Corte di cassazione · Massimario

Lavoro

Voce 103 della classificazione del Massimario

224 massime, da pronunce dal 7 gennaio 2025 al 30 aprile 2026

Pagina 1 di 5 delle massime

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  • Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni)217 massime
  • Lavoro autonomo (nozione, caratteri, distinzioni)5 massime
  • In materia di navigazione marittima ed aerea3 massime

Massime della Corte di cassazione

224 massime classificate sotto questa voce, dalla più recente. Le prime 50 in questa pagina, le altre nelle successive.

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 12006/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Estinzione del rapporto › Licenziamento individuale › Impugnazione

    Impugnativa di licenziamento - Decadenza ex art. 6 della l. n. 604 del 1966 - Forza maggiore - Nozione - Mancata conoscenza della intenzione datoriale di cedere l'azienda - Rilevanza - Esclusione - Fondamento

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Estinzione del rapporto › Licenziamento individuale › Impugnazione › Decadenza

    In tema di impugnativa di licenziamento, la decadenza prevista dall'art. 6 della l. n. 604 del 1966 può essere impedita solo in presenza di una causa di forza maggiore, ossia di una forza esterna impeditiva in modo assoluto dell'esercizio del diritto, cui non può essere ricondotta l'incolpevole ignoranza, da parte del lavoratore, della cessione dell'azienda a terzi successivamente alla comunicazione del recesso per "cessazione dell'attività", la quale, ancorché idonea a rivelare l'insussistenza del giustificato motivo oggettivo addotto nella lettera di licenziamento, integra una mera difficoltà di valutazione dell'opportunità di impugnazione.

    Rv. 678734-01Rassegna di marzo 2026, p. 328Art. 6 Licenziamenti individuali · Art. 45 c.p. · Art. 428 c.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 12120/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Costituzione del rapporto › Assunzione › Collocamento al lavoro

    Obbligo del datore di lavoro di comunicazione dell’assunzione al Centro per l’impiego ai sensi dell'art. 9 bis, comma 2, d.l. n. 510 del 1996 convertito, con modif., con l. n. 608 del 1996 - Contenuto - Corrispondenza rispetto all’effettivo contenuto soggettivo e oggettivo del rapporto - Necessità – Fondamento - Fattispecie.

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Costituzione del rapporto › Assunzione › Collocamento al lavoro › Violazione delle norme sul collocamento

    L'obbligo di comunicazione dell'assunzione al Centro per l'impiego, imposto al datore di lavoro dall'art. 9-bis, comma 2, del d.l. n. 510 del 1996, conv. con modif. dalla l. n. 608 del 1996, in quanto funzionale ad arginare l'impiego di lavoro irregolare, non può dirsi assolto per il semplice fatto che una comunicazione di un rapporto di lavoro sia stata effettuata, occorrendo, al contrario, che essa rifletta le effettive parti e tipologia contrattuale del rapporto; con la conseguenza che si configura la violazione della previsione normativa sia in caso di divergenze tra la tipologia contrattuale comunicata e pattuita tra le parti e il concreto svolgimento del rapporto, sia nel caso in cui il rapporto di lavoro oggetto di comunicazione riguardi una parte diversa da quella che effettivamente ha, o ha svolto, il ruolo di datore di lavoro. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di appello che aveva ritenuto legittime le sanzioni amministrative per lavoro irregolare in relazione all'impiego di due lavoratori, da parte della committente, al di fuori del contratto di appalto e di subappalto, all'insaputa delle subappaltatrici, formali datrici di lavoro, escludendo la rilevanza della comunicazione da queste ultime effettuata, in quanto resa da soggetti diversi da colui che aveva effettivamente rivestito la qualità di datore di lavoro).

    Rv. 678778-01Rassegna di marzo 2026, p. 329Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 11269/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Costituzione del rapporto › Durata del rapporto › A tempo determinato

    Contratti di lavoro a tempo determinato - Attività stagionali - Proroga - Limite previsto dall'art. 21, comma 1, del d.lgs. n. 81 del 2015, nel testo anteriore alle modifiche apportate con d.l. n. 87 del 2018, conv. con modif. dalla l. n. 96 del 2018, applicabile ratione temporis - Operatività - Esclusione - Fondamento.

