Corte di cassazione · Massimario

Sottovoce di Impugnazioni civili

Appello

Sottovoce della voce 100 nella classificazione del Massimario

49 massime, da pronunce dall’8 aprile 2025 al 30 aprile 2026

Massime della Corte di cassazione

49 massime classificate sotto questa sottovoce, dalla più recente.

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 11984/2026

    Improcedibilità

    Trattazione scritta ex artt. 83, comma 7, lett. h), d.l. n. 18 del 2020 (conv. con modif. con l. n. 27 del 2020) e 221, comma 4, d.l. n. 34 del 2020 (conv. con modif. dalla l. n. 77 del 2020) - Deposito dell'atto d'appello in luogo di "note scritte contenenti le sole istanze e conclusioni" - Improcedibilità ex art. 348 c.p.c. - Esclusione - Ragioni.

    In tema di udienza "cartolare" prevista dalla normativa emergenziale, il deposito dell'atto d'appello in luogo delle "note scritte contenenti le sole istanze e conclusioni", previste dagli artt. 83, comma 7, lett. h), del d.l. n. 18 del 2020 (conv. con modif. con l. n. 27 del 2020) e 221, comma 4, del d.l. n. 34 del 2020 (conv. con modif. dalla l. n. 77 del 2020), non determina l'improcedibilità dell'appello, ex art. 348 c.p.c., non potendo il deposito di un atto "eccedente" rispetto al minimum voluto dal legislatore essere considerato alla stregua della sua omissione e, cioè, come un'inattività qualificata, significativa di un disinteresse alla prosecuzione del giudizio.

    Rv. 678674-01Rassegna di marzo 2026, p. 281Art. 83 cura italia · Art. 221 rilancio · Art. 348 c.p.c. · Art. 121 c.p.c. e altri 1Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 10925/2026

    Incidentale › Termine

    Art. 83 d.l. n. 18 del 2020, comma 3, conv. in l. n. 27 del 2020 - Procedimenti ex art. 283 c.p.c. - Interpretazione letterale e teleologica - Conseguenze - Applicabilità al giudizio di appello - Esclusione - Fondamento.

    L'art. 83 del d.l. n. 18 del 2020, conv. in l. n. 27 del 2020, nella parte in cui, al comma 3, include i procedimenti di cui all'art. 283 c.p.c. tra quelli che dovevano proseguire regolarmente, in deroga alla regola della sospensione dei termini e al differimento delle udienze, sancita, per far fronte alle restrizioni dettate in seguito all'epidemia denominata COVID-19, dal precedente comma 2, va inteso, in base ad un'interpretazione sia letterale che teleologica della disposizione, come riferito esclusivamente al sub-procedimento avente ad oggetto la questione della sospensione dell'esecutività della sentenza di primo grado, e non all'intero giudizio d'appello.

    Classificata anche sotto: Procedimento civile › Termini processuali

    Rv. 678675-01Rassegna di marzo 2026, p. 272Art. 283 c.p.c. · Art. 351 c.p.c. · Art. 83 cura italiaDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. II, ord. n. 10385/2026

    Prove › Nuove

    Tardivo deposito di documenti in primo grado - Rilevabilità da parte del giudice - D'ufficio o su deduzione di parte - Limite temporale - Grado di giudizio in cui si verifica la violazione - Rilevabilità nel grado successivo - Condizioni - Proposizione di motivo d'impugnazione - Conseguenze.

    In tema di preclusioni processuali, la tardività del deposito dei documenti nel giudizio può essere eccepita dalla parte o rilevata d'ufficio dal giudice per tutto il corso del grado in cui essa si verifica o, nel grado successivo, solo ove sia fatta oggetto di motivo d'impugnazione; in mancanza, è preclusa la possibilità di far valere la nullità, in quanto, esaurito il potere officioso del giudice, si riespande la regola ex art. 157, comma 3, c.p.c..

    Rv. 678596-01Rassegna di marzo 2026, p. 167Art. 157 c.p.c. · Art. 161 c.p.c. · Art. 183 c.p.c. · Art. 345 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 9464/2026

    Rito sommario di cognizione - Ordinanza ex art 702-ter c.p.c. - Appello - Disciplina applicabile - Fondamento.

