità civile

    Valutazione prognostica circa il probabile esito dell'azione giudiziale - Natura - Giudizio di merito - Sindacabilità nel giudizio di cassazione - Esclusione - Valutazione fondata su un presupposto manifestamente errato - Sindacabilità - Sussistenza – Fondamento - Fattispecie.

    In tema di responsabilità professionale dell'avvocato, la valutazione prognostica circa il probabile esito dell'azione giudiziale, concernendo il nesso di causalità tra l'attività omessa e il risultato favorevole che ne sarebbe potuto discendere per il cliente, attiene al merito di quel giudizio e, come tale, non è sindacabile in sede di legittimità, a meno che non si fondi su un presupposto manifestamente errato, di modo che la questione posta al giudice del merito sia di puro diritto, essendosi in presenza, in tal caso, di un errore di sussunzione deducibile con il ricorso per cassazione. (Nella specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso avverso la sentenza di merito che aveva escluso il nesso di causa tra l'inadempimento dell'avvocato - consistito nell'omessa presentazione di istanze di fissazione di udienza, con conseguente perenzione dei giudizi amministrativi proposti avverso un'ordinanza di demolizione di un fabbricato - e il danno, rappresentato dalla demolizione stessa, in ragione del giudizio prognostico negativo circa l'esito dei ricorsi amministrativi, stante la violazione di un divieto assoluto di edificazione imposto dalla legislazione regionale vigente, non essendo il ragionamento giuridico censurato connotato in termini di manifesta e irriducibile abnormità).

    Rv. 677093-01Rassegna di dicembre 2025, p. 96Art. 1176 c.c. · Art. 2236 c.c. · Art. 1218 c.c. · Art. 360 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 28979/2025

    Previdenza

    Cancellazione retroattiva dalla CNPAF per accertata incompatibilità - Diritto alla restituzione dei contributi soggettivi - Sussistenza - Rimborso dei contributi integrativi - Esclusione - Fondamento.

    L'avvocato che sia stato cancellato dalla Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense per incompatibilità con l'esercizio della professione ha diritto al rimborso dei soli contributi soggettivi indebitamente versati e non anche di quelli integrativi ex art. 11 della legge n. 576 del 1980, essendo questi ultimi espressivi di un dovere di solidarietà nell'ambito della categoria professionale.

    Rv. 676993-01Rassegna di novembre 2025, p. 95Art. 10 Riforma del sistema previdenziale forense · Art. 11 Riforma del sistema previdenziale forense · Art. 22 Riforma del sistema previdenziale forense · Art. 2033 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 28406/2025

    Responsabilità civile

    Obblighi di diligenza e perizia - Finalità - Conseguenze - Orientamento consolidato della giurisprudenza di legittimità - Considerazione - Necessità.

    Responsabilità civile › Errori ed omissioni

    In tema di responsabilità professionale dell'avvocato, quest'ultimo è tenuto ad operare con diligenza e perizia adeguate alla contingenza, in modo da assicurare che la scelta professionale cada sulla soluzione che meglio tutela il cliente, in quanto più adeguata al raggiungimento del risultato perseguito e più idonea in relazione alla situazione soggettiva da tutelare, con la conseguenza che, in presenza di un orientamento consolidato della giurisprudenza di legittimità, il professionista, ancorché non ne condivida la soluzione, non è esentato dal tenerne conto nell'adozione della linea difensiva, onde scongiurare conseguenze sfavorevoli per il proprio assistito, derivanti dalla prevedibile applicazione di tale orientamento ermeneutico.

    Rv. 676573-01Rassegna di ottobre 2025, p. 103Art. 1176 c.c. · Art. 2236 c.c. · Art. 1218 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 25889/2025

    Responsabilità civile

    Difensore - Obblighi professionali - Omissione di informazioni al cliente - Eccezione di inadempimento - Rilevanza causale dell’inadempimento del legale sulle scelte del cliente - Conseguenze in termini di compenso.

    Responsabilità civile › Errori ed omissioni

    L'avvocato è obbligato, nello svolgimento dell'attività professionale, a prestare la diligenza media esigibile ai sensi dell'art. 1176, comma 2, c.c., comprendente l'obbligo (sancito dall'art. 13, comma 5, della l. n. 247 del 2012) d'informare il cliente del livello di complessità dell'incarico: dalla violazione di tale dovere deriva inadempimento contrattuale, che può dar luogo alla perdita del diritto al compenso - in applicazione del principio di cui all'art. 1460 c.c. - ove si dimostri che il cliente, se correttamente informato, avrebbe scelto di non conferire l'incarico; nel caso in cui l'inadempimento non sia stato determinante (pur sempre inserendosi nella sequenza causale che ha condotto al conferimento dell'incarico) di esso il giudice deve tener conto nella determinazione del compenso, in quanto elemento idoneo a incidere in negativo sulla qualità delle prestazioni rese.

    Rv. 675878-02Rassegna di settembre 2025, p. 42Art. 1176 c.c. · Art. 1460 c.c. · Art. 13 Legge professionale forenseDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 22836/2025

    Previdenza

    Previdenza forense - Pensione di vecchiaia - Rivalutazione redditi ex art. 26, comma 4, l. n. 576 del 1980 - Decorrenza - Indice ISTAT applicabile.

