Corte di cassazione · Massimario

Proprietà

Voce 136 della classificazione del Massimario

42 massime classificate sotto la voce (31 nelle pagine delle sottovoci), da pronunce dal 9 gennaio 2025 al 27 aprile 2026

Sottovoci

Come il Massimario suddivide la voce, con il numero di massime. Quelle con una pagina propria raccolgono lì le loro massime.

  • Limitazioni legali della proprietà31 massime
  • Azioni a difesa della proprietà5 massime
  • Acquisto3 massime
  • Atti di emulazione1 massima
  • Laterale od obliqua1 massima
  • Servitù di veduta1 massima
  • In genere (nozioni, caratteri, distinzioni)2 massime

Limitazioni legali della proprietàle più recenti

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 11337/2026 · 27 aprile 2026Elenco ex art 844 c.c. - Carattere esemplificativo - Limiti - Tassatività del genus - Conseguenze - Requisiti - Materialità e carattere indiretto o mediato dell’immissione - Attualità di una situazione di intollerabilità - Necessità - Fattispecie.
  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 10876/2026 · 23 aprile 2026Art. 879, comma 2, c.c. - Rinvio a "le leggi e i regolamenti" - Interpretazione - Deroga alla inapplicabilità delle norme relative alle distanze - Esclusione.
  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 10876/2026 · 23 aprile 2026Costruzione a confine di strade di proprietà privata gravate da servitù pubbliche di passaggio - Estensione dell'esonero dal rispetto delle distanze legali - Conseguenze sulla domanda di riduzione in pristino.
  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 7437/2026 · 28 marzo 2026Artt. 34, comma 2-ter e 34- bis d.P.R. n. 380 del 2001 - Deroga alle disposizioni in tema di distanze - Esclusione - Fondamento.
  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 7437/2026 · 28 marzo 2026Domanda finalizzata al rispetto di norme sulle distanze - Violazione particolarmente contenuta - Atto emulativo o abuso del diritto - Esclusione - Fondamento.

Massime della Corte di cassazione

Le 11 massime che non stanno nelle pagine delle sottovoci, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 4367/2026

    Azioni a difesa della proprietà › Regolamento di confini (nozioni, distinzioni)

    Nel giudizio in cui venga esercitata azione di regolamento di confini nei confronti del proprietario, o di uno dei comproprietari, di un fondo sono litisconsorti necessari tutti coloro che vantino diritti reali sul fondo stesso o sulle opere su di esso insistenti, stante l'inscindibilità delle relative posizioni, e la necessità di evitare giudicati contrastati, con la conseguenza che, in caso di fallimento di uno dei convenuti (proprietario o titolare del diritto reale parziario), l'azione subisce la vis attractiva fallimentare, ripercuotendosi i suoi effetti eventualmente sfavorevoli sul patrimonio dominicale del fallito e dunque sul valore dell'attivo, anche ove la domanda venga limitata al solo accertamento del confine. (Nel caso di specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito, che, in ipotesi di titolarità del bene in capo ad una società fallita e del diritto di superficie in titolarità di una società in bonis, aveva dichiarato improponibile la domanda di regolamento di confini proposta in un ordinario giudizio di cognizione, sebbene, in secondo grado, non fosse stata reiterata la domanda di condanna alla restituzione e alla rimessione in pristino, nei confronti del fallimento).

    Classificata anche sotto: Fallimento ed altre procedure concorsuali › Fallimento · Procedimento civile › Litisconsorzio

    Rv. 677460-01Rassegna di febbraio 2026, p. 63Art. 950 c.c. · Art. 952 c.c. · Art. 102 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 32446/2025

    Azioni a difesa della proprietà › Rivendicazione (nozione, differenze dall'azione di regolamento dei confini e distinzioni) › Prova

    Probatio diabolica a carico dell'attore - Oggetto - Produzione dell'atto di accettazione ereditaria e del rogito di acquisto - Insufficienza - Fondamento.

    In tema di azione di rivendicazione, ai fini della probatio diabolica gravante sull'attore, tenuto a provare la proprietà risalendo, anche attraverso i propri danti causa, fino all'acquisto a titolo originario, ovvero dimostrando il compimento dell'usucapione, non è sufficiente produrre l'atto di accettazione ereditaria, che non prova il possesso del dante causa, né il contratto di acquisto del bene, che non prova l'immissione in possesso dell'acquirente.

    Rv. 676483-01Rassegna di dicembre 2025, p. 66Art. 470 c.c. · Art. 948 c.c. · Art. 1158 c.c. · Art. 1470 c.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, sent. n. 31400/2025

    Azioni a difesa della proprietà › Rivendicazione (nozione, differenze dall'azione di regolamento dei confini e distinzioni) › Prova

    Usufrutto - Prova della sua costituzione - Probatio diabolica - Necessità - Esclusione - Fondamento.