    L'art. 702-quater c.p.c. non disciplina un rito d'appello del giudizio di cognizione alternativo rispetto a quello ordinario ma si limita ad introdurre alcuni elementi di specialità - con riferimento, in particolare, all'ammissibilità dei nuovi mezzi di prova o della produzione di nuovi documenti, se ritenuti indispensabili dal collegio - sicché, per il resto, l'appello avverso una decisione resa con ordinanza ex art. 702-ter c.p.c., è regolato secondo il rito ordinario, con piena applicabilità del divieto dei nova, ex art. 345 c.p.c.

    Classificata anche sotto: Procedimenti sommari

    Rv. 677629-02Rassegna di marzo 2026, p. 257Art. 702-ter c.p.c. · Art. 702-quater c.p.c. · Art. 345 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, sent. n. 8785/2026

    Intervento in causa e legittimazione dell'interventore

    Intervento volontario in appello - Rapporto tra l’art. 105 c.p.c. e l’art. 344 c.p.c. - Limiti - Intervento adesivo dipendente spiegato in appello da un’amministrazione pubblica - Inammissibilità - Tutela di interessi pubblicistici - Rilevanza - Esclusione - Fondamento.

    L'intervento volontario in appello, in ragione del rapporto di specialità tra l'art. 344 c.p.c. e la regola generale dell'art. 105 c.p.c., è ammissibile solo nelle ipotesi tassativamente individuate dall'art. 404 c.p.c.; ne consegue che è inammissibile l'intervento adesivo dipendente della Presidenza del Consiglio, o di ogni altro pubblico soggetto, dispiegato solo in secondo grado, quantunque correlato ad interessi pubblicistici di rilievo - come l'adempimento di obblighi internazionali o la prevenzione di responsabilità dello Stato - i quali non integrano la titolarità di un diritto autonomo ed incompatibile, né autorizzano la deroga, per una pretesa ragion di Stato, al sistema delle preclusioni processuali in sede di gravame, costruito dal legislatore come tendenzialmente chiuso.

    Rv. 677992-01Rassegna di marzo 2026, p. 246Art. 105 c.p.c. · Art. 344 c.p.c. · Art. 356 c.p.c. · Art. 404 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 8326/2026

    Citazione di appello

    Ordine di rinnovazione dell’atto di citazione in appello - Art. 307, comma 3, c.p.c. - Rinnovazione nulla - Conseguenze - Concessione di un ulteriore termine - Esclusione

    La rinnovazione dell'atto di citazione in appello affetta da nullità equivale, ai fini dell'art. 307, comma 3, c.p.c., a rinnovazione omessa, sicché non è consentita la concessione di un ulteriore termine per procedervi nuovamente, dovendo il giudizio di appello essere dichiarato estinto.

    Classificata anche sotto: Procedimento civile

    Rv. 677785-01Rassegna di marzo 2026, p. 236Art. 101 c.p.c. · Art. 156 c.p.c. · Art. 163 c.p.c. · Art. 164 c.p.c. e altri 2Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Trib., ord. n. 7473/2026

    Domande › Effetto devolutivo

    Processo tributario con pluralità di parti - Condanna alle spese nei confronti di una sola di esse - Impugnazione della sentenza di primo grado da parte dell'altra - Riforma della statuizione di condanna alle spese - Ammissibilità - Condizioni.

    Nel caso in cui al processo di primo grado abbiano partecipato l'Agenzia delle Entrate e l'agente della riscossione e la condanna alle spese sia stata emessa nei soli confronti di quest'ultimo, la mancata impugnazione, da parte sua, della relativa statuizione non preclude al giudice di secondo grado di riformarla, in conseguenza di una valutazione di stretta connessione della stessa rispetto all'accoglimento dell'appello proposto dall'altra parte soccombente in prime cure.

    Rv. 678359-01Rassegna di marzo 2026, p. 364Art. 99 c.p.c. · Art. 336 c.p.c. · Art. 91 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 7275/2026

    Domande › Risarcimento del danno sofferto dopo la sentenza impugnata

    Giudizio di appello - Domanda di risarcimento dei danni successivi alla sentenza di primo grado - Ammissibilità - Condizioni.