    In tema di rapporti di lavoro a tempo determinato, l'art. 21, comma 1, del d.lgs. n. 81 del 2015, nel testo anteriore alle modifiche apportate dal d.l. n. 87 del 2018, conv. con modif. dalla l. n. 96 del 2018, che consente di prorogare il contratto nel limite massimo di cinque volte nell'arco dei 36 mesi, il cui superamento comporta la trasformazione in rapporto a tempo indeterminato, non si applica ai contratti di lavoro stagionale, per i quali, per espressa previsione dell'art. 19, comma 2, del medesimo d.lgs., non opera il limite di durata complessiva di 36 mesi che ne costituisce presupposto.

    Rv. 678856-01Rassegna di marzo 2026, p. 325Art. 19 jobs act · Art. 21 jobs act · Art. 1 Disciplina del contratto di lavoro a tempo determinatoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 11284/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Contratto collettivo › Interpretazione

    Art. 6, commi 2 e 3 del c.c.n.l. dei dipendenti da proprietari di fabbricati del 30 giugno 1988 - Portiere adibito a più stabili - Compenso aggiuntivo - Presupposti - Portiere di unico stabile con più ingressi non comunicanti - Applicabilità - Esclusione - Fondamento.

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Indennità

    In tema di trattamento economico dei dipendenti da proprietari di fabbricati, il compenso aggiuntivo pari al 30 % del salario conglobato, previsto dall'art. 6, commi 2 e 3 del relativo c.c.n.l. del 30 giugno 1988, per il portiere addetto contemporaneamente al servizio in due stabili con ingressi non comunicanti, non può essere esteso all'ipotesi diversa di adibizione ad unico stabile con più ingressi non comunicanti, stante il tenore letterale della disposizione e la finalità, ad essa sottesa, di compensare, con una indennità aggiuntiva, avuto riguardo al maggiore aggravio lavorativo, il portiere che presta servizio per più stabili e non per più ingressi, e alla luce della espressa previsione, solo a decorrere dal c.c.n.l. del 25 maggio 1992, della spettanza del compenso aggiuntivo anche nell'ipotesi del servizio prestato in un unico stabile con più ingressi non comunicanti fra loro e non sorvegliabili da un unico posto, stabilito, peraltro, nella misura, sensibilmente inferiore, del 10% del salario minimo conglobato.

    Rv. 678729-01Rassegna di marzo 2026, p. 325Art. 1362 c.c. · Art. 360 c.p.c.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 11177/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Categorie e qualifiche dei prestatori di lavoro › Mansioni › Diverse da quelle dell'assunzione

    Dirigenti medici - Procedure di mobilità d'ufficio - Demansionamento - Equivalenza e conformità delle mansioni - Accertamento - Necessità - Prova contraria - Contenuto.

    Nell'ambito delle procedure di mobilità d'ufficio inter-enti dei dirigenti medici, il giudice di merito, a fronte di allegazione di demansionamento e domanda di risarcimento dei correlativi danni, deve accertare in concreto se le nuove mansioni siano equivalenti a quelle precedentemente svolte e conformi alla professionalità del dipendente, salva la dimostrazione, gravante sul datore di lavoro, di impossibilità di diversa allocazione o di domanda di adibizioni a mansioni inferiori a salvaguardia dell'impiego.

    Rv. 678766-01Rassegna di marzo 2026, p. 324Art. 33 TU pubblico impiego · Art. 34 TU pubblico impiego · Art. 34-bis TU pubblico impiego · Art. 19 TU pubblico impiegoDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 10976/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro

    Permessi mensili retribuiti - Art. 33, comma 3, l. n. 104 del 1992 - Presupposti - Coabitazione - Rilevanza - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.