    Ai fini dell'accertamento della costituzione del diritto di usufrutto è sufficiente dimostrare l'esistenza del contratto, ove la fonte sia il fatto dell'uomo ex art. 978 c.c., mentre non è necessaria la cd. probatio diabolica prevista per il diritto di proprietà ex art. 948 c.c. L'aggravamento probatorio si giustifica, in quest'ultimo caso, per il carattere pieno ed esclusivo del diritto dominicale laddove per i diritti reali, pur destinati a coesistere con il diritto dominicale, ne comprimono il potere di godimento così ponendosi su un piano totalmente diverso.

    Rv. 676531-01Rassegna di dicembre 2025, p. 56Art. 948 c.c. · Art. 2697 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 23093/2025

    Proprietà - Rinuncia abdicativa - Natura - Atto unilaterale e non recettizio - Fondamento - Conseguenze.

    Acquisto

    La rinuncia alla proprietà immobiliare è atto unilaterale e non recettizio, che trova causa in se stesso e non nell'adesione di un "altro contraente", posto che la sua funzione tipica si riduce alla dismissione del diritto, quale modalità di esercizio della facoltà di disporre della cosa accordata dall'art. 832 c.c., che realizza l'interesse patrimoniale del titolare protetto dalla relazione assoluta di attribuzione, mentre l'effetto riflesso dell'acquisto dello Stato a titolo originario, in forza dell'art. 827 c.c., si produce ex lege, quale conseguenza della situazione di fatto della vacanza del bene.

    Rv. 675840-01Rassegna di luglio 2025, p. 26Art. 832 c.c. · Art. 827 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 23093/2025

    Rinuncia abdicativa - Fine egoistico - Nullità per violazione dell’art. 42 Cost. o per illiceità della causa o del motivo - Esclusione - Abuso del diritto - Configurabilità - Esclusione - Fondamento.

    Atti di emulazione › Abuso del diritto

    La rinuncia abdicativa alla proprietà immobiliare, quale atto di esercizio del potere di disposizione patrimoniale del proprietario, funzionalmente diretto alla perdita del diritto, non incorre - ove animata da un "fine egoistico" - nella nullità per contrasto con l'art. 42, secondo comma, Cost., o per illiceità della causa o del motivo, sia perché le limitazioni della proprietà, preordinate ad assicurarne la funzione sociale, devono essere stabilite dal legislatore, sia perché dall'art. 42, secondo comma, Cost., non può ricavarsi un dovere di restare proprietario per motivi di interesse generale, non essendo, quindi, configurabile un abuso di tale atto, siccome diretto a concretizzare un interesse positivo diverso da quello che ne giustifica il riconoscimento e a raggiungere un risultato economico non meritato.

    Rv. 675840-02Rassegna di luglio 2025, p. 27Art. 832 c.c. · Art. 42 cost.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 14674/2025

    Azioni a difesa della proprietà › Negatoria (nozioni, distinzioni) › Prova

    Espropriazione per pubblica utilità - Acquisto a titolo originario - Azione di rivendicazione - Prova della proprietà - Sufficienza - Condizioni.

    L'acquisto a titolo originario conseguente all'espropriazione per pubblica utilità, se adeguatamente documentato, è idoneo a soddisfare la prova della proprietà richiesta ai fini dell'azione di rivendicazione.

    Rv. 675372-01Rassegna di aprile 2025, p. 153Art. 922 c.c. · Art. 948 c.c. · Art. 2697 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 13153/2025

    Servitù di veduta

    Violazioni - Presupposti - Fattispecie in tema di innalzamento del livello di quota del fabbricato, previa trasformazione del tetto in terrazza.

    La trasformazione di un tetto in terrazza con innalzamento del livello di quota del fabbricato non è di per sé idonea ad alterare il contenuto di una servitù di veduta esercitata sul tetto medesimo, a meno che il titolare dello ius in re aliena non provi che l'innalzamento abbia, in concreto, modificato, riducendola ed ostacolandola, la veduta stessa; in tal caso, con riguardo al semplice possesso della veduta, il pregiudizio derivante dalla costruzione da altri realizzata ben può integrare gli estremi della turbativa o della molestia, tutelabile con azione di manutenzione da parte del possessore.

    Rv. 675366-01Rassegna di aprile 2025, p. 135Art. 1170 c.c. · Art. 907 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 13153/2025

    Laterale od obliqua

    Disciplina delle distanze - Ambito di applicazione - Vedute aperte iure proprietatis o iure servitutis - Irrilevanza.

    La disciplina delle distanze per le vedute, contenuta nell'art 907 c.c., vale per tutte le vedute, indipendentemente dal fatto che esse siano state aperte iure proprietatis o iure servitutis.

    Rv. 675366-02Rassegna di aprile 2025, p. 134Art. 907 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Un., sent. n. 11455/2025

    Azioni a difesa della proprietà › Negatoria (nozioni, distinzioni)

    In caso di esercizio dell'azione negatoria della servitù, di cui all'art. 949 c.c., in un processo soggetto alle regole previgenti rispetto alle modifiche di cui all'art. 3, comma 12, lett. i), e comma 13, lett. b), del d.lgs. n. 149 del 2022, l'attore, anche a fronte della contestazione del diritto di proprietà operata dal convenuto con la comparsa di risposta, può proporre domanda di accertamento del suddetto diritto con efficacia di giudicato, ai sensi dell'art. 34 c.p.c., non solo nell'udienza di cui all'art. 183 c.p.c. ma anche con la prima memoria ex art. 183, comma 6, c.p.c..