    In sede d'appello è proponibile la domanda di risarcimento dei danni sofferti dopo la sentenza di primo grado, purché della stessa natura e dipendenti dal medesimo titolo già fatto valere, a condizione che essi siano effettivamente insorti in un momento successivo, in quanto derivati dal protrarsi o dal reiterarsi nel tempo di un comportamento scorretto accertato a carico del danneggiante, ovvero da una situazione di fatto, già dichiarata pregiudizievole, che abbia perdurante attitudine a produrre effetti lesivi, continui o periodici, della stessa natura e intensità di quelli passati, già provati e riconosciuti in giudizio.

    Rv. 678453-01Rassegna di marzo 2026, p. 227Art. 2043 c.c. · Art. 1223 c.c. · Art. 2056 c.c. · Art. 345 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 5719/2026

    Appellabilità (provvedimenti appellabili) › Sentenze

    La individuazione del giudice di merito competente da parte della Corte di Cassazione, in sede di regolamento di competenza, comporta che ogni ulteriore questione - come quella sulle spese processuali, nel caso che per qualsiasi ragione la Cassazione non abbia provveduto al riguardo - è devoluta al giudice dichiarato competente.

    Classificata anche sotto: Competenza civile › Regolamento di competenza

    Rv. 678466-01Rassegna di marzo 2026, p. 46Art. 91 c.p.c. · Art. 42 c.p.c. · Art. 43 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. III, ord. n. 5295/2026

    Citazione di appello › Motivi › Specificità

    Appello - Deduzione della violazione del principio di non contestazione - Onere di specifica indicazione del contenuto della comparsa di risposta avversaria - Insussistenza - Omessa produzione del fascicolo di primo grado dell'appellato - Conseguenze - Inammissibilità dell'impugnazione - Esclusione - Esame della comparsa di costituzione di cui al fascicolo d'ufficio - Necessità.

    Fascicoli di parte e d'ufficio

    A differenza del ricorso per cassazione (soggetto al disposto dell'art. 366, comma 1, n. 6, c.p.c.), l'atto di appello con cui si deduce la violazione del principio di non contestazione, ferma restando la necessità del rispetto dei requisiti di ammissibilità di cui all'art. 342 c.p.c., non deve contenere la specifica indicazione del contenuto della comparsa di risposta avversaria, di modo che, nel caso di omesso deposito, da parte dell'appellato, del proprio fascicolo di parte di primo grado, il giudice non può dichiarare inammissibile l'impugnazione, essendo tenuto, al fine della valutazione della relativa fondatezza, ad esaminare la copia della comparsa di risposta presente nel fascicolo d'ufficio del suddetto grado di giudizio, se del caso previa acquisizione dello stesso.

    Rv. 678131-01Rassegna di marzo 2026, p. 199Art. 342 c.p.c. · Art. 347 c.p.c. · Art. 115 c.p.c. · Art. 168 c.p.c.Dove leggere la sentenza

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per voce da RatioLegis.

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa sottovoce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da RatioLegis.

  • Sentenza n. 206/2004Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 113 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 113, secondo comma, del codice di procedura civile, nella parte in cui non prevede che il giudice di pace debba osservare i principi informatori della materia; dichiara in parte infondata ed in parte inammissibile, nei termini di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale della medesima norma sollevata, in riferimento all'art…

  • Sentenza n. 192/1995Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 404 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 404, primo comma, del codice di procedura civile, nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso l'ordinanza di convalida di licenza per finita locazione. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 18 maggio 1995. Il Presidente: BALDASSARRE Il redattore: RUPERTO Il c…

  • Sentenza n. 1105/1988Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 404 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 404 c.p.c. nella parte in cui non ammette opposizione di terzo avverso l'ordinanza con la quale il Pretore dispone l'affrancazione del fondo ex art. 4, legge 22 luglio 1966, n. 607. Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 dicembre 1988. Il Presidente: SAJ…

  • Sentenza n. 237/1985Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 404 c.p.c.

    Dispositivo: riuniti gli incidenti iscritti ai nn. 242 e 342 R.O. 1984 dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 404 c.p.c. nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso l'ordinanza di sfratto per morosità. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 ottobre 1985. F.to: LIVIO PALADIN - ORONZO REALE - ALBERTO MALAGUGINI -…

  • Sentenza n. 167/1984Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 404 c.p.c.