    Ai fini del riconoscimento dei permessi mensili retribuiti per l'assistenza al familiare disabile, di cui all'art. 33, comma 3, l. n. 104 del 1992, pur alla luce delle integrazioni apportate alla norma dalla sentenza della Corte costituzionale n. 213 del 2016, costituisce requisito indefettibile la sussistenza di un determinato rapporto di parentela tra assistito e persona da assistere, sicché non rileva la mera coabitazione con il soggetto invalido, seppure connotata da stabilità tale da determinare l'inserimento del richiedente nel nucleo familiare del disabile, risultando l'estensione del beneficio anche a tale situazione, al di fuori di un rapporto di coniugio o di convivenza more uxorio o di parentela o affinità, incompatibile sia con il portato della sentenza della Corte costituzionale - che ha inteso estendere la tutela, pur sempre limitata nell'ambito familiare, ai soli conviventi more uxorio - che con la ratio della legge. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza con la quale è stata ritenuta legittima la revoca della fruizione dei permessi richiesti per prestare assistenza al cugino del coniuge, soggetto bisognoso di assistenza e convivente con l'istante).

    Rv. 678732-01Rassegna di marzo 2026, p. 323Art. 33 Legge 104 · Art. 32 cost.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 10684/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Orario di lavoro

    Il rapporto di pubblico impiego, di regola, è esclusivo e a tempo pieno, mentre la clausola di tempo parziale è eccezionale e richiede una specifica pattuizione e, al contempo, uno speciale mutuo consenso delle parti, con la conseguenza che la previsione di cui all'art. 1, comma 57, della l. n. 662 del 1996 - che consente la trasformazione del rapporto a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, salva la possibilità dell'Amministrazione di respingere la richiesta del lavoratore per determinate ragioni - presupponendo un rapporto già in atto, non è estensibile in via analogica all'instaurazione del rapporto di lavoro né configura un diritto soggettivo del lavoratore di contrarre a tempo parziale ed un obbligo, per l'Amministrazione, di motivare un eventuale rifiuto di contrarre a tempo parziale.

    Classificata anche sotto: Impiego pubblico › Accesso ai pubblici impieghi in genere

    Rv. 678704-01Rassegna di marzo 2026, p. 320Art. 98 cost. · Art. 53 TU pubblico impiego · Art. 5 jobs actDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., sent. n. 10407/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Associazioni sindacali › Immunità › Sindacati (postcorporativi) › Libertà sindacale › Repressione della condotta antisindacale

    Assegnazione di componente di R.S.U. ad ufficio diverso da quello competente per la gestione del personale - Attuazione del Regolamento per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza - Comportamento antisindacale - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.

    Non integra comportamento antisindacale l'assegnazione di un dipendente, addetto all'Ufficio per il trattamento giuridico del personale, nominato componente di R.S.U., ad un ufficio diverso, la quale sia disposta in attuazione di una previsione del Regolamento per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza, in quanto tale previsione risponde a obiettivi di tutela della stessa libertà sindacale, che sarebbe limitata dalla situazione di potenziale conflitto di interessi nella quale il dipendente verrebbe a trovarsi.(Nella specie, la S.C. ha escluso l'antisindacalità della assegnazione all'Ufficio Polizia Locale del dipendente, nominato componente di R.S.U., in precedenza addetto all'Ufficio per il trattamento giuridico del personale, disposta in attuazione della previsione del Piano per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza che imponeva di trasferire ad altro settore il dipendente eletto nella R.S.U. assegnato ad un ufficio "che tratta della gestione giuridica e/o economica del personale e/o che tratta dei procedimenti disciplinari").

    Rv. 678728-01Rassegna di marzo 2026, p. 319Art. 28 statuto dei lavoratoriDove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. Lav., ord. n. 10124/2026

    Lavoro subordinato (nozione, differenze dall'appalto e dal rapporto di lavoro autonomo, distinzioni) › Diritti ed obblighi del datore e del prestatore di lavoro

    Diritto a congedi per assistenza dei congiunti disabili - Spettanza anche per il convivente more uxorio disabile - Periodo antecedente alla modifica dell'art. 42, comma 5, d.lgs. n. 151 del 2001 - Sussistenza.