    In tema di previdenza forense, ai sensi dell'art. 26, comma 4, della l. n. 576 del 1980, i redditi su cui calcolare l'ammontare delle pensioni di vecchiaia maturate dal 1° gennaio 1982 secondo il sistema retributivo devono essere rivalutati dall'anno di entrata in vigore della legge, e quindi dal 1980, applicando l'indice medio annuo ISTAT dell'anno 1980, relativo alla svalutazione intercorsa tra il 1979 e il 1980.

    Rv. 676189-01Rassegna di luglio 2025, p. 316Art. 15 Riforma del sistema previdenziale forense · Art. 26 Riforma del sistema previdenziale forenseDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 22836/2025

    Previdenza

    Previdenza forense - Pensione di vecchiaia - Redditi rilevanti - Contribuzione "effettiva" - Applicazione di coefficiente rivalutazione ISTAT inferiore a quello dovuto - Conseguenze.

    In tema di previdenza forense, i redditi da prendere a riferimento per il calcolo della pensione di vecchiaia, ai sensi dell'art. 2 della l. n. 576/80, sono quelli rispetto ai quali è stato effettivamente versato il relativo contributo, con la conseguenza che, se per il relativo conteggio è stato applicato un coefficiente di rivalutazione ISTAT inferiore a quello corretto, deve tenersi conto dei redditi determinati in base al minor coefficiente di rivalutazione applicato, anziché secondo quello maggiore da considerare.

    Rv. 676189-02Rassegna di luglio 2025, p. 317Art. 10 Riforma del sistema previdenziale forense · Art. 16 Riforma del sistema previdenziale forenseDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 18020/2025

    Responsabilità civile › Errori ed omissioni

    Concordato preventivo - Divieto di eseguire atti di pagamento di debiti concorsuali - Omessa informazione al debitore - Errore professionale dell’avvocato - Diritto al compenso - Esclusione.

    In materia di concordato preventivo, l'omessa informazione al debitore che ha presentato domanda di ammissione, da parte del professionista incaricato della predisposizione della proposta di concordato, del divieto giuridico di eseguire, dopo il deposito del ricorso, atti di pagamento di debiti concorsuali, configura un errore professionale che determina un colpevole ed integrale inadempimento degli obblighi assunti con il mandato ricevuto, cui consegue la perdita del diritto al compenso del professionista.

    Classificata anche sotto: Fallimento ed altre procedure concorsuali › Concordato preventivo

    Rv. 675224-01Rassegna di luglio 2025, p. 37Art. 1176 c.c. · Art. 2236 c.c.Dove leggere la sentenza

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per voce da RatioLegis.

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa voce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da RatioLegis.

  • Sentenza n. 14/2020Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 516 del codice di procedura penale, nella parte in cui, in seguito alla modifica dell'originaria imputazione, non prevede la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento la sospensione del procedimento con messa alla prova. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 gennaio 2020.…

  • Sentenza n. 77/2018Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 92 c.p.c.

    Dispositivo: riuniti i giudizi, 1) dichiara inammissibile l'intervento della Confederazione generale italiana del lavoro; 2) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 92, secondo comma, del codice di procedura civile, nel testo modificato dall'art. 13, comma 1, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132 (Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arre…

  • Sentenza n. 206/2017Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 516 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento l'applicazione della pena a norma dell'art. 444 del codice di procedura penale, relativamente al fatto diverso emerso nel corso dell'istruzione dibattimentale, che forma oggetto della nuova contestazione. Così dec…

  • Sentenza n. 273/2014Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 516 del codice di procedura penale, nella parte in cui non prevede la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento il giudizio abbreviato relativamente al fatto diverso emerso nel corso dell'istruzione dibattimentale, che forma oggetto della nuova contestazione. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palaz…

  • Sentenza n. 265/1994Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: Riuniti i giudizi: dichiara l'illegittimità costituzionale degli artt. 516 e 517 del codice di procedura penale nella parte in cui non prevedono la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento l'applicazione di pena a norma dell'art. 444 del codice di procedura penale, relativamente al fatto diverso o al reato concorrente contestato in dibattimento, quando la n…

  • Sentenza n. 98/2021Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 521 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 521 del codice di procedura penale, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Torre Annunziata, in composizione monocratica, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 28 aprile 2021.…

  • Ordinanza n. 35/2020Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 516 e 517 del codice di procedura penale, sollevate dal Tribunale ordinario di Novara, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 30 gennaio 2020. F.to: Marta CARTABIA, Presidente Franco MODUGNO, Redattore R…

  • Ordinanza n. 190/2018Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 92 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 92, secondo comma, del codice di procedura civile, nel testo modificato dall'art. 13 del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132 (Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione ed altri interventi per la definizione dell'arretrato in materia di processo civile), convertito, con modificazioni, in legge 10 nov…

  • Sentenza n. 67/2018Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 10 Riforma del sistema previdenziale forense