    Dispositivo: riuniti gli incidenti iscritti ai nn. 676 R.O. 1978 e 469 R.O. 1981, 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 404 c.p.c. nella parte in cui non ammette l'opposizione di terzo avverso la ordinanza di convalida di sfratto per finita locazione, emanata per la mancata comparizione dell'intimato o per la mancata opposizione dell'intimato pur comparso; 2) dichiara l'inam…

  • Sentenza n. 157/2014Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 91 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 91, ultimo comma, del codice di procedura civile, introdotto dall'art. 13, comma 1, lettera b), del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 212 (Disposizioni urgenti in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento e disciplina del processo), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 17 febbraio…

  • Ordinanza n. 261/2013Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 91 c.p.c.

    Dispositivo: riuniti i giudizi, 1) dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 9, comma 3, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività), convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24, 101, 104, 107, 111 e 117…

  • Ordinanza n. 304/2012Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 339 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 339, terzo comma, del codice di procedura civile, come modificato dall'art. 1 del decreto legislativo 2 febbraio 2006, n. 40 (Modifiche al codice di procedura civile in materia di processo di cassazione in funzione nomofilattica e di arbitrato, a norma dell'articolo 1, comma 2, della L. 14 maggio 2005…

  • Ordinanza n. 314/2008Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 91 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 91 del codice di procedura civile e 75 delle disposizioni di attuazione al codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, 24, secondo comma, e 111, secondo comma, della Costituzione, dal Giudice di pace di Milano, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Co…

  • Ordinanza n. 139/2008Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 113 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1 del decreto-legge 8 febbraio 2003, n. 18 (Disposizioni urgenti in materia di giudizio necessario secondo equità), convertito, con modificazioni, dalla legge 7 aprile 2003, n. 63, sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 41 della Costituzione, dal Giudice di pace di Mercato San Severino, con l'ordinanza…

  • Ordinanza n. 405/2007Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 91 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 82 e 91 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dalla Corte di appello di Torino con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 novembre 2007. F.to: Franco BILE, Presidente…

  • Ordinanza n. 66/2006Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 113 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 1 del decreto-legge 8 febbraio 2003, n. 18 (Disposizioni urgenti in materia di giudizio necessario secondo equità), convertito, con modificazioni, nella legge 7 aprile 2003, n. 63, sollevata, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, dal Giudice di pace di Aversa con l'ordinanza indicata in epigrafe.…

  • Ordinanza n. 429/2005Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 183 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli artt. 180, secondo comma, terzo periodo e 183 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3, comma primo, 24, comma secondo, e 111, comma secondo, della Costituzione, dal Tribunale di Viterbo, sezione distaccata di Civita Castellana, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma…

  • Ordinanza n. 118/2005Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 307 c.p.c.

    Dispositivo: dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 291, terzo comma, e 307, terzo comma, del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal Tribunale di Napoli con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 marzo 2005. F.to: Fernan…

  • Ordinanza n. 519/2002Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 181 c.p.c. · Art. 307 c.p.c.

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 307 del codice di procedura civile sollevate, in riferimento all'art. 111, secondo comma, della Costituzione, dal Tribunale di Sant'Angelo dei Lombardi con le ordinanze in epigrafe; dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 181 e…

  • Ordinanza n. 333/2002Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 352 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 352 del codice di procedura civile, sollevata dalla Corte d'appello di Torino, in riferimento agli artt. 3, primo comma, 24, secondo comma, e 111, secondo comma, della Costituzione, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta…

  • Ordinanza n. 153/2002Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 91 c.p.c. · Art. 113 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 311, 320, 113, secondo comma, e 316, secondo comma, del codice di procedura civile, sollevate, in riferimento agli artt. 3, 24 e 111 della Costituzione, dal Giudice di pace di Roma con il provvedimento di cui in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo d…

  • Ordinanza n. 137/2002Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 181 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 181 del codice di procedura civile, come modificato dall'art. 4, comma 1-bis del decreto-legge 18 ottobre 1995, n. 432 (Interventi urgenti sul processo civile e sulla disciplina transitoria della legge 26 novembre 1990, n. 353, relativa al medesimo processo), convertito dalla legge 20 dicembre 19…