    Il diritto a fruire del congedo straordinario per l'assistenza alla persona con disabilità in situazione di gravità, previsto dall'art. 42, comma 5, del d.lgs. n. 151 del 2001, ratione temporis vigente, spetta al convivente more uxorio che presta assistenza al partner disabile anche in relazione al periodo antecedente alla modifica introdotta dall'art. 2, comma 1, lett. n), del d.lgs. n. 105 del 2022, stante l'efficacia retroattiva della pronuncia additiva della Corte costituzionale n. 197 del 2025 che ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della disposizione previgente nella parte in cui non includeva il convivente di fatto tra i soggetti legittimati a fruire del suddetto congedo in posizione equiparata al coniuge convivente.

    Rv. 678696-01Rassegna di marzo 2026, p. 316Art. 42 Testo unico tutela e sostegno della maternita' e della paternita' · Art. 32 cost. · Art. 3 cost. · Art. 2 cost.Dove leggere la sentenza

  • Cass. civ., Sez. I, ord. n. 9436/2026

    In materia di navigazione marittima ed aerea

    Corporazione di piloti - Capo pilota - Poteri - Disciplina - Fattispecie.

    In tema di corporazione di piloti, la rappresentanza di diritto sostanziale dell'ente e la correlata legittimazione attiva e passiva sono attribuite al capo pilota, al quale l'art. 114 del d.P.R. n. 328 del 1952 conferisce poteri di compiere atti di ordinaria amministrazione - come, nella specie, la stipula di una polizza assicurativa - non dissimili da quelli spettanti agli amministratori di società o altre persone giuridiche private o pubbliche.

    Rv. 678277-01Rassegna di marzo 2026, p. 85Art. 113 Regolamento per l'esecuzione del Codice della navigazione (Navigazione marittima) · Art. 114 Regolamento per l'esecuzione del Codice della navigazione (Navigazione marittima)Dove leggere la sentenza

Massime dell’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione, pubblicate nelle Rassegne sul sito della Corte. Sono atti ufficiali dello Stato, esclusi dal diritto d’autore dall’art. 5 della legge 633/1941. Raccolta: giurisprudenza-db (cassazione-penale-db) — Synthos Logic, licenza CC BY 4.0; massime riordinate per voce da RatioLegis.

Articoli più citati

Gli articoli che le massime di questa voce indicano nei riferimenti normativi almeno due volte.

Corte costituzionale

Le pronunce che hanno deciso su questi articoli, dichiarandoli illegittimi o giudicando la questione. Il legame con la voce passa per gli articoli ed è ricavato da RatioLegis.

  • Sentenza n. 197/2025Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 42 Testo unico tutela e sostegno della maternita' e della paternita'

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nel testo antecedente alla modifica normativa introdotta con l'art. 2, comma 1, lettera n), del decreto legislativo 30 gi…

  • Sentenza n. 111/2025Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 6 Licenziamenti individuali

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 6, primo comma, della legge 15 luglio 1966, n. 604 (Norme sui licenziamenti individuali), nella parte in cui non prevede che, se al momento della ricezione della comunicazione del licenziamento o in pendenza del termine di sessanta giorni previsto per la sua impugnazione, anche extragiudiziale, il lavoratore versi in condizione di incapacità di int…

  • Sentenza n. 128/2024Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 3 tutele crescenti

    Dispositivo: 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183), nella parte in cui non prevede che si applichi anche nelle ipotesi di licenziamento per giustificato motivo oggettivo in cui sia direttamente dimost…

  • Sentenza n. 22/2024Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2 tutele crescenti

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183), limitatamente alla parola «espressamente». Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 23 gennaio 2024.…

  • Sentenza n. 125/2022Illegittimità dichiarata

    Dichiarati illegittimi: Art. 18 statuto dei lavoratori · Art. 1 Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 18, settimo comma, secondo periodo, della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento), come modificato dall'art. 1, comma 42, lettera b), della legge 28 giugno 2012, n. 92 (Disposizioni in materia di riforma…

  • Sentenza n. 59/2021Illegittimità dichiarata

    Dichiarati illegittimi: Art. 18 statuto dei lavoratori · Art. 1 Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 18, settimo comma, secondo periodo, della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale, nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento), come modificato dall'art. 1, comma 42, lettera b), della legge 28 giugno 2012, n. 92 (Disposizioni in materia di riforma…