    Classificata anche sotto: Procedimento civile › Domanda giudiziale

    Rv. 674682-01Rassegna di aprile 2025, p. 10Art. 913 c.c. · Art. 949 c.c. · Art. 183 c.p.c. · Art. 34 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 565/2025

    Acquisto › A titolo originario

    L'accordo conciliativo, raggiunto nell'ambito della mediazione, col quale si riconosce ad un terzo l'acquisto per usucapione della proprietà dell'immobile precedentemente ipotecato, anche se trascritto ai sensi dell'art. 2643, n. 12-bis, c.c., non è opponibile al creditore ipotecario, perché il predetto accordo è opponibile solo se antecedentemente trascritto a norma dell'art. 2644 c.c., sia perché esso non è comunque equiparabile alla pronuncia trascritta ex art. 2651 c.c. e resa in un giudizio di accertamento dell'usucapione (in cui il creditore garantito è, peraltro, litisconsorte necessario), sia perché, in ogni caso, l'usucapione non ha effetto estintivo dell'ipoteca. (Fattispecie in tema di opposizione ex art. 619 c.p.c. proposta dal terzo usucapente nei confronti del creditore ipotecario).

    Classificata anche sotto: Esecuzione forzata › Opposizioni · Possesso · Trascrizione

    Rv. 673536-01Rassegna di gennaio 2025, p. 76Art. 2643 c.c. · Art. 619 c.p.c. · Art. 2644 c.c. · Art. 2651 c.c. e altri 2Dove leggere la sentenza

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per voce da RatioLegis.

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa voce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da RatioLegis.

  • Ordinanza n. 389/2005Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 619 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli articoli 619, 163, numero 7, 164, primo comma, e combinato disposto degli artt. 166 e 167, secondo comma, del codice di procedura civile sollevata, in riferimento all'articolo 3 della Costituzione, dal Tribunale di Venezia, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzional…

  • Ordinanza n. 219/2000Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 619 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli articoli 2909 del codice civile e 619 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione, dal giudice dell'esecuzione del Tribunale di Spoleto, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale,…

  • Sentenza n. 394/1999Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 907 c.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 907 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3 e 24 della Costituzione, dal pretore di Ancona, sezione distaccata di Fabriano, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 13 ottobre 1999. Il Presidente: Granat…

  • Sentenza n. 156/1999Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 2043, 2051 e 1227, primo comma, del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 97 della Costituzione, dal giudice di pace di Genova con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta il 29 aprile 1999. Il Presidente: Gr…

  • Ordinanza n. 165/1998Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 2043 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 113 della Costituzione, dal tribunale di Isernia con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte, Palazzo della Consulta, il 4 maggio 1998. Il Presidente: Granata Il redattore: Chiep…

  • Sentenza n. 188/1995Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2043 del codice civile sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 42 della Costituzione, dal Tribunale superiore delle acque pubbliche con l'ordinanza in epigrafe; Dichiara inammissibile ogni altra questione sollevata dal medesimo Tribunale superiore delle acque pubbliche, con la stessa ordinanza. Così deciso…

  • Ordinanza n. 82/1995Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: Dichiara manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale degli artt. 2043, 2051 e 1227, primo comma, del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 97 della Costituzione, dal Pretore di Lecce con l'ordinanza di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 febbraio 1995. Il Pr…

  • Sentenza n. 372/1994Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2043 cod. civ., sollevata, in riferimento agli artt. 2, 3 e 32 della Costituzione, dal Tribunale di Firenze con l'ordinanza in epigrafe; Dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2059 cod. civ., sollevata in subordine, con riferimento ai cita…

  • Ordinanza n. 121/1986Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 619 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 52, secondo comma, lett. b, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 e 619 c.p.c., in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., sollevata con l'ordinanza in epigrafe dal Pretore di Foggia. Così deciso in Roma, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 24 ap…

  • Sentenza n. 192/1983Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2697 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 1 legge 23 ottobre 1960, n. 1369, 414, n. 4, cod. proc. civ. e 2697 cod. civ., sollevata in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione con l'ordinanza del Pretore di Torino indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta…

  • Sentenza n. 88/1979Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2043 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 2043 del codice civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24 e 32 della Costituzione, dal tribunale di Camerino con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 luglio 1979. F.to: LEONETTO…

  • Sentenza n. 247/1974Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 844 c.c.

    Dispositivo: dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 844 del codice civile sollevate, in riferimento agli artt. 2, 3, 9, comma secondo; 32, comma primo; 41, secondo e terzo comma; 42, secondo e terzo comma, della Costituzione, dal pretore di Bologna con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta…

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da RatioLegis. Le Rassegne raccolte sono 11, da gennaio 2025 a marzo 2026. Fonti e metodologia