  • Ordinanza n. 351/2001Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 115 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'articolo 4, comma ottavo, della legge 1 dicembre 1970, n. 898 (Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio), nel testo modificato dall'art. 8 della legge 6 marzo 1987, n. 74, nonché degli articoli 115, 116, 166 e 167 del codice di procedura civile sollevata, in riferimento agli articoli 2, 3,…

  • Ordinanza n. 219/2000Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 2909 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale degli articoli 2909 del codice civile e 619 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione, dal giudice dell'esecuzione del Tribunale di Spoleto, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale,…

  • Ordinanza n. 104/2000Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 181 c.p.c.

    Dispositivo: Riuniti i giudizi: 1) dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli articoli 181, primo comma, e 309 del codice di procedura civile, sollevata dal giudice di pace di Borgo San Lorenzo, in riferimento agli artt. 3, 23, 36, 53 e 97 della Costituzione, con le ordinanze di cui in epigrafe; 2) dichiara la manifesta inammissibilità della questio…

  • Ordinanza n. 27/2000Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 164 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale del combinato disposto degli artt. 163, terzo comma, numero 2, 164, secondo comma, nel testo anteriore alla riforma, e 359 del codice di procedura civile, sollevata, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, dalla Corte d'appello di Firenze con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, ne…

  • Ordinanza n. 117/1999Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 91 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale) e dell'art. 91 del codice di procedura civile, sollevata - in riferimento agli artt. 3, 24 e 97 della Costituzione - dal pretore di Avellino, con l'ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzional…

  • Ordinanza n. 230/1998Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 164 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale dell'art. 311 del codice di procedura civile, come sostituito dall'art. 22 della legge 21 novembre 1991, n. 374, sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, dal giudice di pace di Stradella con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Pa…

  • Ordinanza n. 202/1998Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 183 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 183, primo comma, e 292 del codice di procedura civile sollevata, in riferimento all'art. 24 della Costituzione, dal pretore di Torino con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 maggio 1998. Il Presidente: Granata…

  • Ordinanza n. 266/1997Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 181 c.p.c.

    Dispositivo: Riuniti i giudizi, dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 181, primo comma, del codice di procedura civile, come modificato dall'art. 4, comma 1-bis della legge 20 dicembre 1995, n. 534 (Conversione in legge, con modificazioni, del d.-l. 18 ottobre 1995, n. 432, recante interventi urgenti sul processo civile e sulla disciplina tr…

  • Sentenza n. 154/1997Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 164 c.p.c.

    Dispositivo: Dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 318, primo comma, e 164, primo comma, del codice di procedura civile, sollevate dal giudice di pace di Lecce, con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 maggio 1997. Il Presidente: Granata Il redattore: Contri Il cancelliere…

  • Ordinanza n. 107/1997Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 181 c.p.c.

    Dispositivo: Riuniti i giudizi, zdichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell'art. 181, primo comma, del codice di procedura civile, come novellato dall'art. 4, comma 1-bis della legge 20 dicembre 1995, n. 534, e dell'art. 309 del codice di procedura civile sollevate, in riferimento agli artt. 3, secondo comma, 24, primo comma, e 97 della Costituzione, da…

  • Ordinanza n. 7/1997Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 181 c.p.c.

    Dispositivo: Riuniti i giudizi, dichiara la manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale degli artt. 181, primo comma, e 309 del codice di procedura civile sollevate, in riferimento agli artt. 3, secondo comma, 24, primo comma e 97 della Costituzione, dal tribunale di Milano e dal pretore di Monza con le ordinanze indicate in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede d…

  • Ordinanza n. 258/1989Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 2909 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale degli artt. 2909 del codice civile, 324 e 113, secondo comma, del codice di procedura civile, in riferimento agli artt. 3, 24, 102 e 106 della Costituzione, sollevata dal Pretore di Torino con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta,…

Se ne mostrano 30 su 35: prima le dichiarazioni di illegittimità, poi le altre, dalle più recenti.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da RatioLegis. Le Rassegne raccolte sono 11, da gennaio 2025 a marzo 2026. Fonti e metodologia