  • Sentenza n. 212/2020Illegittimità dichiarata

    Dichiarati illegittimi: Art. 32 Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile · Art. 6 Licenziamenti individuali

    Questione giudicata anche su: Art. 1 Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 6, secondo comma, della legge 15 luglio 1966, n. 604 (Norme sui licenziamenti individuali), come sostituito dall'art. 32, comma 1, della legge 4 novembre 2010, n. 183 (Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi a…

  • Sentenza n. 232/2018Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 42 Testo unico tutela e sostegno della maternita' e della paternita'

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto, e alle condizioni s…

  • Sentenza n. 194/2018Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 3 tutele crescenti

    Dispositivo: 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 3, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183) - sia nel testo originario sia nel testo modificato dall'art. 3, comma 1, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 (Disposizioni urgenti per la dignit…

  • Sentenza n. 15/2017Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 20, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 135, nella parte in cui prevede ch…

  • Sentenza n. 7/2017Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 8, comma 3, decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario), convertito con modificazioni dall'art. 1, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 135, nella parte in cui prevede che le so…

  • Sentenza n. 213/2016Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 33 Legge 104

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), come modificato dall'art. 24, comma 1, lettera a), della legge 4 novembre 2010, n. 183 (Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di…

  • Sentenza n. 129/2016Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 16, comma 6, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 135, nella parte in cui non preved…

  • Sentenza n. 125/2015Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95

    Dispositivo: riservata a separate pronunce la decisione delle altre questioni di legittimità costituzionale promosse con i ricorsi indicati in epigrafe; riuniti i giudizi, 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 15, comma 13, lettera c), del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini), convertito, con…

  • Sentenza n. 79/2014Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 1 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95

    Dispositivo: 1) dichiara l'illegittimità costituzionale del terzo periodo del comma 2 dell'art. 16 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 135, nella…

  • Sentenza n. 203/2013Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 42 Testo unico tutela e sostegno della maternita' e della paternita'

    Dispositivo: 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, a norma dell'art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto, e alle condizioni ivi stab…

  • Sentenza n. 246/2011Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 19 TU pubblico impiego

    Dispositivo: riuniti i giudizi, dichiara l'illegittimità costituzionale dell'articolo 19, comma 8, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), come modificato dall'art. 2, comma 159, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria), convertito, con modificazioni,…

  • Sentenza n. 124/2011Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 19 TU pubblico impiego

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 19, comma 8, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), nel testo vigente prima dell'entrata in vigore dell'art. 40 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 (Attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della produttiv…

  • Sentenza n. 19/2009Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 42 Testo unico tutela e sostegno della maternita' e della paternita'

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, a norma dell'art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto il figlio convivente, in assen…

  • Sentenza n. 158/2007Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 42 Testo unico tutela e sostegno della maternita' e della paternita'

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell'art. 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non prevede, in via prioritaria rispetto agli altri congiunti indicati dalla norma, anche per il coniuge c…

  • Sentenza n. 233/2005Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 42 Testo unico tutela e sostegno della maternita' e della paternita'

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 42, comma 5, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità, a norma dell'articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n. 53), nella parte in cui non prevede il diritto di uno dei fratelli o delle sorelle conviventi con soggetto con handicap in situazion…

  • Sentenza n. 427/1989Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 7 statuto dei lavoratori

    Dispositivo: Dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 7, secondo e terzo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300 (Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento), nella parte in cui è esclusa la loro applicabilità al licenziamento per motivi disciplinari irrogato da imprenditor…

  • Sentenza n. 1103/1988Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 48 Istituzione del servizio sanitario nazionale

    Dispositivo: Dichiara l'illegittimità costituzionale della legge della Regione Liguria, riapprovata il 25 marzo 1985, dal titolo "Collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale dei medici inseriti nelle graduatorie previste dagli accordi nazionali di cui all'art. 48 della legge 23 dicembre 1978 n. 833". Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il…

  • Sentenza n. 616/1987Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2109 c.c.