    Dispositivo: 1) dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 10 e 22, secondo comma, della legge 20 settembre 1980, n. 576 (Riforma del sistema previdenziale forense), sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 38, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Palermo, con l'ordinanza indicata in epigrafe; 2) dichiara inammissibili le questioni di legittimità cos…

  • Ordinanza n. 290/2016Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90

    Dispositivo: 1) dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 18 del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83 (Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell'amministrazione giudiziaria), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 6 agosto 2015, n. 132, sollevate, in riferimento agli a…

  • Ordinanza n. 254/2016Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 10 Riforma del sistema previdenziale forense

    Dispositivo: 1) dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 1, comma 4, 2, comma 2, e 3, comma 2, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 (Attuazione della delega conferita dall'art. 1, comma 32, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, in materia di trasformazione in persone giuridiche private di enti gestori di forme obbligatorie di…

  • Ordinanza n. 206/2016Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 116 Testo unico spese di giustizia. (Testo A)

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 116 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia - Testo A), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 97 e 111 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Roma con le ordinan…

  • Sentenza n. 133/2016Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90

    Dispositivo: riuniti i giudizi, 1) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 1, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014, n. 114, sollevata, in riferimento all'art. 33, ses…

  • Sentenza n. 29/2016Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90

    Dispositivo: 1) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 28 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014, n. 114, proposta - in riferimento agli artt. 3, 81 e 97 della Costituzione - dall…

  • Sentenza n. 218/2015Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90

    Dispositivo: 1) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 5, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90 (Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 11 agosto 2014, n. 114, promossa, in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione, d…

  • Ordinanza n. 214/2015Altro esito

    Questione giudicata su: Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara l'estinzione dei processi. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 ottobre 2015. F.to: Alessandro CRISCUOLO, Presidente Giuliano AMATO, Redattore Gabriella Paola MELATTI, Cancelliere Depositata in Cancelleria il 29 ottobre 2015. Il Direttore della Cancelleria F.to: Gabriella Paola MELATTI

  • Ordinanza n. 201/2015Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 116 Testo unico spese di giustizia. (Testo A)

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 116 e 117 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia - Testo A), sollevata, in riferimento all'articolo 3 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Lecce, in composizione monocratica, c…

  • Ordinanza n. 28/2015Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 516 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 117 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Lecce con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 28 gennaio 2015. F.to: Alessandro…

  • Sentenza n. 157/2014Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 91 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 91, ultimo comma, del codice di procedura civile, introdotto dall'art. 13, comma 1, lettera b), del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 212 (Disposizioni urgenti in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento e disciplina del processo), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 17 febbraio…

  • Ordinanza n. 261/2013Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 91 c.p.c.

    Dispositivo: riuniti i giudizi, 1) dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 9, comma 3, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività), convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, 101, 104, 107, 111 e 117…

  • Ordinanza n. 191/2013Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 116 Testo unico spese di giustizia. (Testo A)

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli articoli 116 e 117 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia - Testo A), sollevata in riferimento agli articoli 3 e 81, quarto comma, della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Lecce in compo…

  • Ordinanza n. 185/2012Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 116 Testo unico spese di giustizia. (Testo A)

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli articoli 116 e 117 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia - Testo A), sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 81, quarto comma, della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Lecce, in…

  • Sentenza n. 206/2011Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale del «combinato disposto» dell'art. 516 del codice di procedura penale e dell'art. 35 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274 (Disposizioni sulla competenza penale del giudice di pace, a norma dell'articolo 14 della legge 24 novembre 1999, n. 468), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, dal Giudic…

  • Ordinanza n. 314/2008Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 91 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 91 del codice di procedura civile e 75 delle disposizioni di attuazione al codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, secondo comma, e 111, secondo comma, della Costituzione, dal Giudice di pace di Milano, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Co…

  • Ordinanza n. 67/2008Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 438, 516 e 517 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, dal Tribunale di Sala Consilina con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 10 marzo 2008. F.to: Fra…

  • Ordinanza n. 405/2007Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 91 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 82 e 91 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dalla Corte di appello di Torino con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 novembre 2007. F.to: Franco BILE, Presidente…

  • Ordinanza n. 176/2006Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 116 Testo unico spese di giustizia. (Testo A)

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 116 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia – Testo A), sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, secondo comma, e 36 della Costituzione, dal Tribunale di Lecce, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella…

  • Ordinanza n. 17/2006Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 97 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 97 e 108 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24, secondo comma, della Costituzione, dalla Corte d'appello di Caltanissetta con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l'11 gennaio 2006. F.to: An…

  • Ordinanza n. 413/2005Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 516, 517 e 519 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Milano con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, 24 ottobre 2005. F.to: Piero Alberto CAPOTOSTI, P…

  • Ordinanza n. 236/2005Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 516 c.p.p.

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 516 del codice di procedura penale sollevate, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Monza e dal Tribunale di Salerno con le ordinanze in epigrafe; dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 521-bis,…

Se ne mostrano 30 su 51: prima le dichiarazioni di illegittimità, poi le altre, dalle più recenti.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da RatioLegis. Le Rassegne raccolte sono 11, da gennaio 2025 a marzo 2026. Fonti e metodologia