    Dispositivo: Dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 2109 cod. civ. nella parte in cui non prevede che la malattia insorta durante il periodo feriale ne sospenda il decorso. Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 16 dicembre 1987. Il Presidente: SAJA Il redattore: GRECO Depositata in cancelleria il 30 dic…

  • Sentenza n. 204/1982Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 7 statuto dei lavoratori

    Questione giudicata anche su: Art. 18 statuto dei lavoratori

    Dispositivo: riuniti gli incidenti iscritti ai nn. 738 e 758 R.O. 1976, 38, 39, 57 e 168 R.O. 1977, 1) dichiara l'illegittimità costituzionale dei commi primo, secondo e terzo dell'art. 7 (sanzioni disciplinari) l. 20 maggio 1970, n. 300 (norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento),…

  • Sentenza n. 189/1980Illegittimità dichiarata

    Dichiarati illegittimi: Art. 2109 c.c. · Art. 2096 c.c.

    Questione giudicata anche su: Art. 2120 c.c.

    Dispositivo: 1. - dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2096, terzo comma, cod. civ. nella parte in cui non riconosce il diritto alla indennità di anzianità di cui agli artt. 2120 e 2121 stesso codice, al lavoratore assunto con patto di prova nel caso di recesso dal contratto durante il periodo di prova medesimo. 2. - Ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 dichiara…

  • Sentenza n. 75/1968Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2120 c.c.

    Dispositivo: dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 2120, primo Comma, del Codice civile, nella parte in cui, nel caso di cessazione del contratto di lavoro a tempo indeterminato, esclude il diritto del prestatore di lavoro ad un'indennità proporzionale agli anni di servizio, allorquando la cessazione stessa derivi dal licenziamento per colpa di lui o da dimissioni volontarie. Così…

  • Sentenza n. 66/1963Illegittimità dichiarata

    Dichiarato illegittimo: Art. 2109 c.c.

    Dispositivo: dichiara la illegittimità costituzionale dell'art. 2109, secondo comma, del Codice civile, limitatamente all'inciso "dopo un anno di ininterrotto servizio", in riferimento all'art. 36, terzo comma, della Costituzione. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 7 maggio 1963. GASPARE AMBROSINI - GIUSEPPE CASTELLI AVOLIO - ANTONINO PAP…

  • Ordinanza n. 155/2024Questione inammissibile

    Questione giudicata su: Art. 32 Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile

    Dispositivo: dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell'art. 32 della legge 4 novembre 2010, n. 183 (Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il…

  • Sentenza n. 129/2024Questione infondata

    Questione giudicata su: Art. 3 tutele crescenti

    Dispositivo: 1) dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 3, comma 2, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183), sollevate, in riferimento agli artt. 2, 3, 4, 21, 24, 35, 36, 40, 41 e 76 della Costituzione, dal Tribunale ordinario di Cat…

Se ne mostrano 30 su 148: prima le dichiarazioni di illegittimità, poi le altre, dalle più recenti.

Fonte: dati aperti della Corte costituzionale, licenza CC BY-SA 3.0.

Voci, sottovoci e codici sono quelli con cui l’Ufficio del Massimario della Corte di cassazione classifica le massime nelle Rassegne mensili della giurisprudenza civile. Qui sono scritti con le maiuscole e gli accenti dell’uso corrente, e i codici con lo stesso nome stanno in una pagina sola. Una voce o una sottovoce ha una pagina se raccoglie almeno 10 massime e almeno 3 articoli citati da due o più di esse; una sottovoce con più dei quattro quinti delle massime della sua voce resta nella pagina della voce. Un secondo livello fra virgolette senza codici propri, che raccoglie argomenti diversi, non fa sottovoce: lo fa il livello successivo. Le massime che si limitano a dichiararsi conformi a una pronuncia precedente, senza un testo proprio, non sono contate. Gli articoli sono quelli indicati dalle massime nei riferimenti normativi. Le pronunce della Corte costituzionale non fanno parte della classificazione: sono quelle che hanno deciso sugli articoli citati da almeno due massime, un collegamento ricavato da RatioLegis. Le Rassegne raccolte sono 11, da gennaio 2025 a marzo 2026. Fonti e metodologia